Dichiarazioni di Yaşar Güler: implicazioni per la Grecia

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Güler

Il periodo attuale è caratterizzato da intensi preparativi militari da parte della Turchia, che sembrano preannunciare un atto di aggressione contro Atene

 

Le recenti dichiarazioni del ministro della Difesa turco, Yaşar Güler, dopo il completamento dell’esercitazione di sbarco EFES-2024 dell’Esercito dell’Egeo, hanno rivelato preoccupanti ambizioni espansionistiche della Turchia che riguardano direttamente la Grecia. Güler ha sottolineato la costruzione della seconda portaerei turca, simbolo di una “espansione del potere turco”, in un contesto di piani fortemente espansionisti da parte di Ankara.

Preparativi Turchi e preoccupazioni Greche

Il periodo attuale è caratterizzato da intensi preparativi militari da parte della Turchia, che sembrano preannunciare un atto di aggressione contro la Grecia. Questo scenario richiede una maggiore preparazione e vigilanza da parte delle forze armate greche. La Turchia vuole avere voce in capitolo nella struttura di difesa europea.

Le forze armate turche non stanno abolendo la coscrizione obbligatoria e si stanno preparando per un esercito con il 50% di professionisti e il 50% di militari. Il ministro ha affermato che: «Le forze armate turche sono sempre pronte e svolgono operazioni ogni volta che è necessario. Si tratta di brigate commando a Cesarea, Bitinione e Sirte. Queste brigate facevano i preparativi durante l’inverno e iniziavano le operazioni quando arrivava la primavera».

L’analista Michael Rubin, nel febbraio 2024, ha avvertito del rischio di una possibile invasione turca della Grecia e dell’Armenia. La minaccia include anche il lancio di missili su Atene, in un contesto di revanscismo e continue rivendicazioni territoriali su 152 isole e isolotti del Mar Egeo, che la Turchia sostiene essere sue nonostante i trattati internazionali del 1923, 1932 e 1947.

Espansione militare e strategia turca

Güler, inoltre, ha rivelato che: «Ora abbiamo più di 20 brigate di comando e quasi tutte sono sul campo». Questa forza militare, secondo lui, vuole far parte dell’esercito europeo, contribuendo a rafforzare l’architettura di sicurezza dell’Europa.

Progetti di difesa e ambizioni navali

Il ministro ha parlato anche del passaggio al servizio militare pienamente professionale in Turchia, sostenendo che sia necessario per la difesa della Patria. Inoltre, ha fornito informazioni sui progressi nel progetto della seconda portaerei, che sta per essere completato. La Turchia mira a diventare uno dei pochi Paesi al Mondo con portaerei, aumentando così la propria capacità di espansione del potere militare.

Carri armati e preparativi di guerra

Güler ha inoltre menzionato i progressi nel programma del carro armato turco, Altay, con Gülerlavori in corso sui motori in collaborazione con la Corea. La Turchia si sta preparando per una possibile guerra totale e prolungata con la Grecia, con un arsenale ordinato e forze armate pronte. Le recenti dichiarazioni dei funzionari turchi e gli sviluppi degli ultimi mesi indicano un aumento del rischio di conflitto, soprattutto per quanto riguarda i giacimenti a sud di Creta, la cui estrazione continua a essere rinviata.

Rischi e Retorica

La retorica dei turchi, gli attacchi ben pianificati di albanesi e macedoni contro la Grecia, l’intenzione di Ankara di entrare nei BRICS e la sua posizione in Siria e in Iraq contro i curdi, sono preludi agli sviluppi del prossimo periodo. Lo stesso Erdogan ha chiarito che le azioni della Grecia nell’Egeo non sono l’unica fonte di tensione. Nonostante le potenziali gravi conseguenze, la sua retorica e i suoi interessi suggeriscono che Ankara potrebbe essere disposta ad affrontare i rischi di un conflitto.

Gli Stati Uniti e la loro politica nella Regione, lo scontro tra Erdogan e Netanyahu, i piani sospetti contro altri Paesi del Mediterraneo orientale, il controllo della diaspora turca in Europa e dei fratelli musulmani in Egitto, mostrano la profondità e l’altezza di ciò che Ankara sta preparando. Se molti pensano che non appena Erdogan lascerà la scena politica, come per magia, questi piani scompariranno, sta almeno ridendo, perché si troverà un nuovo sostituto per continuare il lavoro del sultano, ed è su questa base che d’ora in poi verranno giudicati tutti i leader di questo Paese. Le tensioni non riguardano solo la Grecia, ma anche le altre Nazioni del Mediterraneo orientale e le relazioni con gli Stati Uniti e Israele.

Conclusione

Le dichiarazioni di Yasar Guler e le mosse militari della Turchia rappresentano una chiara minaccia per la Grecia e aumentano la possibilità di un conflitto imminente. La comunità internazionale deve prestare attenzione a questi sviluppi e considerare misure per prevenire un’escalation che potrebbe avere conseguenze devastanti per la regione. La Grecia deve mantenere alta la vigilanza e prepararsi a difendere la propria sovranità contro le crescenti ambizioni espansionistiche della Turchia.

 

George Labrinopoulos

Foto © Xalqqazeti, TRT, Meta-Defense, Al-Monitor

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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