L’Europa e l’Australia firmano un nuovo accordo strategico per cooperare su difesa, energia verde e catene di approvvigionamento sicure
Il Mondo sta entrando in una fase più instabile, dove le vecchie certezze non bastano più. È questo il quadro delineato dalla visita in Australia della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, prima leader politica donna straniera a parlare davanti a entrambe le Camere del Parlamento australiano.
Le tensioni globali e l’effetto sull’economia
Le tensioni in Medio Oriente e il rischio di blocco dello stretto di Hormuz – da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale – mostrano come le crisi regionali possano avere effetti immediati sull’economia globale. L’aumento dei prezzi di energia è già un segnale concreto di questo nuovo equilibrio fragile.
In questo contesto, l’Europa spinge per una soluzione negoziata tra Stati Uniti e Iran, ma il messaggio più ampio è chiaro: la geopolitica è tornata al centro delle scelte economiche.
Per le democrazie avanzate, questo significa ridurre le dipendenze strategiche, diversificare le catene di approvvigionamento e rafforzare le alleanze. È in questa logica che nasce il rafforzamento del rapporto tra Australia e Unione europea, con un accordo di libero scambio e una nuova partnership su sicurezza e difesa.
L’intesa commerciale prevede l’eliminazione dei dazi su circa il 98% dei prodotti australiani esportati in Europa, aprendo un mercato di circa 450 milioni di consumatori. Allo stesso tempo, i prodotti europei diventeranno più competitivi in Australia, con prezzi più bassi per beni come vino, pasta, macchinari e prodotti industriali. Accanto al commercio, cresce anche la cooperazione strategica su difesa, sicurezza marittima, cybercrime e terrorismo. Un segnale chiaro in un contesto globale in cui anche i regimi autoritari tendono a collaborare tra loro.
Un altro pilastro è rappresentato dai minerali critici e dalla transizione energetica. L’obiettivo comune è ridurre la dipendenza da pochi fornitori e costruire economie più resilienti, puntando su energie rinnovabili e tecnologie avanzate. Parallelamente, l’Australia guarda al programma europeo Horizon Europe, rafforzando la collaborazione su ricerca, innovazione, clima ed energia.
Le critiche del settore agricolo australiano
Tuttavia, dietro il quadro strategico positivo, emergono forti critiche interne, soprattutto dal settore agricolo australiano.
La Federazione Nazionale degli Agricoltori ha definito l’accordo “il peggiore di sempre”, sostenendo che non garantirà un vero accesso al mercato europeo. Il nodo principale resta la protezione dell’agricoltura europea, fortemente sostenuta da sussidi pubblici.
Le quote concordate per l’export australiano sono giudicate troppo basse: 30.600 tonnellate in più di carne bovina e 25.000 di agnello, molto al di sotto delle richieste dell’industria. Inoltre, queste quantità saranno raggiunte solo dopo dieci anni.
Allo stesso tempo, l’Australia continuerà a importare prodotti europei senza dazi, creando uno squilibrio percepito da molti operatori come difficile da accettare.
Gli altri settori economici
Critiche arrivano anche dal settore dello zucchero, che definisce l’accordo un fallimento, e da quello lattiero–caseario, preoccupato per l’arrivo di formaggi europei a basso costo. Inoltre, alcuni nomi tradizionali come “feta” o “gruyere” non potranno più essere usati dai produttori australiani.
Non mancano delusioni anche nel settore automobilistico, dove la riduzione dei dazi è considerata limitata e con effetti concreti su una piccola parte del mercato.
Diversa la posizione del settore vinicolo, che vede nell’accordo un’opportunità. L’eliminazione dei dazi porterà risparmi significativi e rafforzerà la competitività nel mercato europeo, pur con alcune limitazioni future sull’uso del nome “Prosecco” all’estero.
La nuova realtà geopolitica
Nel complesso, l’accordo conferma una dinamica tipica degli accordi commerciali internazionali: ci sono settori che vincono e altri che perdono. Accanto al commercio, l’intesa apre anche nuove opportunità per i professionisti australiani, facilitando il riconoscimento dei titoli in Europa per categorie come ingegneri, architetti, avvocati e operatori sanitari.
Il messaggio politico resta però più ampio. In un Mondo segnato da tensioni geopolitiche, crisi energetiche e competizione economica, la distanza geografica non è più una protezione. Per Australia ed Europa, la risposta è una maggiore integrazione strategica. Perché nel nuovo ordine globale che sta emergendo, la stabilità non sarà più garantita dalle condizioni esterne, ma dalla capacità di costruire alleanze solide e di affrontare insieme le sfide comuni.
Giovanni Maria Pontieri
Foto © Europa Today, Wine Meridian, greenMe













