Challengers, un match molto speciale, tra seduzione e sfida

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Challengers

Intrigante, malizioso e adrenalinico gioco a tre sul campo da tennis

 

Dopo aver saltato l’apertura della Mostra del Cinema di Venezia lo scorso settembre, a causa dello sciopero degli attori, Challengers arriverà al cinema in un periodo decisamente d’oro per il tennis, soprattutto italiano, e siamo sicuri che ha tutte le caratteristiche per attirare l’attenzione su di sé. Non solo per un’affascinante e bravissima Zendaya ma anche per la forte intesa che si percepisce con gli attori protagonisti insieme a lei, Josh O’Connor e Mike Faist.

Challengers

Presentato a Roma in grande stile in una premiere glamour e sfavillante, distribuito da Warner Bros. Pictures, Challengers di Luca Gaudagnino è un film avvincente, dinamico, adrenalinico e intrigante con una punta di malizia persistente, indiscreta al punto giusto, mai banale e capace di non permettere allo spettatore di distrarsi, né di comprendere realmente da che parte stare. Challengers è un gioco a tre ben strutturato e stratificato attraverso un racconto che si snoda in un arco temporale ben preciso. Challengers è aspettative allo stato puro, ma anche una mente totalmente libera di lasciarsi trasportare da una storia.

“Cos’è il tennis? Una relazione”. E nel film di Guadagnino, nei cinema dal 24 aprile, assistiamo proprio a questo.

La storia

ChallengersTashi Duncan (Zendaya) è un’ex prodigio del tennis che diventa allenatrice. Una forza della natura che non ammette errori, sia dentro che fuori dal campo. Sposata con un fuoriclasse reduce da una serie di sconfitte (Mike Faist), la strategia di Tashi per la redenzione del marito prende una piega sorprendente quando quest’ultimo deve affrontare sul campo Patrick (Josh O’Connor), un tempo suo migliore amico ed ex fidanzato di Tashi.

Passato e presente si alternano attraverso una tensione continua e uno scontro che si protrae fino all’ultima scena.

Centrare l’obiettivo in un Grande Slam

Il magnetismo di Challengers si sprigiona in ogni scena e si avverte anche durante i tanti match di cui siamo spettatori. Il solo movimento della pallina, calibrato da una colonna sonora impeccabile firmata dai vincitori dei premi Oscar, Golden Globe e BAFTA Trent Reznor & Atticus Ross, ne scandisce il ritmo, modulando i diversi livelli di tensione e desiderio, in una costante percezione di una realtà tutta da scoprire.

Ma va precisato che per match intendiamo non soltanto quelli giocati sul campo. Il tennis visto come una relazione qui raggiunge la sua più completa apoteosi, sotto diversi punti di vista.

Tra seduzione e potere

In Challengers la passione del tennis si intreccia con il gioco d’amore e di seduzione, raggiungendo picchi di un’intensità magnetica. Il desiderio nel film di Guadagnino è osservato, bramato e appagato in maniera affascinante, in un’arte afrodisiaca che soddisfa occhi e mente.

La pallina da tennis dal centro della racchetta con un colpo ben assestato raggiunge l’avversario, un giocatore e poi un altro, in una perfetta alternanza di una grande partita che potrebbe essere la metafora della vita. Sta a noi trovare il finale giusto della vittoria che vogliamo vedere in questo match.

Dietro la macchina da presa

Luca Guadagnino ha diretto una storia originale, moderna e appassionata nata dalla sceneggiatura di Justin Kuritzkes. Nel team di Guadagnino non mancano nomi abituali come il direttore della fotografia Sayonbhu Mukdeeprom, la scenografa Merissa Lombardo, il montatore Marco Costa e il costumista Jonathan Anderson.

I produttori di Challengers sono Amy Pascal, Guadagnino, Zendaya e Rachel O’Connor, con Bernard Bellew in veste di produttore esecutivo.

Talento e carattere

Tashi Duncan è la personificazione di talento e grinta, fiducia in se stessa e forza di volontà. Quando i tennisti, Patrick Zweig e Art Donaldson, la vedono sul campo ne rimangono affascinati. I due migliori amici dall’età di dodici anni, amichevoli rivali, conosciuti nel circuito del tennis come “Fire & Ice”, si trovano uno contro l’altro, perché la competizione scatta immediatamente.

Il fulcro della storia è una partita di tennis tra Art e Patrick che si svolge tredici anni dopo il loro incontro con Tashi. Perno del legame tra i tre è sempre lei a cui sono legati sentimentalmente ed emotivamente.

Challengers

«Le complicazioni di una relazione mi affascinano. Le relazioni comportano il controllo sull’altro ma in fin dei conti anche il controllo su se stesso. Non sapevo nulla del tennis, è stata una grande opportunità capire come la dinamica del desiderio e la dinamica del controllo e dell’autocontrollo si rispecchiano nella bellezza e nell’atletismo del gioco del tennis», spiega Guadagnino.

La geometria di un amore

Assistiamo a quello che potrebbe essere il più tradizionale triangolo amoroso: Tashi, una ragazza affascinante, che rovina l’amicizia di due migliori amici, Patrick e Art. Ma questo non è che il punto di partenza. Tashi fa emergere nei due emozioni e attrazione sconosciute.

«Il tennis in questo film è solo una metafora del potere e delle dinamiche di potere tra persone che si appoggiano l’un l’altro, forse un po’ troppo», rivela Zendaya.

«La loro ambizione è distruttiva, nel senso che le basi della loro amicizia si rompono e si scatenano emozioni selvagge», prosegue Guadagnino.

Il sound in Challengers

La colonna sonora del film è tanto potente ed emozionante quanto la sua trama! Bella e coinvolgente, basata sulla musica techno ed elettronica composta da Trent Reznor e Atticus Ross.

«Il mio istinto è stato di far ballare le persone che guardavano il film. Pensavo alla musica come fosse un concerto rave o musica house. La vera propulsione del film doveva provenire dalla colonna sonora» racconta il regista.

Guadagnino ha anche co-scritto la canzone che conclude il film, Compress/Repress. «Stavamo pensando di mettere una canzone già esistente alla fine del film. Così ho scritto alcuni testi e li ho inviati ad Atticus e Trent», rivela.

I costumi

I personaggi del film sono vestiti dallo stilista internazionale Jonathan Anderson, direttore creativo di Loewe e forza trainante della sua etichetta JW Anderson. I suoi costumi fanno percepire movimento e ogni capo di abbigliamento è naturale sui personaggi.

«Zendaya è una collaboratrice eccezionale: è molto attenta alla moda e ai marchi e vuole che i costumi dettino davvero qualcosa», afferma Anderson.

Intrattenimento stuzzicante e dinamico

«Ho concepito l’intera storia in modo che fosse il più possibile intrattenimento, e quando uso questa parola, la intendo come un’arte, come qualcosa di puro: voglio che il pubblico si diverta guardando le immagini sullo schermo; quella per me è la forma di cinema più alta e pura».

 

Alessandra Caputo

Foto © Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. All Rights Reserved. – photocall Warner Bros. Entertainment Inc.

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