L’arte al di fuori dei Musei

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È stata posta sulla facciata di uno dei Palazzi storici di Roma la “Madonna dell’Accoglienza”, opera del maestro Domenico Paladino. Riprende in forma d’arte un’antica tradizione popolare

11 maggio 2018 | di | Arte - Religione

La posa della “Madonna dell’Accoglienza” sulla facciata di Palazzo Sforza Cesarini, opera del maestro Domenico Paladino, sul limitare di Piazza Sforza Cesarini e Corso Vittorio Emanuele, offre al viandante, al pellegrino del terzo millennio anche uno spazio di raccoglimento nella piazza Sforza Cesarini, al di fuori del traffico intenso di macchine e autobus.

È stata posta su uno dei Palazzi storici di Roma sede della Cancelleria Apostolica, poi trasferita nel 1517 dal cardinale Giulio de’ Medici nel grande Palazzo Riario a San Lorenzo in Damaso.

Sembra che la Madonna “nera” volga lo sguardo verso la Chiesa Nuova a poca distanza, verso quella Chiesa fortemente voluta da San Filippo Neri, un sacerdote figlio della Controriforma. Si avverte sempre di più oggi l’esigenza di preti come Filippo per una chiesa per e dei poveri così fortemente improntata dalla predicazione e dall’esempio di Papa Francesco.

Ecco, riproporre oggi quell’arte religiosa e popolare che dal Medioevo sino al Novecento ha caratterizzato le vie e le piazze di Roma è anche questo: riprendere quel filo interrotto riproponendo le edicole votive come alimento della fede.

Un atto di coraggio è stata definita questa iniziativa della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus, impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e religioso, che ha in programma il recupero di 50 edicole votive presenti nella Capitale in modo da avviarne successivamente il restauro.

Alla presentazione dell’evento hanno partecipato Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Francesco Prosperetti, soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, il maestro Domenico Paladino, la marchesa Giovanna Sacchetti e Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, rispettivamente presidente e consigliere della Fondazione, Padre Franco Incampo, rettore della Chiesa di S. Lucia del Gonfalone e Francesco Sforza Cesarini, rappresentante della famiglia Sforza Cesarini.

«È per me un onore poter donare alla Città di Roma un’opera così importante dal punto di vista sociale e culturale qual è “La Madonna dell’Accoglienza” del maestro Paladino. La scelta di Palazzo Sforza Cesarini poi non è casuale e anzi è carica di significato: l’edificio infatti ha rappresentato per la Famiglia Sacchetti la prima dimora quando nel 1573 giunse a Roma da Firenze – ha dichiarato Giovanna Sacchetti, presidente della Fondazione -. Dopo la donazione del ritratto del Cardinale Giulio Sacchetti realizzato da Pietro da Cortona alla Galleria Borghese, la Fondazione ha contribuito ulteriormente allo sviluppo della Città di Roma, una città che rappresenta il più fulgido esempio di una storia culturale senza eguali e che quindi merita di essere valorizzata il più possibile, soprattutto dagli enti privati. Questa donazione riporterà in città un’antica tradizione popolare venuta ad interrompersi nel corso degli anni e che oggi è stata ufficialmente riproposta ai cittadini che l’hanno sempre avuta a cuore».

L’occasione è importante per Ilaria Borletti Buitoni perché «in questa epoca divisiva che stiamo vivendo soprattutto sul tema dei migranti, questa Madonna nera è un messaggio per la Città Eterna. Roma vive un momento difficile, ripartire dal recupero di un pezzo della sua identità è un modo per far ripartire il rapporto tra il cittadino e la città».

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

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