Foti: al Business Club Italia per condividere la sua innovazione

  • Condividi questo articolo

La digitalizzazione è uno degli elementi della FinecoBank che la rende la banca più utilizzata in Europa per gli investimenti che superano i 20 miliardi di euro

10 giugno 2018 | di | Economia - Europa - Eventi

«Non è vero che viviamo in un Paese povero», così Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale di FinecoBank – banca on-line del Gruppo UniCredit – apre il suo discorso al Business Club Italia nell’incontro con gli imprenditori italiani a Londra, tenutosi lo scorso maggio nella sala Pewterers’ Hall. «Parliamo di trilioni, le famiglie hanno patrimoni interessanti e continuano a risparmiare». Un incontro breve e intenso, durante il breakfast, per introdurre gli esponenti di finanza e business al tema “Innovazione e digitalizzazione nel sistema bancario (sfide e cambiamenti in questo contesto) – l’esperienza e il modello Fineco”.

Partendo dal principio che «la questione del risparmio è seria, essendo un sacrificio», Foti ha sottolineato che «la richiesta di consulenza è cresciuta», anche se «il sistema bancario finanziario non è pronto per offrire tali servizi». L’innovazione e la digitalizzazione sono la risposta alle varie esigenze del cliente. E il modello Fineco lo ha dimostrato. «La digitalizzazione sta smontando la ragione per cui il cliente prima sceglieva la banca sotto casa per pagare i bonifici o le bollette. Adesso la scelta è sulla qualità dei servizi». Alessandro Foti ricorda bene gli anni quando le banche compravano più sportelli, adesso la concorrenza è sulla qualità e diverse banche scompariranno. Mentre quelle più grandi hanno un approccio globale, gli sportelli locali, nonostante si stiano digitalizzando tutti, fanno fatica a stare dietro al cliente. Dalla sua esperienza risulta che le persone sono riluttanti al cambiamento: «La cosa più difficile è cambiare la piattaforma che uno ha in testa. Le altre piattaforme sono facili da cambiare». Il modello di business Fineco ha seguito il mercato; la clientela usa «il canale che meglio soddisfa i suoi bisogni perché ha una customer experience molto alta».

«Fineco. Il posto più semplice per investire», sostiene lo slogan dell’azienda. La promessa è partire dagli obiettivi del cliente che saranno raggiunti con la professionalità del Personal Financial Advisor, il supporto della tecnologia e un metodo strutturato di pianificazione finanziaria su misura. «Oltre 20 miliardi nel private banking. I numeri parlano chiaro». Con la massima riservatezza e serietà, Fineco è la banca più utilizzata in Europa per investire. Questo perché guarda sempre al futuro anche per gli investimenti passati e i suoi professionisti della consulenza sono specializzati su grandi patrimoni, offrendo un servizio evoluto e personalizzato, in grado di affrontare gli aspetti fiscali, successori e societari. La digitalizzazione ti permette di firmare i tuoi documenti direttamente online con la Firma Digitale. In qualsiasi momento si può interagire in modo virtuale con il proprio consulente tramite la Web Collaboration, valutando le sue proposte di investimento nell’area riservata del sito Fineco. Per un incontro personale si può fissare un appuntamento direttamente a casa oppure in uno degli oltre 300 Fineco Center.

L’Amministratore Delegato di FinecoBank ha ammesso l’ispirazione al modello britannico, che usa molto la consulenza nel presente. Esistono diverse strategie impegnative per la Fineco Uk, però il focus è sull’Italia date le enormi cifre in gioco. «Siamo flessibili ad adattarci e non abbiamo paura della Brexit», continua fiero Foti, ricevendo assicurazioni dal pubblico per il fatto che sono stati dei pionieri nel settore. Il Regno Unito è un «mercato competitivo» dove la parte investimenti non è coperta, «è un melting pot, se uno viene qui e offre la qualità, non c’è discriminazione. Tutt’altro rispetto a quello che succede in Germania». Foti vanta il fatto che oggi il 30% dei loro clienti è British native, non ci sono più due cittadinanze. I soci del Business Club Italia hanno interagito con grande interesse su vari aspetti, tra cui quello sui competitors. «Il nostro modello di business è unico», ha confermato Foti. «Abbiamo portato in banca dei colleghi che non sono banchieri, ma specialisti della tecnologia. Così quando ci sediamo a tavola parliamo la stessa lingua». Il ricambio generazionale è stato un altro aspetto del dibattito. La conclusione è che i figli «non usano la stessa piattaforma dei genitori, hanno un approccio diverso, viene tutto messo in discussione».

Quando arriva a parlare dei dati, Alessandro Foti è molto rassicurante. Dal 2000, da quando ricopre il ruolo di Amministratore Delegato, la FinecoBank ha avuto una crescita sensibile. Il 2017 ha chiuso con un anno record, «con un utile netto rettificato per le poste non ricorrenti pari a 218,5 milioni di euro, l’8,9% in più rispetto all’esercizio precedente». E a gennaio 2018 Fineco ha registrato una raccolta netta «pari a 412 milioni, un rialzo del 55% rispetto al primo mese dell’anno precedente». Gli investimenti del Private Banking volano (+16,4%) a 25,9 miliardi. Il numero di clienti è aumentato a 1,2 milioni (+7%), fatto che ha spinto «l’ammontare complessivo delle attività gestite oltre i 68 miliardi (+13%)». Anche l’attività legata ai finanziamenti alla clientela è stata rafforzata: a fine 2016 partiva l’offerta dei mutui e al 31 dicembre 2017 questi ammontavano già a 517 milioni; i prestiti personali erano pari a 354 milioni a fine anno e i fidi a 629 milioni (311 milioni dei quali relativi al nuovo fido con pegno rotativo).

Non a caso Alessandro Foti è stato designato per il secondo anno consecutivo dall’ Institutional Investor come miglior CEO in Europa nel 2018 nel settore bancario per la categoria Small & Mid-Cap. Mentre Fineco ottiene il riconoscimento di Most Honored Companies”, classificandosi al secondo posto nelle seguenti categorie tra le banche Small & Mid Cap: “Best IR Professional”, “Best Investor Relations Program” e “Best Website”. «Noi abbiamo tre stakeholders a cui diamo retta: gli azionisti per i ritorni, i dipendenti inclusi i consulenti finanziari, e la soddisfazione dei clienti», ha aggiunto Foti.

Il maggiore impegno della banca è «resistere alle sfide poste dal mercato e a novità regolamentari quali la direttiva Mifid II», con la quale ci sarà più «trasparenza sui costi dei prodotti e servizi finanziari per i clienti» oltre all’efficienza per tutti i player dell’industria finanziaria, che dovranno «confrontarsi anche con la direttiva Psd2 sui pagamenti e con la nuova regulation sul capitale delle banche». Per quanto riguarda la “product governance”, Foti spiega: «Serve una pre-analisi che certifichi come ciascun prodotto finanziario sia in linea con le esigenze del cliente e che valuti il rapporto costo/beneficio per quel tipo di cliente».

Business Club Italia Foti 5L’apprezzamento della comunità finanziaria ha costituito un supporto importante per la nuova Asset Management Company di diritto irlandese operativa nel 2018. Fam sarà specializzata nella selezione dei migliori gestori internazionali e avrà l’opportunità «di delegare ai migliori asset manager la gestione di alcuni fondi di investimento a seconda dell’asset class prescelta, in parallelo con soluzioni di investimento (fondi di fondi) per la composizione dell’asset allocation dei portafogli dei nostri clienti».

Alla fine della sua relazione, Alessandro Foti è stato invitato a diventare il socio relatore del Business Club Italia.

 

Raisa Ambros

Foto © Business Club Italia; Matt Pople

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *