Vittorio De Sica, 50 anni dalla morte

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Vittorio De Sica

Insieme a Rossellini e Zavattini fu il fondatore del neorealismo italiano

La cineteca di Bologna ha inaugurato in questi giorni, una mostra sul grande regista, autore, attore e cantante Vittorio De Sica. Presente all’apertura il figlio e attore Cristian.

Come rivela la ricchissima documentazione in mostra, è stato uno dei personaggi più importanti del mondo artistico italiano, per un quarantennio dal 1930 al 1970. Un artista poliedrico, passando dal canto, infatti lanciò “Parlami d’amore Mariù” nel film “Il signor Max” di Camerini, al teatro impegnato con “Ma non è una cosa seria” di Pirandello e ancora al teatro varietà con “Le lucciole della Città”, e, soprattutto, nel cinema con capolavori del neorealismo italiano, come “I bambini ci guardano”, in cui per la prima volta nel cinema italiano i piccoli diventavano protagonisti anche psicologici dei limiti e contraddizioni degli adulti.

Poi capolavori come “Sciuscià”, “Ladri di biciclette” e “Miracolo a Milano”, anche qui un film pilota del surrealismo italiano, grazie alla collaborazione con lo sceneggiatore Cesare Zavattini, di Suzzara dell’Emilia, ma divenuto come tanti artisti romano di professione. De Sica e Zavattini, crearono un binomio artistico inossidabile, perché alla creatività artistica si congiungeva l’impegno sociale di un grande regista De Sica, definito comunista, e il cui film “Umberto D”, sulla solitudine degli anziani venne censurato da Andreotti, perché non in linea con i principi politici di un’Italia in ricostruzione. Con Alberto Sordi, inoltre, ha saputo raccontare l’italianità, si pensi ai film della rinascita come “La Ciociara”, “Ieri oggi e domani” e il capolavoro di Giorgio Bassani.

Il giardino dei Finzi Contini

Un esempio di narrazione filmica che acquista un valore paritetico a quello letterario. Ma Vittorio De Sica ha scoperto anche nuovi talenti come Sofia Loren e Marcello Mastroianni, divenuti attori internazionali. Un particolare rapporto lo ebbe con Charlie Chaplin, che stimava il regista italiano, tanto che lo incontrò per talune sue caratterizzazioni.

La mostra

Aperta al pubblico fino al 12 gennaio promossa dalla cineteca di Bologna nella galleria che confina col cinema Modernissimo, è la prima retrospettiva su Vittorio De Sica, con fotografie, spezzoni di film, lettere e manifesti. Una parte della mostra è dedicata al Vittorio De Sicasodalizio trentennale con Zavattini che scrisse: “Noi due siamo come il cappuccino, che non si sa quale sia il latte e quale il caffè, ma c’è il cappuccino. Questo significa che c’è stata una specie di vocazione a unirci”. De Sica, pochi mesi prima di morire, interpretò il ruolo del Marchese Di Fiore in “Dracula cerca sangue vergine… e morì di sete”, ideato e prodotto da Andy Warhol. Nella sua ultima intervista nel novembre 1974 affermò: «Sono vecchio ormai… Si nasce, si lotta inutilmente, si soffre, ci si odia e poi ci si ritrova tutti allo stesso modo, ciascuno con il proprio copione sotto il braccio».

 

Paolo Montanari

Foto © Ciociaria Turismo, Movieplayer, Bologna Today

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