La Lituania entra nella famiglia dell’euro

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La Commissione ha dato il suo ok all’ingresso della Lituania nell’eurozona. Se anche Consiglio e Parlamento daranno parere positivo, dal primo gennaio Vilnius sarà il diciannovesimo Stato ad usare l’euro

5 Giugno 2014 | di | Economia - Europa - Politica

Dal primo gennaio 2015 la Lituania sarà il diciannovesimo stato ad adottare l’euro. A dare un prima via libera al paese baltico è stata la Commissione europea che ha approvato le performance economiche di Vilnius. «Rispetta i criteri di convergenza», ha dichiarato il commissario agli affari economici Olli Rehn. «Il fatto che la Lituania sia ora pronta per adottare l’euro è la dimostrazione del suo lungo sostegno a riforme economiche e politiche di bilancio prudenti». Rehn ha anche ricordato che «il pil pro-capite è passato dal 35% della media Ue nel 1995 al previsto 78% del 2015».

Performance molto buone se si considera che Vilnius è entrata in Europa solo nel 2004 e che ha attraversato la crisi del 2008 mantenendo sotto controllo il debito pubblico e continuando a crescere. Ma quali sono questi  “criteri di convergenza” di cui parla la Commissione? Prima di tutto l’inflazione. La Lituania aveva chiesto di entrare nell’eurozona già nel 2006, ma la sua domanda era stata respinta per un problema di inflazione troppo alta. Complice la crisi economica e grazie agli interventi della Banca centrale lituana, l’inflazione negli ultimi 12 mesi è stata in media dello 0,6%, ben al di sotto del limite fissato da Maastricht (1,7%). Buono anche il deficit, al 2,1% nel 2014. Il limite sarebbe del 3%, anche se alcuni paesi fondatori, come la Francia, quest’anno lo supereranno ampiamente. Ottime le performance anche per il debito pubblico, appena il 39,4% rispetto al Pil. Ben al di sotto del limite imposto dai trattati (al 60%) e meno della metà di quello italiano, sopra il 130%. Inoltre, i tassi di interesse sono al 3,6% e gli spread molto bassi, valori che «riflettono la fiducia dei mercati».

Qualche dubbio sull’opportunità di entrare nell’euro i lituani lo hanno avuto. Solo il 44,9% della popolazione si è recata alle urne per le Europee. L’ex Repubblica sovietica ha beneficiato degli aiuti proveniente dall’Ue, ma una parte dei cittadini si chiede se sia una buona idea fare parte di un club che non se la sta passando troppo bene. «Abbiamo già un’economia integrata. Molte nostre società stanno lavorando insieme, e la moneta unica provocherà probabilmente una ulteriore integrazione», ha dichiarato di recente il governatore estone Ardo Hansson. Insomma, per Vilnius i benefici di fare parte dell’Ue superano ancora i possibili svantaggi. Senza tenere conto della protezione derivante dal fatto di essere ‘a tutti gli effetti’ parte dell’Europa. Nessuno si aspetta che la Russia possa invadere il piccolo Stato baltico, di appena 3 milioni di persone. Ma per il governo le cautele non sono mai troppe.

Le raccomandazioni della Commissione dovranno ora essere discusse al Consiglio del 26-27 giugno. Al nuovo Parlamento, che si riunirà la prima settimana di luglio, verrà poi chiesto un parere e se non ci saranno intoppi il Consiglio dovrebbe dare il via libero definitivo a fine mese. La Lituania sarà l’ultima delle tre repubbliche baltiche ad entrare nell’eurozona. Prima di Vilnius hanno fatto il grande passo l’Estonia, nel 2011, e la Lettonia, dal primo gennaio di quest’anno. Ad oggi ci sono altri sette Paesi in lista per entrare nel club: Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia.

 

Tommaso Cinquemani

Foto © European Community, 2014

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