Poche sorprese dai nuovi componenti della Commissione

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Ursula von der Leyen presenta i candidati, che ora devono affrontare le audizioni degli europarlamentari. 27 membri dell’Esecutivo, con 5 vicepresidenti, fra cui Fitto

Sono 27 i nomi della nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, con 5 vicepresidenti esecutivi, tra i quali l’italiano Raffaele Fitto.

L’elenco completo, presentato a Strasburgo in plenaria

Presidente: Ursula von der Leyen (Germania). Vicepresidenti esecutivi: Teresa Ribera (Spagna) per la transizione pulita, giusta e competitiva. Henna Virkkunen (Finlandia) per la sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia. Stéphane Séjourné (Francia) per la prosperità e la strategia industriale. Roxana Minzatu (Romania) per le persone, le competenze e la preparazione. Raffaele Fitto (Italia) per la coesione e le riforme. Kaja Kallas (Estonia): alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza.

Magnus Brunner (Austria): Affari interni e migrazione. Hadja Lahbib (Belgio): Preparazione, gestione delle crisi, uguaglianza. Ekaterina Zaharieva (Bulgaria): Start-up, ricerca e innovazione. Dubravka Šuica (Croazia): Mediterraneo. Costas Kadis (Cipro): Pesca e Oceani. Jozef Síkela (Repubblica Ceca): Partenariati internazionali. Dan Jørgensen (Danimarca): Energia e alloggi. Apostolos Tzitzikostas (Grecia): Trasporti sostenibili e turismo. Olivér Várhelyi (Ungheria): Salute e benessere animale. Michael McGrath (Irlanda): Democrazia, giustizia e stato di diritto. Valdis Dombrovskis (Lettonia): Economia e produttività, implementazione e semplificazione. Andrius Kubilius (Lituania): Difesa e spazio. Christophe Hansen (Lussemburgo): Agricoltura e alimentazione. Glenn Micallef (Malta): Equità intergenerazionale, gioventù, cultura e sport. Wopke Hoekstra (Paesi Bassi): Clima, crescita pulita e obiettivi net-zero. Piotr Serafin (Polonia): Bilancio, anti-frode, pubbliche amministrazioni. Maria Luís Albuquerque (Portogallo): Servizi finanziari. Maroš Šefcovic (Slovacchia): Commercio e sicurezza economica, relazioni interistituzionali e trasparenza. Marta Kos (Slovenia): Allargamento. Jessika Roswall (Svezia): Ambiente, resilienza idrica ed economia circolare competitiva.

Le parole della von der Leyen

La riconfermata presidente della Commissione europea esordisce con un «insieme saremo un’unica squadra, al lavoro per raggiungere un obiettivo comune: rendere l’Europa più forte». Contemporaneamente venivano diffusi sui social network dei post con le fotografie di tutti i componenti della compagine, che saranno sottoposti all’esame del Parlamento europeo. «Ogni membro del mio team porterà la propria esperienza e il proprio punto di vista sull’Europa» ha scritto von der Leyen su X. A supportarla saranno anzitutto i vicepresidenti esecutivi e l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza.

L’italiano Raffaele Fitto sarà fra questi, col portafoglio assegnato in “Coesione e riforme”. Ovvero sarà responsabile per le politiche di coesione sviluppo, politica regionale e crescita. Fitto «ha un’esperienza di lungo corso che ci potrà aiutare per gli investimenti», afferma in conferenza stampa Ursula von der Leyen. «La coesione e le riforme erano già nel mandato ancora in corso. In generale tutte le decisioni per tutti i bilanci alla fine sono collegiali. Non è un solo commissario che decide circa gli stanziamenti, è tutto il collegio che decide. Questo per qualsiasi argomento e stanziamento nel bilancio europeo. Sono molto chiara su questo». Questa la risposta della presidente della Commissione Ue rispondendo a una domanda sul significato di aver dato il portafoglio delle riforme “al politico di un partito che è sempre stato contrario alle riforme dell’Ue verso una maggiore integrazione”.

Entusiasmo nei commenti da Governo e presidenti Camere

«Congratulazioni a Raffaele Fitto per la nomina. Un riconoscimento importante che conferma il ritrovato ruolo centrale della nostra Nazione in ambito Ue». Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. «L’Italia torna finalmente protagonista in Europa. In bocca al lupo Raffaele, siamo certi che svolgerai benissimo il tuo incarico nell’interesse dell’Europa e dell’Italia», conclude.

«La nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo della Commissione Ue è un’ottima notizia che conferma la credibilità e il ruolo di peso che l’Italia svolge e continuerà a svolgere in Europa! Un successo del Governo. Congratulazioni Raffaele!». Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, lo scrive sempre su X.

«Buon lavoro a Raffaele Fitto, certi che saprà portare avanti gli interessi dell’Italia con buonsenso e concretezza». Lo scrive sui social Matteo Salvini.

«Al vicepresidente Fitto, e alla Commissione tutta, esprimo i miei migliori auguri di buon lavoro. In un momento di sfide epocali l’Europa è chiamata a un ruolo chiave e l’apporto dell’Italia è e sarà fondamentale». Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

«Congratulazioni all’amico Raffaele Fitto. Un meritato riconoscimento a una persona competente, che sono certo contribuirà a rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Italia all’interno dell’Unione europea, portando la sua grande esperienza per rafforzare gli investimenti e le politiche di crescita. A lui i miei più sinceri auguri di buon lavoro». Lo scrive su Facebook il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Critica dal principale partito d’opposizione in Italia (ma con la maggioranza in Ue)

«Nasce una Commissione conservatrice specchio dei Governi europei di questo momento. Un passo indietro. Ci impegneremo in Parlamento per garantire un’Europa più forte e più umana. Il commissario Fitto si liberi dalla retorica antieuropeista del Governo che lo ha indicato». Così Nicola Zingaretti, capodelegazione degli eurodeputati Pd.

«La nuova Commissione segna dei passi indietro. Noi faremo valere le nostre idee e i nostri voti in Parlamento. Ascolteremo Fitto in audizione, vedremo cosa dirà, perché le cose che Meloni ha sostenuto alle elezioni europee non fanno bene né all’Europa né all’Italia. Ma ora sciolgano le contraddizioni, sono al Governo europeo e non hanno più alibi». Così Peppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd.

«Va analizzata la Commissione appena presentata da Ursula von der Leyen nella sua interezza. Le deleghe andate all’italiano Raffaele Fitto non sono quelle pesanti che ci si aspettava: non c’è la delega all’economia, c’è quella alla coesione e alle riforme»: così Matteo Ricci, europarlamentare Pd, intervenendo durante “Specchio dei tempi”, in onda su Rainews 24. «L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’Ue e come tale avrebbe potuto avere deleghe di peso, ma c’è un limite politico dato dal voto contrario di Giorgia Meloni e dei conservatori in Parlamento europeo. Meloni, pertanto, non poteva pensare di fare il pieno di deleghe», ha concluso Ricci.

La personale posizione dell’ex presidente dell’Anci

«Faccio i miei auguri di buon lavoro a Raffaele Fitto», commenta Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e attuale eurodeputato Pd. «Credo che l’Italia sia rappresentata da un esponente del Governo qualificato e capace di interloquire senza forzature ideologiche. Conosco Raffaele Fitto da più di vent’anni, oltre ad essere italiani siamo anche entrambi pugliesi, da sempre abbiamo lavorato su fronti e schieramenti politici opposti ma quando si è trattato di collaborare per il bene del Paese e dei Comuni italiani, che ho rappresentato alla guida dell’associazione nazionale fino a maggio scorso, ho trovato in lui un interlocutore attento e disponibile».

Commissione«La delega alla Coesione è strategica per l’Italia e per tutti i Paesi del sud dell’Europa che anche Fitto conosce molto bene. Sui temi, da parte mia ci sarà sempre massima disponibilità alla collaborazione. Spero sarà questo l’approccio che lo guiderà anche in questa nuova avventura, dove mi auguro saprà separare l’appartenenza politica e la fedeltà alla sua leader di partito, dall’impegno istituzionale per cui è stato chiamato in Europa. Ora per lui comincia un’altra partita, dovrà passare le audizioni nelle Commissioni, ma mi auguro, per il bene del nostro Paese, che sappia interpretare al meglio il programma della presidente Von der Leyen che il Parlamento ha votato a maggioranza. È tempo di più Europa anche per l’Italia».

La stroncatura dei pentastellati

«Non ci uniamo al coro degli entusiasti plaudenti alla nuova commissione annunciata dalla von der Leyen. Lascia senza parole la riproposizione del messia dell’austerity Dombrovskis all’Economia. Preoccupa la nomina di un falco della linea bellicista contro la Russia come il lituano Kubilius alla Difesa, che va ad aggiungersi alla estone Kallas agli Esteri nota per le sue viscerali posizioni anti-russe. Per non parlare della conferma dell’olandese ex consulente della compagnia petrolifera Shell Hoekstra al clima. E per l’Italia c’è poco da festeggiare perché la vicepresidenza di Fitto ha una delega minore, Coesione e Riforme, che prima era del Portogallo, mentre perdiamo l’Economia. Altro che protagonismo. Infine giudichiamo grave che la delega ministeriale del Pnrr di Fitto finisca a Palazzo Chigi con il rischio di una scarsa attenzione per l’attuazione del piano che già soffre di gravissimi ritardi». Lo dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Politiche Ue di Camera e Senato.

E quella dei rappresentanti Avs

«In attesa dell’esame che faremo nelle sedi istituzionali delle singole candidature e dell’intero collegio di commissari, riteniamo del tutto inaccettabile l’attribuzione di incarichi di particolare rilievo a rappresentanti di Governi sovranisti che ostacolano ogni progetto di integrazione europea e sono subalterni a logiche di guerre e corse agli armamenti». Così gli europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda, Mimmo Lucano, Ignazio Marino, Leoluca Orlando, Ilaria Salis e Benedetta Scuderi. «Gli stessi Governi sovranisti che in diverse Paesi dell’Unione violano sistematicamente i diritti anziché sostenere i lavoratori e le fasce vulnerabili, mortificando le libertà, lo stato di diritto e l’indipendenza dell’informazione così come l’autonomia della magistratura. In particolare appare del tutto inaccettabile l’attribuzione di un incarico non soltanto di vicepresidente esecutivo ma anche di deleghe su fondi PNRR e coesione sociale a un ministro che in Italia ha gestito in modo del tutto inadeguato i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e ha sostenuto l’autonomia differenziata che nega ogni principio di coesione sociale della quale dovrebbe occuparsi come comissario per tutti i Paesi dell’Unione. In pratica si offre una posizione di maggior responsabilità a chi ha dimostrato di non essere in grado di amministrare riuscendo a utilizzare solo il 30% dei primi 100 miliardi dei fondi PNRR destinati all’Italia. Con il dato di questo fallimento, Ursula von der Leyen gli affida l’Europa. Ci affideremo a criteri di democrazia, europeismo, giustizia sociale e climatica nell’esame di tutti gli incarichi all’interno della Commissione», concludono i membri Avs.

 

Ginevra Larosa

Foto © Commissione europea, Senato della Repubblica

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