La storia della Radio da Uri a Eiar per arrivare alle attuali, narrata dal maestro Pupi Avati, da mons. Viganò e Chiara Sbarigia
A Roma all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, si è svolto il convegno “Guglielmo Marconi: Radio Vaticana e i primi film sonori di Pio XI”. L’evento era organizzato dalla Fondazione memorie dell’audiovisivo del cattolicesimo (Mac) in concomitanza, nel 2024, dei 150 anni della nascita di Guglielmo Marconi, i 100 anni della Radio in Italia e i 100 anni della nascita dell’Istituto Luce. Per l’occasione sono intervenuti monsignor Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione Mac, lo scrittore e regista Pupi Avati, Chiara Sbarigia presidente dell’Archivio Luce Cinecittà e Gianluca della Maggiore professore presso l’Università telematica internazionale Uninettuno. Al centro dei lavori i retroscena dell’inaugurazione della Radio Vaticana avvenuta il 12 febbraio del 1931. Sono stati proiettati reperti audiovisivi e documenti fotografici tratti da diversi archivi vaticani.
L’intervento di mons. Viganò
«L’avvio ufficiale di Radio Vaticana, 12 febbraio 1931, è una data fondamentale nella storia
personale non solo di Guglielmo Marconi, ma soprattutto per la relazione tra la Radio e la Santa Sede, nonché un significativo momento nel rapporto tra quest’ultima e il cinema. Dell’inaugurazione non esistono filmati che documentino l’evento, ma solo foto che lo raccontano. Questo perché Pio XI fin dal 1925 aveva disposto che non ci fossero riprese durante gli eventi liturgici da lui presieduti e perché» – prosegue Viganò – «fu lui stesso a impedire che altri istituti cinematografici, che non fossero l’Istituto Luce, potessero riprendere l’attività del Papa».
Infatti alcuni player statunitensi come la Fox film e la Paramount avrebbero fatto di tutto pur di avere il primo film parlante di un Pontefice. Come risulta da alcune carte della Segreteria di Stato, il Papa avrebbe voluto concedere all’Istituto Luce, questa esclusiva ma c’era un impedimento tecnico, in quanto in quel mese di febbraio 1931 non aveva ancora operato la conversione al sonoro. Evento che si verificò solo a partire dal mese di settembre di quell’anno, periodo al quale risalgono i primi cinegiornali e documentari sonori.
Vorrei ricordare al lettore che il primo film sonoro italiano “La canzone dell’amore” fu proiettato il 7 ottobre del 1930, al Supercinema di Roma alla presenza di Mussolini e della Real Casa ed ebbe come interprete, Dria Paola e Elio Steiner. Fu girato presso gli stabilimenti Cines-Pittaluga che già utilizzavano impianti sonori acquistati in America (vedi libro su Dria Paola dell’estensore di questo articolo).
Pupi Avati ha raccontato la genesi del docufilm “Nato il sei ottobre”.
Intervenendo al convegno il regista Pupi Avati ha raccontato di come è giunto a creare il docu-film “Nato il sei ottobre” – andato in onda l’8 ottobre 2024 su Rai 1 – sulla storia della
Radio italiana che compie 100 anni. Rivolgendosi alla signora Elettra Marconi, presente all’evento, il Maestro ha affermato: «Sono stato concittadino di suo padre e di questo mi devo rallegrare. Alcuni mesi orsono sono andato con mio fratello in Rai per proporre al direttore un mio film “Bare galleggianti”. Ci fece raccontare la trama di questo film, ma notai che guardava sempre in alto come disinteressato. Attese che io finissi poi mi disse, ”ma perché non fai la storia della radio?. A ottobre ricorrono i cento anni dalla prima trasmissione, che avvenne nel Palazzo Corradi che è nel rione Prati (Roma, ndr)”. Così siamo usciti dall’ufficio con un progetto diverso e ho scoperto una storia affascinante».
«La prima cosa è stata come raccontarlo. Ricordo che i miei nonni negli anni 1940 avevano una radio a galena poggiata sul comodino dalla quale uscivano le voci. Marconi aveva visto nel nulla, nell’aria, la possibilità di usare questo nulla per trasmettere, per andare in un altrove, e quindi comunicare attraverso la voce a persone lontanissime e questa cosa suggeriva l’immaginazione e la sollecitava. La radio contrariamente alla televisione e al cinema ha un potere educativo fortissimo, ecco perché le generazioni precedenti all’attuale hanno una grande immaginazione, perché una o più voci sollecitano la mente. Ci sono speaker che hanno timbri bellissimi e io l’ho inserito nel mio docufilm».
«Ho raccontato una storia di un bambino nato alle nove di sera del 6 ottobre 1924, quando l’Uri (Unione radiofonica Italiana) dalla stazione di Roma 1 con la voce di Ines Viviani Donarelli annunciò: ”trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana per il servizio delle radio audizioni circolari…”».
«E non sei solo»
Prosegue il Maestro Avati: «siamo nel 1924 un anno cruciale per la storia d’Italia e la radio nasce a pochi mesi dalla scomparsa di Matteotti. Quella notte della prima trasmissione gli
utenti erano solo cinquemila. Nella mia storia la radio riesce ad essere una compagna fedele. Mentre la ascolti puoi fare altre cose mentre ciò non è possibile se guardi la televisione. La mia cultura musicale classica mi deriva tutta dall’ascolto della radio. C’è Rai tre che trasmette concerti meravigliosi. La Radio ha una funzione didattica eccezionale. Le persone anziane vanno a letto con la radio accesa e non sei solo. Mi ricordo durante il periodo occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale, si ascoltava di nascosto radio Londra con quei messaggi “stiamo arrivando, stiamo arrivando”, ma non arrivavano mai!».
L’intervento di Chiara Sbarigia
«L’Istituto Luce è una istituzione che conserva un patrimonio unico per la storia dell’audiovisivo, consistente in più di 77.000 filmati e oltre 5 milioni di fotografie dall’inizio del Novecento ad oggi. Stiamo ultimando la digitalizzazione dell’ultimo milione proprio in questo anno. Archivio come luogo della memoria, della riflessione. C’è l’impegno di tutti verso iniziative, capaci di costruire efficaci collaborazioni tra le varie istituzioni e le realtà accademiche, così da valorizzare al meglio, il patrimonio audiovisivo che è tassello centrale della memoria collettiva».
Giancarlo Cocco
Foto © Giancarlo Cocco













