Morbillo in Italia: 432 casi nel 2025, sotto accusa i pochi vaccini

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Morbillo in Italia

Il nuovo bollettino di sorveglianza conferma la diffusione del virus: giovani adulti e bambini sotto l’anno i più colpiti. Oltre metà dei pazienti è stata ricoverata

Dall’inizio del 2025 al 31 agosto sono stati notificati al sistema di sorveglianza 432 casi di morbillo in Italia, di cui 12 soltanto nel mese di agosto. Lo rende noto l’ultimo bollettino epidemiologico diffuso oggi dall’Istituto superiore di sanità (Iss), che fornisce un quadro aggiornato e dettagliato sull’andamento della malattia in Italia.

Importazioni e diffusione regionale

Secondo i dati raccolti, 58 casi (13,4%) risultano importati, ossia contratti all’estero, mentre 23 sono correlati a casi importati. La geografia della diffusione evidenzia come 20 Regioni e Province Autonome abbiano segnalato episodi di contagio nel corso dell’anno. Tuttavia, più della metà dei casi – 278 su 432, pari al 64,4% – proviene da sole cinque Regioni: Lombardia, EmiliaRomagna, Lazio, Calabria e Sicilia.

Le incidenze più alte sono state registrate in Calabria (33,6 casi per milione di abitanti), nelle Marche (21,3/milione), nella Provincia Autonoma di Bolzano (19,5/milione) e in Sicilia (19,1/milione). Su scala nazionale, l’incidenza si attesta a 11 casi per milione di abitanti, con differenze marcate tra territori.

Il bollettino sottolinea che il principale contesto di trasmissione resta quello familiare, seguito da ambienti sanitari e ospedalieri, dove la presenza di persone vulnerabili e il contatto ravvicinato aumentano il rischio. Una quota significativa di infezioni è stata inoltre associata a viaggi internazionali. Gli esperti ricordano che il virus del morbillo è estremamente contagioso: può sopravvivere nell’aria e sulle superfici fino a due ore. Inoltre, una persona infetta può trasmetterlo già quattro giorni prima della comparsa dell’esantema, rendendo particolarmente difficile contenere i focolai senza un’adeguata copertura vaccinale. La vaccinazione, secondo gli esperti, è l’unico strumento efficace per proteggersi dal morbillo e dalle sue complicanze.

Profilo demografico dei casi

L’età mediana dei soggetti colpiti nel 2025 è di 31 anni, con un intervallo che va dai neonati fino a 71 anni. La fascia più colpita è quella dei giovani adulti tra 15 e 39 anni (49,3%), seguita dagli over 40 (26,6%).

Ciononostante, l’incidenza più elevata è stata registrata nei bambini tra 0 e 4 anni, con 53 casi per milione. Particolarmente critici i dati sui bambini sotto l’anno di età: sono stati segnalati 21 casi, pari a un’incidenza di 56,4 per milione. Una fascia di popolazione che, per ragioni anagrafiche, non sempre può aver completato il ciclo vaccinale e che quindi risulta particolarmente vulnerabile.

Stato vaccinale dei pazienti

Per 408 dei 432 casi è stato possibile ricostruire lo stato vaccinale. I risultati mettono in evidenza la fragilità delle coperture:

  • 355 casi (87,0%) erano non vaccinati;

  • 36 casi (8,8%) vaccinati con una sola dose;

  • 14 casi (3,4%) vaccinati con due dosi;

  • 3 casi (0,7%) con vaccinazione parziale, ma numero di dosi non noto.

Questi numeri evidenziano come la grande maggioranza dei contagi avvenga in persone non vaccinate, confermando l’importanza della prevenzione.

Complicanze e ricoveri

Circa un terzo dei pazienti (30,8%) ha riportato almeno una complicanza. Le più frequenti sono state:

  • epatite o aumento delle transaminasi (11,3%),

  • polmonite (11,3%).

Sono stati inoltre segnalati tre casi di encefalite, una delle complicanze più gravi: due hanno riguardato adulti e uno un preadolescente. Tutti e tre i soggetti colpiti non erano vaccinati.

Sul fronte delle cure, oltre la metà dei casi (53,5%) ha richiesto un ricovero ospedaliero, mentre un ulteriore 14,4% si è rivolto al Pronto Soccorso. Dati che confermano l’impatto clinico rilevante della malattia e la pressione esercitata sulle strutture sanitarie.

Coperture vaccinali in Italia

In Italia, secondo i dati 2023, la copertura vaccinale per due dosi nei bambini di 56 Morbillo in Italiaanni è pari all’84,8%, ben al di sotto della soglia di sicurezza raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, fissata al 95%. Nessuna Regione ha raggiunto questo livello di protezione per la seconda dose. La conseguenza, spiegano gli esperti, è che quasi un italiano su dieci è suscettibile al morbillo, cioè privo di immunità contro il virus. Lo rivela uno studio condotto dall’Iss in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler, recentemente pubblicato sulla rivista The Lancet.

Il problema riguarda in particolare i giovani adulti, che in molte Regioni risultano ancora a rischio nonostante le elevate coperture pediatriche raggiunte negli ultimi anni.

La presenza di 21 casi in bambini sotto l’anno di età rappresenta un campanello d’allarme. In questa fascia, la protezione dipende non solo dalle vaccinazioni dirette, che spesso non sono ancora completate, ma anche dall’immunità di gregge. Se la popolazione generale non è adeguatamente coperta, i più piccoli diventano inevitabilmente i più esposti. Ciò spiega perché le autorità sanitarie insistano sull’importanza di raggiungere e mantenere una copertura vaccinale del 95% su tutto il territorio.

Non va dimenticato che il morbillo non è una semplice malattia esantematica dell’infanzia, ma una patologia che può avere serie complicanze. Le infezioni respiratorie, l’epatite e le encefaliti segnalate nel 2025 lo confermano. Oltre ai rischi clinici individuali, c’è il tema dei costi sociali e sanitari: ricoveri, terapie e giornate lavorative perse hanno un impatto significativo, senza contare le conseguenze sulle famiglie e sugli ambienti scolastici e professionali.

La rosolia: due casi possibili

Accanto ai dati sul morbillo, il bollettino del’Iss segnala anche due casi possibili di rosolia registrati nel periodo gennaio-agosto 2025:

  • uno in Campania, in un adulto di 55 anni con stato vaccinale non noto,

  • uno in Sardegna, in un adulto di 46 anni non vaccinato.

Si tratta di numeri limitati, ma che richiamano l’attenzione sull’importanza di non abbassare la guardia anche nei confronti di altre malattie prevenibili con il vaccino.

Il quadro emerso dall’ultimo bollettino di sorveglianza conferma che il morbillo rimane una minaccia concreta per la salute pubblica in Italia. Con 432 casi registrati nei primi otto mesi del 2025, il Paese si trova a fronteggiare un’incidenza ancora significativa, aggravata da coperture vaccinali insufficienti e dalla presenza di ampie fasce di popolazione suscettibile.

 

Ginevra Larosa

Foto © Piedmont Healthcare, Onlinefirstaid, Parents

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