La fiducia dei giovani per pianificare meglio

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Giovani

Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha presentato lo studio “Indice di fiducia dei giovani”

 

Presentata a Roma, presso la sede della Presidenza del Consiglio dei ministri di largo Pietro di Brazzà, un accurato e innovativo studio sulla fiducia dei giovani realizzato da Consiglio nazionale dei giovani con il supporto scientifico dell’istituto Piepoli. Uno strumento utile per comprendere la percezione e le aspettative dei giovani italiani sui vari aspetti della loro vita quotidiana. Uno studio che si dispiega su 15 indicatori per offrire una visione dettagliata del livello di fiducia dei giovani in diverse aree quali il lavoro, la parità di genere, la fiducia nelle istituzioni.

Scelte e suggerimenti

Alla presentazione è intervenuto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha voluto sottolineare «uno strumento fondamentale anche per la pianificazione delle nostre attività, che si combina molto bene con le valutazioni di impatto generazionale che il Consiglio dei ministri ha varato il mese scorso. Sono lo strumento di pianificazione, sono dei sensori che consentono di comprendere qual è lo stato d’animo dei giovani anche nella comparazione intergenerazionale per capire come orientare gli strumenti legislativi, le politiche relativamente ai temi della famiglia, del lavoro, della formazione, dell’accesso al credito, della salute, del benessere e della genitorialità, della casa».

«Sono tutti elementi ai quali dobbiamo dare una modalità di lavoro e di interfaccia che deve essere metodologicamente più strutturato, ha proseguito. Questa ricerca in chiave dinamica va esattamente in questa direzione. Noi nel tempo, quattro o cinque volte all’anno saremo in grado di comprendere, anche sulla base delle scelte che facciamo, dei suggerimenti che ci arrivano, il livello di percezione della fiducia e soprattutto lo strumento della partecipazione».

«Attraverso il Consiglio nazionale dei giovani, l’Agenzia italiana per la gioventù, la collaborazione con le Regioni e le altre realtà che operano a livello giovanile, gli strumenti che noi abbiamo a disposizione, penso al servizio civile in tutte le sue forme, penso al progetto Rete con i suoi 7 hub che diventeranno 12, penso ai centri civici di comunità che diventeranno 400, noi avremo la possibilità di un rapporto costante con la fascia giovanile che va fondamentalmente dai 18 ai 35 anni, anche se ha poi delle sue disarticolazioni che cerchiamo di rendere omogenee, proprio per assumersi una responsabilità che è quella di favorire il ripristino di una relazione fiduciaria tra i giovani e le istituzioni».

Novità per l’Italia e l’Europa

La presidente del Consiglio nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, annuncia che «ogni due mesi proveremo a capire cosa pensano di ciò che accade nel nostro Paese. Uno strumento importante che ci permette di aggregare quelle che sono le analisi più di carattere economico e sociologico. Una novità per il nostro Paese e nello scenario europeo. Il primo dato che emerge dall’indagine è la grande insofferenza rispetto al mondo del lavoro».

 

Enzo Di Giacomo

Foto Enzo Di Giacomo

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