In Ue manca una politica di tutela per la terza età

0
1483
Anziani

La Commissione europea potrebbe e dovrebbe ispirarsi al modello australiano che tutela al meglio i diritti degli anziani

Nell’attuale Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen tra i 27 commissari purtroppo non è stato assegnato alcun incarico specifico per occuparsi dei problemi della terza età. Questo settore non può e non deve essere trascurato né demandato interamente alla discrezione dei singoli Stati membri. È cruciale che il benessere e la dignità degli anziani siano garantiti, poiché ciò rientra pienamente nell’applicazione e nel rispetto dell’articolo 25 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea.

La popolazione del Continente sta invecchiando rapidamente e la richiesta di servizi di assistenza continua a crescere, ma il numero di operatori sanitari non è sufficiente per far fronte a questa domanda. Entro il 2050, secondo quanto scritto dal quotidiano Avvenire, si prevede un aumento dell’88% delle persone sopra gli 80 anni, ma le risorse pubbliche non sono attualmente in grado di sostenere tali esigenze. In un rapporto Caritas Europa ha sottolineato l’importanza di fornire un’assistenza dignitosa agli anziani, consentendo loro di vivere autonomamente il più a lungo possibile e ha messo in luce la situazione in 13 Paesi europei.

Mancanze

In Italia, ad esempio, molti ricevono un’assistenza insufficiente, il che costringe famiglie e badanti a prendersi carico degli anziani, spesso con lavori poco retribuiti e irregolari. La Caritas ha anche evidenziato il fenomeno delcare drain”, per cui molte badanti, principalmente dall’Europa dell’Est, lasciano i propri Paesi per lavorare in Nazioni più ricche, separandosi dalle proprie famiglie e lasciando bambini a crescere senza genitori. Per migliorare il sistema di assistenza è necessario che gli Stati europei investano maggiormente, offrano salari più alti, condizioni lavorative migliori e regolarizzino il lavoro di cura. Una riforma del sistema socio-assistenziale a livello europeo potrebbe non solo garantire dignità e benessere agli anziani, ma anche rafforzare il sostegno delle nostre società nel futuro.

L’Unione europea deve ora occuparsi dei problemi della terza età a livello comunitario, garantendo che la tutela degli anziani non avvenga solo dal punto di vista sanitario e che le case di riposo non diventino mere anticamere della morte. Dovrebbe ispirarsi al modello australiano, dove la cura è regolamentata a livello federale e supervisionata da un ministro della terza età (Minister of Aged Care), con la stessa importanza degli altri.

Servizi di qualità

In Australia attraverso l’Aged Care Act del 1997, è stato stabilito un quadro normativo per garantire servizi di qualità agli anziani, inclusi pacchetti di assistenza domiciliare e strutture residenziali. Il Governo, tramite il Dipartimento della Salute e Assistenza per anziani (Department of Health and Aged Care), supervisiona lo sviluppo e l’applicazione delle politiche, delle normative e dei finanziamenti necessari per garantire che ricevano cure adeguate, sia a casa sia in strutture dedicate. Sviluppa programmi per rispondere ai bisogni della popolazione anziana in crescita, distribuendo risorse a organizzazioni, aziende private e strutture gestite dai Governi locali o statali.

La Commissione per la Qualità e la Sicurezza dell’Assistenza agli Anziani (Aged Care Quality and Safety Commission) gioca un ruolo fondamentale nel regolare e accreditare i fornitori di assistenza, assicurandosi che rispettino rigorosi standard nazionali e offrano servizi sicuri e di qualità.

La Carta dei Diritti per l’Assistenza agli Anziani” (Charter of the Aged Care Rights), disciplina i loro diritti, base di un’assistenza rispettosa e adeguata, sia per chi vive in autonomia sia per chi risiede in strutture dedicate:

  • ricevere cure sicure e di alta qualità;
  • essere trattati con dignità e rispetto;
  • avere la propria identità, cultura e diversità valorizzate;
  • vivere senza abusi, negligenza o sfruttamento;
  • avere accesso a tutte le informazioni su se stessi, inclusi i propri diritti e le opzioni di assistenza.

Servizi

In Australia esistono due tipologie di assistenza per anziani: la domiciliare e le case di riposo. Noti come “Home Care packages,” sono progettati per quelli che desiderano rimanere a casa, offrendo loro il supporto necessario per mantenere la propria indipendenza. Si articolano su quattro livelli:

  1. bisogni di base, con piccoli aiuti domestici, come pulizie leggere o preparazione di pasti semplici;
  2. assistenza regolare per le attività quotidiane, come fare la spesa, fare il bagno o vestirsi;
  3. assistenza intermedia, che include supporto infermieristico per la gestione di farmaci o il monitoraggio della pressione sanguigna;
  4. cure elevate e assistenza complessa per condizioni di salute gravi, come la demenza o problemi di mobilità.

Ogni pacchetto è adattato ai bisogni individuali, consentendo agli anziani di scegliere i servizi e i fornitori più adatti, indipendentemente dal reddito.

Massima efficienza

L’assistenza residenziale nelle case di riposo è destinata a chi necessita di supporto continuo non garantibile a casa. Queste strutture forniscono assistenza e supporto 24 ore su 24, occupandosi delle cure personali, del supporto medico, dei pasti e delle attività sociali. AnzianiÈ previsto anche il supporto psicologico e sociale per garantire un ambiente confortevole e sicuro. Inoltre, a occuparsi degli anziani sono figure professionali come infermieri e operatori socio sanitari, ma anche i wellbeing assistants (operatori del benessere psicologico) che favoriscono la partecipazione alle attività sociali per farli sentire parte di una comunità. A questi si affianca il maintenance team, incaricato di mantenere le strutture efficienti e sicure. Tra le loro mansioni figurano la riparazione di porte rotte, rubinetti e la manutenzione degli impianti elettrici e di riscaldamento, nonché il controllo della sicurezza antincendio e la manutenzione delle aree esterne.

Ogni casa di riposo dispone di una reception per monitorare gli accessi e le aree comuni sono sorvegliate da telecamere di sicurezza. È evidente che l’Australia, a livello federale, regola la cura degli anziani affidandola a professionisti formati e qualificati, in netto contrasto con la situazione nell’Unione europea, dove spesso l’assistenza è fornita da badanti meno qualificate e mal pagate.

Controlli regolari

In Europa, non sono mancati casi di abusi sugli anziani e, in passato, anche in Australia erano frequenti. Tuttavia, grazie all’Aged Care Act del 1997, la Commissione Federale per la Qualità e la Sicurezza dell’Assistenza agli Anziani è responsabile di garantire il rispetto di elevati standard di qualità e sicurezza, conducendo controlli regolari e audit sui servizi. Le case di riposo devono sottoporsi a valutazioni periodiche per garantire conformità agli standard di qualità. La Commissione effettua ispezioni annunciate e non. I fornitori che non rispettano i requisiti ricevono avvisi di miglioramento e devono presentare piani d’azione. In caso di gravi violazioni è prevista anche la revoca della licenza della struttura, limitando così le sue capacità operative.

Quando le problematiche coinvolgono la gestione operativa o finanziaria, la Commissione può imporre alla direzione di nominare figure di supporto specializzate come il consulente infermieristico o l’amministratore, ruoli che ricoprono un’importanza centrale nell’aiutare la struttura a ripristinare gli standard richiesti.

Professionisti

Il consulente infermieristico, nominato dal fornitore, ma approvato dalla Commissione per la Qualità e la Sicurezza dell’Assistenza agli Anziani, è solitamente un infermiere registrato senior o un esperto di assistenza agli anziani, con conoscenze specialistiche in ambito clinico e di governance. Questo professionista, indipendente e qualificato, viene incaricato di supervisionare le operazioni e offrire indicazioni per migliorare i servizi. La durata della sua presenza è determinata dalla Commissione, variando in base alla velocità con cui la struttura risolve le criticità individuate.

Analogamente, l’amministratore interviene nei casi in cui emergano problemi gestionali o finanziari significativi. Anche questa figura viene selezionata dal fornitore, ma deve ottenere l’approvazione, che ne valuta l’esperienza e l’indipendenza. Solitamente hanno una solida formazione nella gestione di strutture complesse, con competenze specifiche in finanza e governance. Il periodo in cui l’amministratore resta in carica è definito nell’avviso di conformità emesso dalla Commissione e viene rivisto a seconda dei progressi della casa di riposo.

L’Ue dovrebbe stabilire direttive vincolanti per assicurare al 100% non solo l’assistenza fisica e mentale degli anziani, ma anche il rispetto della loro dignità, umanità e identità. Così come lavora verso una difesa comune, dovrebbe sviluppare una politica comune per la protezione dei più vulnerabili, promuovendo al contempo standard elevati e qualificati per i professionisti del settore.

 

Giovanni Maria Pontieri

Foto © QuiFinanza

Articolo precedenteMunch e l’inquietudine del Nord
Articolo successivoAustin: «Difenderemo la Corea del Sud anche con armi nucleari»
Giovanni Maria Pontieri
Giovanni Maria Pontieri lavora nel settore dell'assistenza agli anziani in Australia come social support worker e wellbeing assistant ed è anche giornalista freelance per il bisettimanale italo-australiano "La Fiamma" di Sydney. Nato e cresciuto a Pieve Torina, in provincia di Macerata, ha mosso i suoi primi passi nel mondo del giornalismo grazie al settimanale marchigiano "Orizzonti della Marca." Giovanni per "Eurocomunicazione," scrive articoli riguardanti la società e la politica australiana, con qualche incursione anche sugli argomenti legati all'Unione Europea. Con una passione per la storia, Giovanni ama immergersi in eventi musicali e culturali, e non rinuncia mai a una piacevole chiacchierata con gli amici per rilassarsi e stare in buona compagnia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui