Una rappresentazione attenta all’etica oltre che all’estetica
Qualunque tentativo di “caratterizzare” l’arte può apparire quale esercizio imperfetto, infruttuoso e superfluo di chi per puro diletto si cimenta nell’impresa definitoria del mezzo espressivo più potente, vasto, dirompente che l’umanità abbia mai sperimentato. Ma l’arte di Isabella Bianchi, esponente di un artigianato artistico conservativo, ma perfettamente integrato alla complessità dell’attualità e alla frenesia della modernità, riflette e trasmette una personalità talmente nitida e lucente da distinguersi con chiarezza e marcare nettamente la propria delimitazione.
E ciò non certo per escludere o racchiudersi in sé, ma al contrario, per invitare, con gentilezza alla raffinatezza, all’eleganza, alla ricerca di equilibrio e compiutezza. Una chiave identitaria moderna, ma allo stesso tempo interrelata, dialogante, aperta all’incontro. Per questo, con una connotazione internazionale che affonda le proprie radici nella tradizione del vecchio Continente, di cui assorbe e reinterpreta tematiche e applicazioni empiriche e da cui trae ispirazione per colori, scenari, paesaggi: che sono quelli del Mediterraneo.
Arte è donna
Per questo si può azzardare, senza timor di critica, nell’affermare che la produzione e applicazione artistica e artigianale di Isabella Bianchi una definizione ce l’ha ed è, prima di tutto, “donna”. Perché donna è la sinuosità delle linee, donna è la visione. E ancora, donne sono la concezione spaziale e la tavolozza dei colori, arrangiata quest’ultima con delicatezza, eleganza, finezza. Donna è la capacità seduttiva, l’estetica dell’accoglienza, l’umorismo del senso che si proietta nella tecnica e connota uno stile unico e riconoscibile.
La genialità di Carmelo Bene
Isabella Bianchi, formazione classica (Accademia delle belle arti) e studi teologici è allieva di Carmelo Bene, che in essa instilla il germe della genialità che ne accompagna l’esperienza tutta in equilibrio tra una solarità pervasiva e una profondità abissale, dalla quale tenacemente rifuggire. Una tecnica mista per un approccio etico e non solo estetico: la rappresentazione del paesaggio come messaggio di tutela ambientale. Un’artista che si destreggia con disinvoltura e con spirito avventuriero nella sperimentazione oramai esperta di tecniche miste e forme variegate.
Con un linguaggio mai banale, ma sempre accattivante e con la predilezione per i temi della natura e della perfetta e più compiuta e rispettosa contemplazione. Evidente l’approccio etico a un ambiente naturale, riprodotto nelle rappresentazioni da cui sembrano voler fuoriuscire virtualmente sino a confondersi con il reale da cui esse stesse promanano. Rappresentazioni, ambienti, paesaggi colti da un’occhio ben rivolto e disposto alla bellezza, nei cui riguardi l’artista si pone con estremo e profondo rispetto, quasi a voler invitare alla cura, alla tutela, alla protezione maternalistica dell’ambiente.
Francesca Agostino













