Il presidente dell’Iran, Ebrahim Raisi, è morto

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Raisi

Primo vice presidente dell’Iran dal 2007, Mohammad Mokhber, 68 anni, ha assunto la presidenza ad interim e la guida del Governo di Teheran

 

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi è morto nell’incidente che ha coinvolto l’elicottero sul quale viaggiava insieme al suo entourage. Raisi, il ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian, il governatore della provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale e altri funzionari e guardie del corpo a bordo del velivolo avevano partecipato all’inaugurazione di una diga sul fiume Aras quando l’elicottero si è schiantato in una remota area della provincia dell’Azerbaigian Orientale.

Il capo della Mezzaluna Rossa iraniana, Pir Hossein Kolivand, ha spiegato che dopo ore di ricerche da parte delle squadre di soccorso (ne sarebbero state impiegate 73), “quando è stata scoperta la posizione dell’elicottero precipitato non c’era alcuna traccia di passeggeri vivi“. Il relitto dell’elicottero, secondo quanto riferito, trovato sulla strada per il villaggio di Khoilar-Kalam: le squadre di ricerca hanno recuperato parti della deriva di coda e della pala del velivolo su una collina.

La notizia della morte di Raisi è stata confermata anche dalla tv di Stato iraniana, che ha definito il presidentemartire del servizio” precisando che luogo e data della cerimonia funebre saranno comunicati in seguito. In un comunicato, il Governo ha quindi specificato “il presidente del popolo iraniano, laborioso e instancabile, ha sacrificato la sua vita per la Nazione”, sottolinea il Governo, spiegando che “assicuriamo alla Nazione leale che, con l’aiuto di Dio e il sostegno del popolo, non ci sarà il minimo turbamento dell’amministrazione del Paese“.

L’accaduto

Il convoglio presidenziale di tre elicotteri era partito dall’Azerbaigian dopo una visita di Raisi all’omologo lham Aliyev, con cui aveva inaugurato una diga. Le prime notizie, arrivate dai media iraniani, hanno riferito di un “incidente”, ma senza chiarire se l’elicottero coinvolto fosse quello di Raisi. Il primo resoconto ufficiale è arrivato dal ministro dell’interno Ahmad Vahidi, che ha confermato lo schianto (“il duro atterraggio”) “a causa delle cattive condizioni meteorologiche“. E soprattutto ha fatto capire che l’allarme era reale, tanto più che la nebbia ostacolava l’arrivo dei soccorritori sul posto. Nel frattempo, gli altri due elicotteri del convoglio sono arrivati a destinazione.

L’elicottero che trasportava Raisi era molto probabilmente un Bell 212, operativo dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Il Bell 212 è stato prodotto prima negli Stati Uniti e poi in Canada, e l’Iran ne aveva acquistati alcuni esemplari usati dalle forze armate statunitensi nel 1976. All’incidente, oltre al maltempo, potrebbero aver contribuito le difficoltà dell’Iran nel reperire componenti di ricambio a causa delle sanzioni.

L’Ue, su richiesta di Teheran, ha attivato il sistema satellitare Copernicus. Altri Paesi, Raisicome Arabia Saudita e Turchia, hanno offerto assistenza. Anche la Casa Bianca ha seguito l’evoluzione della crisi, mentre da Roma Giorgia Meloni ha convocato per una riunione con i ministri compenti e l’intelligence. Alcuni membri del Governo iraniano si sono spostati a Tabriz, la Città dove Raisi sarebbe dovuto arrivare, per seguire più da vicino l’evolversi della situazione. Anche il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato l’invio di due aerei, un elicottero e 50 uomini dalla Russia per cercare l’elicottero.

Ebrahim Raisi

Nato il 14 dicembre del 1960 nella città santa di Mashhad, neanche 19enne, quando la rivoluzione islamica guidata da Ruhollah Khomeini trionfò, quasi subito entrò a far parte delle corti rivoluzionarie, dove fece una rapida carriera, che per i suoi oppositori resta piena di punti oscuri. Da giovane procuratore aggiunto di Teheran fu tra i 4 membri della cosiddetta Commissione della morte che nel 1988 fece impiccare in modo sommario migliaia di dissidenti, soprattutto attivisti di sinistra: almeno 3 mila esecuzioni accertate, per alcuni fino a 30 mila.

Eletto presidente della Repubblica islamica nel 2021, l’ultraconservatore 63enne Raisi ha preso le redini di un Paese in preda a una profonda crisi sociale e a un’economia messa a dura prova dalle sanzioni statunitensi contro Teheran per il suo contestato programma nucleare. Delfino della Guida suprema e in pole position per la successione, si è dimostrato un intransigente nemico di Israele e degli Usa, arrivando al massimo livello di scontro con lo Stato ebraico, culminato con il primo attacco iraniano condotto in territorio nemico, sullo sfondo della guerra a Gaza. Con la sua morte, nonostante le rassicurazioni di Khamenei sulla tenuta del sistema, si aprirebbe una fase di turbolenza nel Paese che potrà condizionare i già fragilissimi equilibri del Medio Oriente.

Successore

Primo vice presidente dell’Iran dal 2007, Mohammad Mokhber, 68 anni, ha assunto la presidenza ad interim e la guida del Governo di Teheran dopo la conferma della morte di Raisi. Lo prevede la Costituzione iraniana. Molto vicino al leader supremo dell’Iran il Grande Ayatollah Ali Khamenei, Mokhber fa parte di un consiglio formato da tre persone, insieme al presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e al capo della magistratura, che organizzerà una nuova elezione presidenziale entro 50 giorni dalla morte del presidente.

Nato il primo settembre del 1955 a Dezful è diventato primo vicepresidente nel 2021 quando Raisi è stato eletto presidente. Mokhber faceva parte di una squadra di funzionari iraniani e di Pasdaran che a ottobre si sono recati Mosca e hanno accettato di fornire missili terrasuperficie e droni Shahed all’esercito russo per portare avanti la guerra in Ucraina. In precedenza, era a capo del Setad, un fondo di investimento legato al leader supremo. In quel ruolo aveva disposto di vendere e gestire le proprietà abbandonate negli anni successivi alla rivoluzione islamica del 1979.

Precedentemente a capo dell’Esecuzione dell’Ordine dell’Imam Khomeini (EIKO), presidente del consiglio di amministrazione della Banca Sina e vice governatore della provincia del Khuzestan. Possiede due dottorati di ricerca, inclusa una tesi di dottorato e un master in diritti internazionali. Ha prestato servizio come ufficiale medico del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, i Pasdaran, durante la guerra Iran-Iraq.

Nel luglio del 2010 l’Unione Europea ha sanzionato Mokhber insieme ad altri individui ed entità per presunto coinvolgimento inattività nucleari o missilistiche balistiche“. Due anni dopo lo ha rimosso dalla lista. Nel 2013 il Dipartimento del Tesoro Usa ha aggiunto Setad e 37 società da esso supervisionate a un elenco di entità sanzionate.

 

Ginevra Larosa

Foto © NDTV, Open, EAWorldView, Times of India

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