Tajani alla guida di FI: per l’Italia e l’Europa

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Tajani

Pensieri in libertà di un patriota italiano ed europeo, dopo l’elezione all’unanimità del nuovo segretario nazionale dell’unico partito italiano del Ppe

Antonio Tajani è il nuovo segretario nazionale “pro tempore” di Forza Italia. Così ha deciso il Consiglio nazionale del partito, che lo ha eletto all’unanimità il 15 luglio.

Sarà il leader di FI fino alla convocazione del prossimo Congresso. «Non è facile guidare un movimento politico che ha avuto come leader per quasi 30 anni Silvio Berlusconi. Io posso garantire soltanto il mio impegno, determinazione, volontà di trasformare tutti i suoi sogni in realtà. Per farlo avrò bisogno di tutti quanti voi, di tutta la nostra classe dirigente, eletti, simpatizzanti, militanti».

A Roma, nell’hotel Parco dei Principi, il Consiglio nazionale di Forza Italia, é stato il primo dalla morte di Silvio Berlusconi, un mese fa. E ha aperto una nuova era. Non solo per il partito fondato da Silvio Berlusconi ma, anche, per l’Italia e per l’Europa.

Un periodo che non sarà certo facile per lui. Che si trova da ora la piena e ufficiale responsabilità di un partito che vuole essere molto unito, ma che è anche fatto di diverse personalità.Tajani Che continueranno a mettere a dura prova il grande equilibrio e buon senso di Tajani, uniti alla sua determinazione forgiata da forza tranquilla. Una grande responsabilità che si aggiunge a quelle di primo vicepremier, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, e di vicepresidente del PPE. In un’Europa post–pandemica, in pieno Pnrr, sulla quale soffiano da tempo venti di guerra e ormai alla vigilia delle elezioni europee del 2024.

Un commento personale, da giornalista libero e indipendente

Non ho titoli, né la competenza, per aggiungermi ai tanti commentatori politici.

Sento però il desiderio di fare un mio commento personale. Da giornalista libero e indipendente. Grazie al privilegio di non dovere vivere di quello che scrivo sui media. E nemmeno dei like che ricevo ai miei post. Su temi, spesso, anche molto delicati e controversi. Che pochi altri si prendono la pena di toccare.

Quali la difesa, senza linguaggio da curva da stadio, dell’Italia in Europa e dell’Europa in Italia.

Ma anche il giustizialismo mediatico, e non solo, post Tangentopoli. Lo stesso che ha rovinato, per anni, anche la vita e la carriera di tanti servitori dello Stato. Come (last but not least) il Generale di Corpo d’Armata Pino Mango e il Colonnello Fabio Massimo Mendella, entrambi della Guardia di Finanza, e sui quali tornerò presto.

Fino all’assordante silenzio sulla gestione di ADM da parte di Marcello Minenna, prima del suo arresto su ordine della Procura di Forlì, poi non convalidato dal Tribunale della Libertà di Bologna, e la solita orda di caduti dal pero e sciacalli mediatici, capaci di avventarsi solo su leoni feriti. Non certo su quelli in piena forma.

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Una doverosa premessa

Per permettermi questo lusso, ho sempre utilizzato la mia credibilità personale. Della quale sono particolarmente geloso. Dopo averla conquistata in decenni di onorata carriera quale ufficiale della Guardia di Finanza, dirigente della Commissione europea, e anche di giornalista. Attività che oggi, in pensione da Guardia di Finanza e Commissione europea, ho deciso di svolgere a titolo esclusivo. Nel quadro delle mie diverse attività di volontariato, anche e soprattutto istituzionale. Sempre a difesa dei più bisognosi e vulnerabili, e di ciò in cui ho sempre creduto, e per il quale ho combattuto e combatto: l’Italia e l’Europa della legalità. Che deve essere fatta anche di serietà, equilibrio e moderazione.

Credibilità che deve essere sempre difesa anche con la trasparenza. Evitando ogni possibile conflitto di interessi. Come ho sempre fatto anche quando ho rifiutato – grazie anche agli articoli 10 e 11 della Costituzione italiana – di spogliarmi, o di nascondere, le fiamme gialle che porto da 44 anni cucite sulla pelle, difendendo l’Italia della legalità a Bruxelles. Ma anche senza mai rinnegare la bandiera europea che, assieme al tricolore nazionale, avvolge il mio cuore, quando difendo, seppure nella critica sempre costruttiva, l’unità europea in Italia e nel resto del Mondo.

Il perché lo spiegherò, con maggiori dettagli, in un mio libro che andrà presto alle stampe: “Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano ed europeo”.

Libro che, oltre alla post-fazione di un nome che è un monumento della lotta alla Mafia, dovrebbe avere anche la prefazione di Antonio Tajani. Come mi è stato anticipato da persona che attribuisce il mio stesso livello di sacralità alle parole. I cui proventi andranno tutti in beneficienza: all’Operazione Mato Grosso e allo sportello anti–stolking del Codacons.

A scanso di equivoci: l’eventuale prefazione di Antonio Tajani al mio libro non condiziona in nulla il giudizio personale che ho per lui da quando lo conosco

L’eventuale prefazione, che ho richiesto da tempo ad Antonio Tajani, sarebbe, ovviamente, per me un grande onore. Ma unicamente per le ragioni che ho già dettagliatamente raccontato su Eurocomunicazione il 29 marzo 2023. Assieme ad alcuni aneddoti sul suo amore per le Forze armate e di polizia, e in particolare per la Guardia di Finanza.

Un onore che compenserà qualche commento, che ho già messo in conto, da parte chi vorrà dare una lettura politica a un libro che, invece, non vuole avere alcuna connotazione partitica. Ma che, come indicato nel titolo, sarà solo una raccolta di “pensieri in libertà” (sull’Italia e l’Europa) di un “patriota italiano ed europeo”. Quale io mi considero da sempre.

Una premessa forse un po’ lunga a testimonianza della mia più sincera e disinteressata manifestazione di soddisfazione, da semplice cittadino, mai militante di partito, per la sua elezione a segretario nazionale di FI.

Indipendentemente dal ricevimento o meno, nei tempi necessari per permettermi di andare in stampa entro l’estate, della sua prefazione. Che mi è stata ripetutamente assicurata dal suo staff, da ultimo tramite voce molto autorevole, anche dopo la mia rappresentata decisione – consapevole degli enormi impegni e il limitatissimo tempo a sua disposizione per poter solo fogliare le bozze del mio libro – di chiederla ad altri. Al solo scopo di non rimandare ulteriormente la pubblicazione del mio libro.

Non cambierà di una virgola, per chiarezza e scanso di equivoci, perché ho scoperto da tempo il piacer dell’offrire, di molto superiore a quello del ricevere. Ed è lo spirito del mio volontariato, anche istituzionale. Nel quadro del quale voglio continuare a offrire ciò che posso, senza nulla chiedere in cambio, oltre che ai più bisognosi, anche alle mie due Patrie. L’Italia e l’Europa.

Perché Tajani segretario nazionale di FI è un bene per l’Italia e per l’Europa

TajaniL’elezione di Antonio Tajani a segretario nazionale del suo partito è un’ottima notizia. Per l’Italia e per l’Europa. Perché, come detto da Manfred Weber, il presidente tedesco del PPE, principale partito europeo: “Non posso pensare a una scelta migliore per guidare Forza Italia mentre si apre un nuovo capitolo della storia del partito. Hai il nostro pieno sostegno. Forza Italia, Forza Europa!”.

Chi ha avuto modo di conoscerlo collaborando con lui sul campo (da ufficiale della Guardia di Finanza e dirigente Ue, e quindi da tecnico laico, servitore delle istituzioni, e mai uomo di parte), non può non riconoscere, come me, le sue qualità umane e istituzionali. Il suo valore, la sua serietà, la sua onestà (soprattutto intellettuale) ma anche le sue grandi capacità di Politico con la “P” maiuscola: concreto e con i piedi sempre per terra. A livello europeo e internazionale. Oltre che di autentico uomo delle Istituzioni.

Tajani è senza ombra di dubbio uno degli italiani più rispettati al Mondo, in questo particolare momento storico, assieme a Mario Draghi.

Le doti

Anche se nemo propheta in patria, dopo aver dimostrato agli italiani (lo dicono i sondaggi che lo definiscono il ministro più amato) di essere un grande vicepremier e ministro degli Esteri, ora avrà l’opportunità di dimostrare anche coloro che confondono la mitezza e l’umiltà dell’uomo del fare, più che del dire e del promettere, la sua stoffa di grande leader politico nazionale. La cui lealtà (diversa dalla “fedeltà”, che hanno i cani per i propri padroni) e riconoscenza, che solo i grandi uomini sanno dimostrare, nel tempo e nei fatti, che continua a dimostrare al suo padre politico, Silvio Berlusconi, dopo averla dimostrata al suo padre giornalistico, Indro Montanelli, non passerà inosservata alle tante persone per bene. Che fanno parte di quel terzo di eroi degli italiani di cui parlo nel mio libro, rubando la formula della composizione nazionale al mio compagno di liceo, il chirurgo vascolare Giulio Andolfato. Anche se meno rumorosi degli altri due terzi: fatti prevalentemente di delinquenti e di ignavi.

Persone per bene, quel terzo di eroi, di destra, sinistra e di centro, che contano su politici come Tajani per avere una qualche speranza nel futuro dell’Italia e dell’Europa. Storditi dalle troppe urla da stadio, dagli inguardabili talk televisivi, e dalle promesse irrealizzabili, su social e quant’altro, cui gli italiani sono ormai da troppo tempo assuefatti.

Non esiterò a scusarmi con i miei lettori se la mia previsione risulterà errata

Ho la certezza (e se non dovesse essere così, non esiterei ad approfittare del privilegio della mia indipendenza e libertà, intellettuale e materiale, per scriverlo e scusarmi con i miei lettori) che Antonio Tajani saprà continuare a parlare, come ha fatto sinora, soprattutto al cervello e al cuore degli italiani, e degli europei.

E i tanti italiani che hanno ancora cuore e cervello, anche se non dovessero far parte del terzo di eroi, sapranno ascoltarlo. Perché il cervello, se non il cuore, li aiuterà a comprendere che è nel loro interesse. E solo chi ha cervello può comprendere che stiamo vivendo il periodo più critico dell’Italia, dell’Europa e del Mondo, del secondo dopoguerra.

Un periodo nel quale, avremmo tanto bisogno, in tutti gli schieramenti, di politici seri, competenti onesti e dalla determinazione tranquilla di Antonio Tajani. Al quale non possiamo che augurare i nostri auguri di buon lavoro.

Che sono anche auguri di ogni bene per l’Italia e l’Europa.

 

Alessandro Butticé

Foto © Ansa, Parlamento europeo, Forza Italia, Commissione europea

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