Il Medio Oriente versa nel caos

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Libano

Libano e Israele sono a un soffio dal far crollare definitivamente il cessate il fuoco stabilito a novembre 2024

L’Aeronautica militare israeliana ha intercettato questa mattina tre razzi nel nord del Paese, provenienti dal Libano. L’Idf (Forze di difesa israeliane) annuncia che risponderà “severamente all’attacco”. A dicembre, alcuni razzi erano stati lanciati dal Libano verso Israele. Quelli di oggi hanno scatenato preoccupazioni sulla tenuta del cessate il fuoco con il gruppo militante libanese Hezbollah. L’esercito di Tel Aviv ha dichiarato che i razzi intercettati avevano come obiettivo la Città di Metula.

Per il primo ministro libanese Nawaf Salam, si rischia «una nuova guerra» con Israele, che avrebbe conseguenze «disastrose». In una dichiarazione, ha chiesto alle forze armate libanesi di prendere tutte le misure necessarie nel sud, ma ha affermato che il Paese non vuole tornare alla guerra. Due persone sono state uccise e otto ferite nei raid israeliani vicino al confine, secondo il ministero della Sanità libanese citato dall’agenzia NNA.

L’agenzia di stampa libanese Ani ha riferito che le truppe di terra dell’Idf stanno conducendo operazioni di rastrellamento con armi automatiche sulle colline di Hamames. E Limeslo stesso esercito israeliano rende noto che «sta colpendo adesso obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale». Ma in una dichiarazione, Hezbollahha negato qualsiasi coinvolgimento nel lancio di razzi dal Libano meridionale” e ritiene che “le accuse del nemico israeliano facciano parte dei pretesti per continuare i suoi attacchi contro il Libano, che non si sono fermati dall’annuncio del cessate il fuoco”, entrato in vigore il 27 novembre scorso.

Attaccare per la sicurezza dei cittadini

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Israel Katz, hanno ordinato all’esercito del Paese di agire con forza contro decine di obiettivi terroristici in Libano: “Israele non permetterà alcun danno ai suoi cittadini e alla sua sovranità”, si legge in un comunicato dell’ufficio di Tel Aviv. “Il Governo libanese è responsabile di tutto ciò che accade sul suo territorio. Israele agirà in ogni modo per garantire la sicurezza dei cittadini e delle località nel nord del Paese”.

“L’Unifil (Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite) è preoccupata per la possibile escalation di violenza a seguito del rilevamento di quattro proiettili lanciati intorno alle 7:30 dal Libano verso Israele nelle vicinanze di Metula, che hanno scatenato l’immediata ritorsione da parte dell’Idf”, scrive su X. “La situazione rimane estremamente fragile e incoraggiamo entrambe le parti a mantenere i propri impegni. Le forze di pace dell’Unifil rimangono in tutte le posizioni”, prosegue il messaggio.

A rischio il cessate il fuoco

Secondo il cessate il fuoco raggiunto a novembre, le forze israeliane avrebbero dovuto ritirarsi da tutto il territorio libanese entro la fine di gennaio. La scadenza è stata poi prorogata al 18 febbraio da un accordo tra Libano e Israele. Da allora, però, Israele è rimasto in cinque località del Libano, di fronte a comunità del nord di Tel Aviv, e ha effettuato decine di attacchi aerei sul Libano meridionale e orientale, affermando di aver attaccato Hezbollah. Il Libano ha fatto appello alle Nazioni Unite affinché facciano pressione su Israele per il completo ritiro dal Paese.

Il ministro della Difesa libanese, Michel Menassa, ha riferito che l’esercito ha aperto un’inchiesta sulle circostanze del lancio di razzi contro Israele avvenuto questa mattina, che ha provocato la reazione dell’Idf con bombardamenti nel sud del Libano. Inoltre ha sottolineato «il rifiuto del Libano di un ritorno alla situazione precedente al cessate il fuoco nel novembre 2024 e la sua forte opposizione ai tentativi di minare gli sforzi dello Stato per consolidare la sicurezza e la stabilità in tutto il territorio libanese», e ha invitato gli Stati che sponsorizzano il cessate il fuoco a «dissuadere il nemico israeliano dalle sue continue violazioni e attacchi con falsi pretesti».

Ripresi gli attacchi a Gaza

L’esercito israeliano, venerdì, ha dichiarato che le sue forze stavano pianificando nuovi Israeleassalti in tre quartieri a ovest di Gaza City e ha lanciato un avvertimento sui social media affinché i palestinesi evacuassero le aree. Inoltre ha affermato che effettuerà operazioni a Gaza “con intensità crescente” fino a quando Hamas non libererà i 59 ostaggi che detiene – 24 dei quali sono ritenuti vivi. Nella tarda serata di venerdì, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno nove persone, tra cui tre bambini, in una casa di Gaza City, secondo l’ospedale Al-Ahly, che ha ricevuto i corpi.

Sempre venerdì, Israele ha fatto saltare in aria l’unico ospedale specializzato in cancro nel territorio devastato dalla guerra. L’Idf ha dichiarato di averlo colpito perché i militanti di Hamas operano sul posto. La Turchia, che ha contribuito alla costruzione e al finanziamento, ha dichiarato che le truppe israeliane a un certo punto lo hanno usato come base.

Circa 600 palestinesi sono stati uccisi da quando Tel Aviv ha rilanciato la guerra all’inizio della settimana. Israele aveva già interrotto la fornitura di cibo, carburante e aiuti umanitari ai circa 2 milioni di palestinesi di Gaza, con l’obiettivo di fare pressione su Hamas per i negoziati sul cessate il fuoco.

Fatah a Hamas: ceda il potere per il bene dei palestinesi

Al Fatah, partito del presidente dell’Anp Abu Mazen, invita Hamas a lasciare il potere a Gaza per preservare la presenza dei palestinesi nella Striscia, mentre Israele intensifica le operazioni militari, minacciando di sfollare la popolazione e annettere parti del territorio. «Hamas deve mostrare compassione per Gaza, i suoi bambini, le sue donne e i suoi uomini. Mettiamo in guardia da giorni difficili, duri e dolorosi per la popolazione», ha affermato Mounther al-Hayek, portavoce di Fatah, invitando Hamas «a lasciare la scena e a rendersi conto che la battaglia imminente porterà alla fine dell’esistenza dei palestinesi» a Gaza.

 

Ginevra Larosa

Foto © NDTV, Limes, Amnesty International

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