La prevenzione della corruzione in seno all’esecutivo maltese

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Le osservazioni dei delegati nominati dal Consiglio d’Europa in materia di corretta e piena applicazione dei principi etici e delle regole deontologiche

10 Ottobre 2019 | di | Europa - in evidenza

Continuiamo (dopo gli articoli del 19 e 29 settembre) e concludiamo con il presente scritto l’analisi del Rapporto relativo al quinto ciclo di valutazione realizzato dai delegati del GRECO presso l’isola di Malta.

Le osservazioni che seguono hanno ad oggetto il capitolo dedicato ai «Principi etici e alle regole deontologiche» in relazione alle attività svolte dagli alti funzionari dell’esecutivo maltese.

Al riguardo, osservano i membri dell’equipe di valutazione, occorre ricordare come nel 1994 la Repubblica maltese avesse adottato un codice di condotta rivolto a ministri e segretari di Stato.

Una nuova versione redatta nel 2015 sostituiva il precedente codice. A onor del vero, nel giugno 2015 i media avevano sottolineato la necessità di rivedere ancora una volta la versione del prefato codice adottata solo pochi mesi prima. Tali modifiche erano state auspicate dagli organi di stampa anche perché si riteneva che il testo fosse deficitario sul piano della trasparenza e contenesse prescrizioni che data la loro scarsa rigidità avrebbero consentito l’esercizio di condotte illegali.

In ogni caso, a parere dei membri della squadra di valutazione, il testo del codice de quo attualmente in vigore promuove la trasparenza nell’ambito delle relazioni tra i membri del governo, rafforza i valori esistenti, vale quale esempio per gli altri “attori” della vita pubblica maltese e, infine, accresce la fiducia dei cittadini in merito all’integrità dei membri del governo.

Inoltre, le autorità maltesi hanno sottolineato come il Codice di condotta dei parlamentari che è parte integrante della Legge contenente le regole disciplinanti la vita pubblica (LNVP), si applichi sia ai ministri che ai segretari parlamentari.

Nello specifico il documento regolatorio relativo all’attività dei ministri e segretari parlamentari si concentra su alcune importanti e delicate fattispecie quali i conflitti d’interesse, le regalie, la trasparenza e l’esercizio della leadership.

Per quanto attiene ai ministri, il Rapporto richiama alcuni fondamentali aspetti regolamentati mediante l’adozione del predetto Codice:

  • gli interessi privati dei ministri e i conferenti conflitti d’interesse;
  • l’imparzialità nell’esercizio delle funzioni pubbliche;
  • le decisioni in favore dei membri della famiglia di colui che svolge la funzione pubblica a detrimento di altre persone;
  • le modalità di comunicazione con il parlamento.

Relativamente al codice deontologico degli agenti pubblici contenuto nella Legge sull’Amministrazione Pubblica, l’equipe del GRECO sottolinea come esso si applichi nei confronti di tutti i dipendenti che operano nella Pubblica amministrazione maltese, ivi compresi coloro che sono qualificati come «personnes de confiance» (le cosiddette “persone di fiducia”), cioè a dire i consiglieri e tutte le altre persone fisiche alle quali sono state attribuite le predette funzioni in deroga a quanto disposto dall’art. 110 della Costituzione.

Anche il predetto Codice è stato approvato nel 1994 ed è composto di circa 4 pagine. A grandi linee detto documento è strutturato come segue: (i) principi generali; (ii) conflitti d’interesse; (iii) accettazione di regalie o attribuzione di vantaggi in genere; (iv) comportamenti personali e professionali; (v) giustizia ed equità; utilizzazione di informazioni ufficiali; (vi) sanzioni.

Il GRECO, tramite i suoi delegati, rileva con soddisfazione l’esistenza dei prefati codici di condotta. Tuttavia, l’equipe d’evaluation manifesta delle riserve in merito alle modalità di regolamentazione di taluni aspetti. In particolare nel Rapporto si osserva come la materia dei conflitti d’interesse e delle relazioni con i terzi non siano disciplinate in modo sistematico.

Inoltre, sottolinea il GRECO, non è stato possibile reperire informazioni in merito alle modalità con le quali nei casi concreti sono state trattate le violazioni delle regole in tema di prevenzione del fenomeno corruttivo tra gli alti funzionari dell’esecutivo e sulle conclusioni formulate al riguardo.

Le sole informazioni disponibili riguardavano un rapporto di audit del Bureau National di AUDIT nel quale si evidenziavano delle irregolarità nella cessione dei terreni pubblici nell’anno 2015. Tali eventi causavano poi le dimissioni di un alto funzionario e di un segretario parlamentare.

Di talchè, come ribadito dal Rapporto in disamina, Malta dovrà chiaramente rendere più effettive le regole in subiecta materia assicurando, al contempo, che le prescrizioni siano pienamente rispettate. Per quanto afferisce alle attività che il governo maltese dovrebbe aver posto in essere al fine di informare il pubblico sulle azioni intraprese nell’ambito della prevenzione dei fenomeni corruttivi il Rapport evidenzia quanto segue.

Allo stato nessuna misura risulta adottata ad eccezione della pubblicazione sul sito internet www.gov.mt delle disposizioni contenenti le regole di condotta sopra richiamate.

Da un punto di vista informativo il GRECO osserva come in principio coloro che erano stati qualificati come alti funzionari hanno partecipato ad attività di sensibilizzazione e formazione su temi quali l’integrità e, in genere, sulle regole di condotta che caratterizzano il loro operato. Similmente anche i ministri e i segretari parlamentari risultano aver partecipato ad attività di sensibilizzazione.

Complessivamente, a parere del GRECO, si manifesta necessario adottare all’interno dell’ordinamento giuridico maltese un insieme di misure «énergiques» per aumentare il livello di sensibilizzazione e, conseguentemente, consentire che siano rispettati i principi d’integrità richiamanti nel Rapporto in disamina. Dunque, secondo i membri del gruppo di valutazione, il contesto maltese necessita di «une action urgente».

Alla stregua di quanto sopra sommariamente riportato il GRECO raccomanda quanto segue:

  1. a) l’attuazione di misure di sensibilizzazione più robuste e maggiormente sistematiche (es: formazione, documenti orientativi, ecc) nei confronti di tutte le persone fisiche che svolgono funzioni di alto profilo in seno all’esecutivo. Ciò deve essere realizzato sin dai primi giorni seguenti la nomina e, con regolarità, nel corso di tutto il mandato.
  2. b) le informazioni in merito agli obblighi d’integrità degli agenti pubblici siano facilmente accessibili. Ciò in particolar modo attraverso una agile divulgazione a mezzo internet (es: mediante siti che fanno capo alle autorità pubbliche, ecc).

Da ultimo, per quanto concerne la scelta dei soggetti che forniranno consigli confidenziali il GRECO ritiene non sia appropriato attribuire dette funzioni al soggetto che sarà poi incaricato di far rispettare le regole di condotta e d’integrità e di verificare le dichiarazioni relative ai patrimoni dei dichiaranti. Pertanto, il GRECO, in relazione a detti aspetti, raccomanda di dissociare le funzioni di consigliere confidenziale e di esecuzione nei confronti del commissario che si occupa della corretta e piena applicazione delle norme in tema di integrità. Dunque, sarà opportuno che altre persone fisiche siano investite dei predetti compiti.

 

Roberto Scavizzi

Foto © Consiglio d’Europa

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