Riaprono a breve distanza il Passetto di Borgo e il Corridoio Vasariano

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Passetto del Borgo

Passando per Roma e Firenze, tra restauri e modifiche, l’emozione dei Passetti viene restituita ai visitatori di tutto il Mondo

Chiudendo per un attimo gli occhi, la realtà che ci circonda si trasforma e qualcosa cambia. Passeggiando tra le mura del Passetto di Borgo, godendo poi del sole sotto il cielo romano, sembra di essere tornati ai tempi della Roma Papalina. La storia si intreccia tra le mura di questo luogo, riportando alla memoria innumerevoli eventi che hanno contribuito a plasmare perfino la nostra realtà. Che sia nato per fortificare parte della Città o fungere da passaggio per raggiungere le proprie amanti, resta indubbia la sua maestosità. Non è dunque un caso che Vasari ne trasse ispirazione, così come dal Corridoio del Bramante. Difatti, a secoli di distanza dalla prima edificazione del Passetto, nel cuore di Firenze sorse il Corridoio Vasariano. Roma e Firenze, culle di arte e cultura, sigillano nuovamente il loro profondo legame riaprendo, a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, tali emblemi del loro splendore.

Er Coridore de Borgo

Soprannominato così dai sudditi della Roma papalina, tale passaggio di circa 800 metri è da secoli simbolo della resistenza romana. Costruito nel 547 d.C., come parte di una struttura difensiva per l’accampamento del re ostrogoto Totila, collegava le falde del colle vaticano al mausoleo di Adriano. Divenendo poi una solida cinta muraria solo nell’852 d.C. La costruzione del Passetto risale però solo al 1277, durante il pontificato di Niccolò III. Ciò in virtù del fatto che Papa Orsini, spostando la residenza dal Laterano al Vaticano, desiderava un passaggio sicuro in caso di fuga. Tutt’oggi, infatti, il corridoio consente l’accesso a Castel Sant’Angelo, solida fortezza in cui trovare rifugio. Il suo aspetto è stato modificato nel corso dei secoli, con l’aggiunta di torri di avvistamento, percorsi per le ronde e la copertura che oggi gli conferisce le sembianze che tutti conosciamo.

Tra importanza strategica e leggende

L’importanza cruciale di tale struttura emerse nei periodi più bui della storia romana ed ecclesiastica. Il Passetto, infatti, venne principalmente utilizzato per consentire ai pontefici di fuggire tra le spesse mura del castello nel caso di attentati e invasioni della Città. Lo stesso Alessandro VI, che lo fece in parte chiudere, lo utilizzò nel 1494 per potersi riparare dall’invasione delle truppe di Carlo VIII di Francia. Celebre è anche la fuga di Clemente VII che nel 1527 riuscì, attraverso tale costruzione, a sfuggire al Sacco di Roma compiuto dai Lanzichenecchi di Carlo V d’Asburgo. Il Passetto, utilizzato anche per controllare la zona sottostante, consentiva di reprimere facilmente le rivolte, sfruttando l’altezza per scagliare frecce o sparare.

Spesso si utilizzava anche per condurre, in maniera segreta, i prigionieri di alto rango nelle carceri del castello. Numerosi sono i nomi di coloro che vi sono passati prima di essere condotti alla morte. Tra questi riecheggia forte quello di Beatrice Cenci, giustiziata per parricidio. Se da un lato, con la fine del ‘500, tramontò la funzione difensiva che aveva assunto per secoli, dall’altro sorse un suo nuovo utilizzo. Papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, era noto per la sua tendenza al nepotismo e al libertinismo, a tal punto che il suo cognome ne divenne presto sinonimo. Leggenda vuole che il pontefice utilizzasse il corridoio per raggiungere le proprie amanti. Da tale consuetudine sarebbe derivata la tradizione per cui gli uomini, percorrendo il Passetto ben 77 volte, per un totale di circa 62 km, avrebbero recuperato la virilità perduta.

Il restauro e la riapertura

I primi lavori di restauro al Bastione di San Marco, da cui avviene l’accesso al Passetto, iniziarono grazie al primo direttore del Museo di Castel Sant’Angelo, il generale Mariano Borgatti. Il Corridoio di Borgo è stato poi oggetto di restauro tra il 2018 e il 2024. Con un investimento di quasi 2 milioni di euro, hanno ripreso vita le pavimentazioni interne, parte degli intonaci interni e del paramento murario esterno. Sono stati istallati nuovi impianti di illuminazione e di emergenza nonché, grazie all’istallazione di due ascensori, da gennaio 2025 sarà accessibile a tutti.

Sarà dunque possibile passeggiare lungo l’intero tratto conservato del Passetto, passando per la Torre del Mascherino fino al Bastione di San Marco. Si potranno ripercorrere entrambi i livelli del corridoio, avendo la possibilità di passeggiare nella zona “chiusa”, come fecero i Papi in fuga, e nella zona panoramica. Giunti alla fine del tour, i visitatori giungeranno in una sala allestita con opere e oggetti che ripercorrono la storia di questi luoghi. Completano la visita un’installazione multimediale e un virtual tour, al fine di rendere l’esperienza più immersiva. Gli interventi continueranno nel corso dei prossimi tre anni, per un totale di 2,5 milioni di euro forniti dalla programmazione straordinaria Lavori Pubblici. Ciò consentirà di proseguire alla tutela e valorizzazione di tale bene.

Il Corridoio Vasariano

Passetto del BorgoIl talento di Giorgio Vasari, celebre artista e architetto della metà del ‘500, posto al servizio del giovane duca Cosimo I de’Medici, avrebbe donato a Firenze un gioiello senza tempo. Realizzato nel 1565, il Corridoio Vasariano vide la luce in occasione del matrimonio del figlio del futuro Granduca di Toscana, Francesco, con Giovanna d’Austria. Desiderio di Cosimo I era di sorprendere gli esponenti della casata d’Asburgo, grazie a questo passaggio aereo nel cuore della Città. I lavori furono celerissimi, appena cinque mesi. Tutt’oggi tale passaggio, lungo ben 750 metri, ha origine dal corridoio di Ponente degli Uffizi, per terminare accanto alla Grotta del Buontalenti, nel Giardino di Boboli. Passando su vie, costeggiando e attraversando l’Arno e i palazzi, fino ad accerchiare la Torre de’Mannelli e fronteggiare la Chiesa di Santa Felicita. Consentiva ai duchi di muoversi senza rischi, godendo di affacci senza eguali sulla Città.

Il rinnovo e gli autoritratti

Nel corso del tempo il Corridoio ha cambiato assetto, per poi tornare, con il recente restauro, all’aspetto originario dell’epoca ducale. Dal 1973 fino al 2016, ha infatti accolto la collezione di autoritratti delle Gallerie degli Uffizi, avviata nel ‘600 dal Cardinale Leopoldo de’Medici. Ad oggi le pareti sono tornate ad essere vuote, fedeli all’estetica originale, mentre i capolavori che vi erano appesi hanno trovato spazio all’interno degli Uffizi. Esposti in questa sede dal 2023, i visitatori possono ammirarli su pareti color rosa acceso, richiamo alla veste cardinalizia di Leopoldo de’Medici. Percorrendo ben 12 sale, si possono ammirare un totale di 255 opere. Poste in ordine cronologico, consentono di ripercorrere seicento anni di storia dell’arte, passando da Taddeo Gaddi a Yan Pei-Ming.

Il rinnovo della struttura è frutto di una questione non solo stilistica, ma è volto a migliorare la sicurezza, l’accessibilità e la climatizzazione. Donando particolare importanza al risparmio energetico, senza tralasciare il rinnovamento degli spazi storici e delle strutture. Valorizzando le 73 finestre presenti lungo il percorso, con in sottofondo musica classica, i visitatori possono ammirare nuovamente il cuore pulsante di Firenze proprio come fece Cosimo I.

La bellezza salverà il Mondo

Dostoevskij scrisse che la bellezza avrebbe salvato il Mondo; forse non può riuscire in tutto ma finché riuscirà a emozionarci, starà compiendo una grande impresa. La riapertura di luoghi ricchi di storia e cultura come il Passetto di Borgo e il Corridoio Vasariano, ne sono la testimonianza. Sono una preziosa eredità che viene restituita a tutti. Significative sono, dunque, in proposito le parole di Massimo Osanna, direttore generale Musei: «Non è soltanto un elemento architettonico di rara suggestione, ma rappresenta un capitolo fondamentale della storia di Roma, capace di raccontare momenti cruciali della Città e della sua dimensione universale. Oggi viene restituito ai cittadini e ai visitatori un luogo che invita alla scoperta e alla conoscenza, proponendo un dialogo tra storia, cultura e paesaggio urbano».

Altrettanto importante il commento del direttore degli Uffizi, Simone Verde, riguardo la riapertura del «Passetto» fiorentino. «I visitatori che vorranno farlo potranno passare da una parte all’altra dell’Arno, apprezzando in tutta la sua tentacolare estensione la vastità, la coerenza e la ricchezza della cittadella medicea del potere e delle arti». Che si tratti di Roma o di Firenze, poco importa. Ciò che conta è il valore che, quest’oggi, si restituisce agli sguardi incantati di visitatori da tutto il Mondo.

 

Ottavia Scorpati

Foto© Coop Culture, I’ll Bright Back, Luigi Di Stano, GreenMe, FUL Magazine

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