Naidoc Week, passato e futuro si fondono

0
532
Naidoc Week

Ogni testimonianza di resistenza, ogni racconto e ogni tradizione celebrata rappresentano un tassello di un’eredità che guarda al passato e al futuro

Ogni anno in Australia, dalla prima domenica di luglio fino a quella successiva, si celebra una ricorrenza molto importante chiamata Naidoc Week, acronimo di National Aboriginal and Islanders Day Observance Committee, cioè comitato per la giornata di osservanza degli aborigeni e degli isolani dello Stretto di Torres.

La Naidoc Week nacque grazie alle proteste delle comunità indigene australiane, ispirate dalDay of Mourning” (giorno del lutto) del 1938. L’idea si deve a una lettera scritta da William Cooper, indirizzata alle comunità aborigene e alle chiese cristiane. Cooper era un aborigeno appartenente al popolo Yorta Yorta, originario del Victoria, e fu il primo a guidare un movimento nazionale riconosciuto dal Governo federale australiano chiamato Australian Aborigine League. L’epistola era scritta a nome dell’Australian Aborigines Progressive Association, un’associazione che riuniva diversi movimenti per i diritti degli aborigeni, e sostenuta da circa 100 rappresentanti aborigeni. Tra i leader principali c’erano Douglas Nicholls, William Ferguson, Jack Patten e Margaret Tucker.

Il primo aborigeno ad avere una carica nel Governo

Douglas Nicholls era un importante esponente del popolo Yorta Yorta, atleta professionista, pastore della Chiesa Churches of Christ, fondatore di chiese, cerimoniere e pioniere nella lotta per la riconciliazione tra aborigeni e non-aborigeni in Australia. È stato il primo a ricevere il titolo di Sir, nel 1972, quando fu nominato Knight Bachelor. Nel 1977 ricevette anche il titolo di Knight Commander of the Royal Victorian Order (cavaliere comandante dell’Ordine reale vittoriano). Inoltre è stato il primo, e fino al 2025 l’unico, aborigeno australiano a ricoprire un incarico ufficiale di alto livello nel Governo: Governatore del South Australia, rappresentante del Re d’Inghilterra a livello statale, dal 1° dicembre 1976 fino alle dimissioni per motivi di salute il 30 aprile 1977.

Una vita breve ma significativa

Jack Patten fu un attivista aborigeno per i diritti civili e giornalista. Fondò l’Aborigines Progressive Association e guidò alcune delle prime proteste organizzate dagli Aborigeni, tra cui il Day of Mourning nel 1938 e lo sciopero di Cummeragunja nel 1939. Fu anche il primo direttore e fondatore del giornale Australian Abo Call, il primo giornale creato appositamente per gli Aborigeni australiani, anche se ebbe vita breve.

Tanti riconoscimenti

Margaret Tucker, attivista e scrittrice aborigena australiana è stata una delle prime autrici aborigene a pubblicare un’autobiografia, intitolata “If Everyone Cared” nel 1977. Tucker fu tra i fondatori dell’Australian Aborigines’ League e rappresentò la League durante la protesta del Day of Mourning, organizzata nel 150° anniversario della colonizzazione britannica. Partecipò anche al gruppo che incontrò il primo ministro Joseph Lyons per discutere le richieste dell’Aborigines Progressive Association. Inizialmente vicina al Partito comunista australiano, successivamente si avvicinò al movimento conservatore Moral Re-Armament (Rinascita Morale). Negli anni ’60 fondò il United Council of Aboriginal and Islander Women, un’organizzazione dedicata alle donne aborigene e delle isole dello Stretto di Torres. Nel 1964 fu la prima persona indigena nominata nel Victorian Aborigines Welfare Board, organismo per il benessere degli aborigeni nel Victoria. Nel 1968 ricevette l’onorificenza MBE – Most Excellent Order. 

Diritti umani

William (Bill) Ferguson fu sindacalista e politico aborigeno. Uno dei leader più determinati nella lotta per i diritti civili. Già dagli anni ’20 denunciava il controllo oppressivo del New South Wales Aborigines Protection Board, che cercava di assimilare forzatamente gli aborigeni con sangue europeo e di far scomparire gli altri. Insieme a Jack Patten scrisse il documento Aborigines Claim Citizen Rights (Gli Aborigeni chiedono i diritti di cittadinanza). Ferguson denunciò le pessime condizioni di vita nelle riserve aborigene e si batté per miglioramenti concreti, pur criticando l’assimilazione forzata. Nel 1949 si candidò come indipendente al Parlamento ispirandosi ai principi della Dichiarazione dei Diritti Umani, ma ottenne pochi voti.

Lamentarsi o agire

Naidoc WeekNella lettera firmata da queste figure indigene si chiedeva di attirare l’attenzione sulla drammatica situazione degli aborigeni dopo 150 anni di dominio britannico. Si sperava che questa iniziativa avrebbe suscitato compassione tra i bianchi e portato a giustizia e compensazioni per gli aborigeni. Gli organizzatori invitarono le chiese cristiane a partecipare alla giornata con prediche dedicate agli aborigeni e al loro bisogno di Vangelo, e a pregare per tutti gli sforzi, missionari e non, volti a migliorare la vita.

Il Day of Mourning venne discusso anche sui principali giornali australiani. Lo scrittore e inventore David Unaipon si disse contrario, affermando che il modo migliore per aiutare gli aborigeni non è piangere o lamentarsi, ma agire concretamente nel presente. Secondo lui, quel giorno doveva essere dedicato a un programma nazionale che garantisse pari diritti e privilegi alla popolazione indigena. In seguito, alcuni membri dell’ Aborigines Progressive Association incontrarono il primo ministro Joseph Lyons per chiedere la rappresentanza aborigena nel Parlamento, anche solo con un membro senza diritto di voto.

L’evoluzione negli anni

Il messaggio alle chiese venne accolto nel tempo. Nel 1940 l’arcivescovo anglicano di Brisbane, William Wand, sostenne pubblicamente la proposta e già nel 1946 la giornata era osservata a livello nazionale. Nel 1957 si decise di spostare la data da gennaio a luglio. Il National Aborigines Day Observance Committee (Nadoc) e la prima domenica di luglio divennero un giorno di ricordo e celebrazione della cultura aborigena. Dal 1940 al 1955, la giornata del lutto si teneva la domenica prima dell’Australia Day e si chiamava Aborigines Day. Dal 1956 al 1990, le principali organizzazioni indigene e i Governi sostennero la nascita del Nadoc, con la seconda domenica di luglio dedicata alla memoria e alla cultura aborigena.

Nel 1972 venne istituito il Department of Aboriginal Affairs, una delle principali conquiste del referendum del 1967. Nel 1974 il comitato Nadoc era composto solo da membri aborigeni e nel 1975 si decise che la celebrazione sarebbe durata un’intera settimana, dalla prima alla seconda domenica di luglio. Il1984 vede la richiesta che la National Aboriginal Day diventasse una festa pubblica nazionale. Anche se la proposta non è mai stata approvata, l’idea continua a essere sostenuta da molte persone e organizzazioni. Dal 1991, con maggiore attenzione anche per le culture e le persone delle isole dello Stretto di Torres, si trasformò nell’attuale Naidoc, che oggi dà il nome ufficiale all’intera settimana di celebrazioni.

Sguardo al futuro

Ogni Naidoc Week viene dedicata a un tema specifico. Quest’anno il tema è The Next Generation: Strength, Vision & Legacy (La prossima generazione: forza, visione ed eredità). Gli organizzatori spiegano che non celebra solo i successi del passato, ma guarda anche al futuro. Un futuro reso possibile dalla forza dei giovani leader, dalla visione delle comunità indigene e dall’eredità degli antenati. Oggi è una grande celebrazione nazionale che testimonia la forza e la resilienza di questi popoli.

I promotori invitano a guardare avanti, riconoscendo il ruolo delle nuove generazioni, chiamate a proseguire il cammino con coraggio, intelligenza e rispetto per le radici culturali. La NAIDOC Week è guidata dalla saggezza degli anziani e dal lavoro di chi ha gettato le basi per un’Australia dove le voci indigene sono finalmente ascoltate e valorizzate. Ogni testimonianza di resistenza, ogni racconto e ogni tradizione celebrata rappresentano un tassello di un’eredità che guarda al passato e al futuro. Per i prossimi 50 anni, gli organizzatori esprimono entusiasmo e fiducia, ribadendo l’impegno a mantenere un movimento autentico, radicato nei valori di unità e rispetto. Da questa base solida, si alzeranno le nuove generazioni, forti del legame con gli anziani e ispirate da una visione comune, con l’obiettivo di costruire un futuro di autodeterminazione, rispetto e coesione sociale.

Riconoscere l’impegno

Il messaggio finale è chiaro: si cammina insieme, con lo sguardo rivolto alle radici e la fiducia nelle nuove generazioni, protagoniste del futuro delle loro comunità e della Naidoc Week.

Durante questa settimana si svolge anche la National Naidoc Awards Ceremony, il più importante evento ufficiale in cui sono premiati coloro che si sono distinti per il loro contributo nel migliorare la vita delle comunità indigene e nel sensibilizzare l’intera società sui temi legati agli aborigeni e agli isolani dello Stretto di Torres. La cerimonia celebra anche l’eccellenza in vari campi e offre a tutti gli australiani l’occasione per rendere omaggio al talento e all’impegno delle persone indigene, riconoscendo che il loro contributo arricchisce l’intera Nazione.

 

Giovanni Maria Pontieri

Foto © Indigenous Busines, Koori History, SBS, Naidoc Week

Articolo precedenteSogni, simboli e miti d’acqua raccontati da Maria Belmonte
Articolo successivoDazi, Trump prende di mira anche i Brics
Giovanni Maria Pontieri
Giovanni Maria Pontieri lavora nel settore dell'assistenza agli anziani in Australia come social support worker e wellbeing assistant ed è anche giornalista freelance per il bisettimanale italo-australiano "La Fiamma" di Sydney. Nato e cresciuto a Pieve Torina, in provincia di Macerata, ha mosso i suoi primi passi nel mondo del giornalismo grazie al settimanale marchigiano "Orizzonti della Marca." Giovanni per "Eurocomunicazione," scrive articoli riguardanti la società e la politica australiana, con qualche incursione anche sugli argomenti legati all'Unione Europea. Con una passione per la storia, Giovanni ama immergersi in eventi musicali e culturali, e non rinuncia mai a una piacevole chiacchierata con gli amici per rilassarsi e stare in buona compagnia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui