Gli azzurri di Spalletti tra un grande rammarico e l’importanza dell’errore come chiave di successo
Allo Stadio Olimpico di Roma, i primi quaranta minuti dell’Italia sono stati avvincenti con occasioni di intensità, aggressività e due goal al Belgio arrivati da Cambiaso e Retegui grazie alla loro tecnica e alla guida di uno strepitoso Dimarco. La partita, purtroppo, ha preso un altro verso quando l’Italia ha perso l’entusiasmo per l’espulsione di Lorenzo Pellegrini, complicando la partita degli Azzurri, tanto da far ritenere il 2–2 un risultato positivo.
Un’Italia, quindi, impaurita, demoralizzata. Questo forse è l’aspetto su cui lavorare
maggiormente anche se, dopo l’Europeo, gli azzurri sono nettamente migliorati ma non ancora completamente guariti da un punto di vista psicologico. Hanno smesso di giocare e i centrocampisti Ricci, Frattesi e Tonali non sono riusciti né ad addormentare la partita, né a proporsi in mezzo al campo. Diversi gli errori tecnici e le palle buttate via nonostante gli spazi lasciati dal Belgio ma, anche se in svantaggio numerico, l’Italia non ha rinunciato a esprimere un gioco di qualità.
Strategia
Il commissario tecnico degli Azzurri, Luciano Spalletti, dopo la partita ha affermato: «la sfortuna ha reso i miei calciatori dispiaciuti ma ho comunque visto continuità in tutto ciò che hanno fatto e li ho trovati migliorati perché nei primi minuti della partita è stato segnato il primo goal. Considero la mia squadra umile, mai presuntuosa, disponibile a fare ciò che si deve fare sempre, ben organizzati mentalmente e questo è sintomo di grande forza. Hanno giocato per la maglia, ci tenevano molto a questa partita. Era necessario confermare che noi siamo padroni delle nostre possibilità cioè noi abbiamo la guida del potenziale sia a livello individuale che collettivo».
«Quando ci sono due squadre di alto livello come l’Italia e il Belgio» – continua Spalletti – «è necessario fare gioco, tenere palla, fare goal, andare nella metà del campo avversario ma è importante anche soffrire perché è la squadra che riesce ad essere “collettivo” dal 1° al 90° minuto ed è quella che porta a casa il risultato e loro lo hanno fatto per cui si va fiduciosi a giocare la prossima partita».
Quei quaranta minuti hanno fatto vedere il bello della nuova strategia “spallettiana” con azioni di squadra per come la palla scorre con naturalezza tra i calciatori e occupando bene gli spazi.
Una rinascita della Nazionale che adesso si sente grande ma, nonostante ciò, deve saper limitare le disattenzioni davanti a Donnarumma. Una squadra con carattere per come ha aggredito il Belgio al fischio di inizio, dimostrando, ancora una volta, di gettarsi alle spalle un Europeo deludente, prestando attenzione al momento presente senza rimanere ancorati agli errori del passato.
Omaggio a Totò Schillaci
Rilevante anche l’esordio con la maglia della Nazionale di Niccolò Pisilli che, ai microfoni
della Rai, ha dichiarato: «esordire all’Olimpico è un sogno che si avvera. Quando inizi a giocare da bambino pensi a questo e averlo fatto all’Olimpico è stato ancora più bello. Ho provato a dare il mio contributo, entrare con paura è peggio. Sono contento che abbiamo conservato il pareggio. In Nazionale il livello è altissimo e cerco di imparare da tutti il più possibile. Pellegrini era dispiaciuto, ma Lorenzo è un grandissimo giocatore. Un piccolo episodio non cambia il valore che ha».
Nel complesso, la partita ha mostrato un equilibrio di forze, un approccio proattivo, cercando di sfruttare le fasce laterali e mantenendo alta la pressione sugli avversari che si è tradotto in un match emozionante, ricco di colpi di scena. Dulcis in fundo l‘omaggio dell’Olimpico a Totò Schillaci ricordando a tutti che, con la sua umiltà, ha conquistato i cuori dei tifosi del calcio.
Francesca Sirignani
Foto @ Ufficio Stampa FIGC













