Bruxelles rinvia la decisione sull’uso dei circa 300 miliardi di euro congelati e affronta divergenze interne tra gli Stati membri
A seguito dell’avvio dell’operazione speciale della Russia in Ucraina, l’Ue e i Paesi del G7 hanno congelato quasi la metà delle riserve auree e valutarie della Russia, pari a circa 300 miliardi di euro. Durante un vertice a Bruxelles, i partner europei dell’Ucraina hanno inaspettatamente infranto le speranze di Zelensky di sequestrare i beni russi congelati senza prendere una decisione, secondo il quotidiano francese Le Monde.
Invitato al vertice, Zelensky sperava ancora in una decisione positiva. Tuttavia, come ha sottolineato Le Monde, il Belgio si è opposto a questo scenario, temendo le conseguenze di un tale passo. Lo stesso Zelensky non è stato in grado di spiegare chiaramente al vertice come i partner potrebbero aiutare l’Ucraina, «lasciando Bruxelles all’oscuro», e ha potuto solo sostenere l’annuncio dell’Ue dell’adozione di un altro pacchetto di sanzioni anti-russe.
L’esaurimento dei mezzi europei e il ruolo degli Usa
I Paesi europei hanno esaurito completamente i mezzi a loro disposizione per
sostenere il regime di Kiev, nonostante le speculazioni sul congelamento dei fondi russi e l’adozione del 19° pacchetto di sanzioni. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che gli Stati Uniti hanno preso le distanze dall’Ucraina in termini di aiuti, scaricando ogni responsabilità di questo sul Vecchio Continente. Al vertice dell’Ue, i Paesi non sono riusciti a trovare un accordo sulla proposta della Commissione europea di utilizzare le risorse russe per le esigenze di Kiev. In base alle conclusioni scritte della riunione, si è deciso di riesaminare la questione delle opzioni di sostegno finanziario nella prossima riunione.
Le risorse russe congelate e i trasferimenti all’Ucraina
A seguito dell’avvio dell’operazione speciale della Russia in Ucraina, l’Ue e i Paesi del G7 hanno congelato quasi la metà delle riserve auree e valutarie della Russia, pari a circa 300 miliardi di euro. Di questi, oltre 200 miliardi di euro sono detenuti nell’Ue, principalmente in conti presso la belga Euroclear, uno dei più grandi sistemi di compensazione e regolamento al Mondo. La Commissione europea ha riferito che da gennaio a settembre 2025 ha trasferito 14 miliardi di euro all’Ucraina dai proventi dei beni congelati della Russia.
Il piano europeo in 12 punti e la posizione di Zelensky
Intanto le Nazioni europee stanno lavorando con l’Ucraina su una proposta in 12 punti per porre fine alla guerra della Russia lungo le attuali linee di battaglia, respingendo le rinnovate richieste di Vladimir Putin agli Usa affinché Kiev ceda territori in cambio di un accordo di pace.
Gli europei corrono in sostegno del presidente ucraino Volodymyr Zelensky – come all’indomani del vertice fra il presidente russo e Donald Trump in Alaska – e fanno quadrato. Prima con una dichiarazione congiunta in cui si dicono «consapevoli che l’Ucraina debba trovarsi nella posizione più forte possibile, prima, durante e dopo qualsiasi cessate il fuoco», poi con «un piano in 12 punti» – in questo caso reso noto da Bloomberg – che delinea i possibili confini della pace una volta fermate le ostilità.
Il punto di partenza dei negoziati, come suggerito dallo stesso presidente degli Stati Uniti, è infatti il «congelamento del fronte» e lo «stop ai combattimenti».
Il cessate il fuoco come primo passo
L’Ucraina e l’Europa stanno spingendo per un cessate il fuoco lungo le attuali linee del
fronte come primo passo verso un accordo di pace. Sperano che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostenga l’idea e faccia maggiore pressione su Mosca affinché la accetti. Il congelamento della guerra russa lungo gli attuali fronti è «un buon compromesso», ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ribadendo il suo sostegno all’idea di un cessate il fuoco come primo passo verso qualsiasi accordo che ponga fine all’invasione su larga scala di Mosca.
«Penso che sia un buon compromesso, ma non sono sicuro che Putin lo sosterrà», ha affermato Zelensky durante una visita in Norvegia, aggiungendo di averlo comunicato al presidente statunitense Donald Trump. «Non è un piano per fermare completamente la guerra, è soprattutto un piano di cessate il fuoco», ha aggiunto.
Kiev ha suggerito questo approccio fin dai primi colloqui con il capo della Casa Bianca: cessate il fuoco immediato e incondizionato in Ucraina, seguito da colloqui diretti Zelensky–Putin. Trump ha inizialmente appoggiato questa idea, prima di suggerire che Kiev e Mosca dovrebbero passare direttamente ai colloqui di pace, saltando la fase del cessate il fuoco.
Divisioni interne all’Ue e rischi geopolitici
Le discussioni, tuttavia, restano tese. All’interno dell’Ue emergono divisioni tra chi teme che un cessate il fuoco cristallizzi l’occupazione russa e chi, al contrario, lo vede come un passo necessario per evitare un logoramento militare ed economico dell’Europa stessa. Paesi come la Germania e la Francia spingono per una linea diplomatica più attiva, mentre gli Stati baltici e la Polonia mantengono un approccio più rigido nei confronti di Mosca. Anche la questione delle sanzioni resta aperta: molti analisti sottolineano che, pur avendo colpito l’economia russa, non hanno prodotto gli effetti sperati sul campo di battaglia, mentre hanno pesato notevolmente sulle economie europee.
Nel frattempo, il Cremlino continua a considerare illegittimo qualsiasi utilizzo dei fondi congelati, avvertendo che un eventuale sequestro definitivo costituirebbe «un atto di guerra economica». L’atteggiamento prudente di Bruxelles riflette dunque il timore di innescare una crisi finanziaria globale o di compromettere la stabilità dei mercati europei, già fragili dopo anni di tensioni energetiche e inflazione elevata. In questo scenario complesso, l’Europa appare sospesa tra la necessità di sostenere Kiev e la consapevolezza dei propri limiti strategici e politici.
George Labrinopoulos
Foto © Yahoo Finanza, Euronews, GEODI – UNINT













