“Malaysian night” all’Isola del Cinema di Roma

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Conclusa la 2a edizione della celebrazione della musica e del cinema della Malesia, Paese di incontro tra diverse culture e stessi valori, danze tradizionali e contemporanee

27 Luglio 2019 | di | Cinema - Costume - Eventi

Sabato 20 luglio, nel contesto del 25° edizione del festival “Isola del Cinema” presso l’Isola Tiberina a Roma, si è svolta una serata che è riuscita a portare il pubblico romano verso la ricchezza culturale della Malesia, un Paese in corsa verso la piena affermazione nella scena globale dei Paesi asiatici e che è accomunato all’Europa nella sfida alla gerontocrazia, per evitare che siano ancora gli anziani a progettare il futuro che non saranno loro a vivere.

Il nuovo logo di Malaysia Tourism Board

Sostenuta dall’Ambasciata della Malesia in Italia, ideata e organizzata dall’Associazione Culture del Mondo e sponsorizzata da MTACYS, la seconda edizione di “Malaysian Night” è stata presentata dal ministero del Turismo, Arte, Cultura, Giovani e Sport del Sarawak e da Tourism Malaysia, con il coordinamento di Vincenza Andreini, Marketing e PR Rapresentative Italy. Al concerto di Mathew Ngau Jau, un artista malese tra i pochi al mondo che sa suonare il Sapeh, tradizionale strumento a corda della regione del Borneo, accompagnato dalla danza tradizionale di Salomon Gau, ha fatto seguito la proiezione del film drammatico Aqerat, vincitore del festival del cinema asiatico a Bologna, del regista Edmund Yeo e del film thriller Fly By Night di Zahir Omar, entrambi in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese.

Da sin. Salomon Gau, Vincenza Andreini, S.E. Dato’ Abdul Malik Melvin Castelino, Ngau Jau

Ospite d’eccezione della serata è stato l’ambasciatore della Malesia a Roma, Dato’ Abdul Malik Melvin Castelino, grande ed entusiasta sostenitore di questa iniziativa d’estate realizzata con l’esibizione magistrale dell’artista Ngau Jau, musicista, cantante, costruttore di strumenti, artista visivo “National Living Heritage” della Malesia, è considerato dal governo malese come un patrimonio nazionale vivente ed è uno dei pochi musicisti di Sapeh professionisti del Borneo ad essere riconosciuto come autorità indiscussa dello strumento. Appartiene alla tribù dei Kenyah Ngorek di Long Semiang a Ulu Baram, Sarawak (Borneo della Malesia). È anche il custode dei Keniah Ngorek Songs. Ogni volta che ritorna alla sua città natale, Mathew si unisce agli anziani e agli altri musicisti portando il loro Sapeh a quattro corde per cantare le storie che i loro padri, nonni e antenati hanno raccontato loro per generazioni. È anche considerato come uno dei guardiani culturali del Kenyah, un popolo del Borneo centro-orientale le cui pratiche musicali stanno diventando sempre più rare. Egli si impegna per dare allo strumento e alle tradizioni del Kenyah una nuova prospettiva di vita, preservando le sue fondamenta tradizionali e dandogli tuttavia la possibilità di prosperare al di fuori della foresta pluviale. Interessanti anche le sue creazioni pittoriche di motivi tradizionali dei Kenyah/Orang Ulu, il “Tree of Life”. Il supporto usato è una tela costruita a partire dalla corteccia d’albero, materiale tradizionale.

L’esibizione musicale

L’altro protagonista dello spettacolo è stato Salomon Gau, un celebre ballerino e musicista tradizionale proveniente dalla tribù del Kenyah del Sarawak, Borneo, Malesia. Salomon iniziò a eseguire la danza tradizionale di Ngajat quando aveva cinque anni. Nel 2001, egli notò che la crescente popolarità della musica, delle canzoni e della danza contemporanea di Sapeh stava gradualmente abbandonando la musica e la danza tradizionali e così decise di incanalare nel corso della salvaguardia la musica e gli strumenti tradizionali. Ha imparato da Lian Seling e Michael Arang Jalong, due veterani e creatori del tradizionale Sapeh, lo strumento tradizionale simile a liuto formato da un singolo tronco di legno, e il Jatung Utang, un tradizionale xilofono in legno. Tra i suoi successi internazionali ed europeo c’è il campionato del Borneo Sapeh Festival con il suo insegnante, Michael Arang Jalong nel 2008; la tournée in Svizzera, Francia e Norvegia con Jerry Kamit nel 2013 e la tournée in Germania con Mathew Ngau Jau, oltre al Living National Heritage della Malesia nel 2014.

Dopo l’esibizione coreutica la sequenza dei due film ha completato la serata evento. La prima pellicola, We, the Dead, titolo originale Aqerat di Edmund Yeo, premiato all’Asian Film Festival nel 2018 è la magnetica storia drammatica che racconta di Hui Ling, una donna che vive al confine tra la Malesia e la Thailandia, e lavora in un ristorante per guadagnare abbastanza denaro per andare a Taiwan, ma si ritrova coinvolta in un racket che traffica in esseri umani, che si occupa principalmente di Rohingya in fuga dal Myanmar per la Malesia, al fine di evitare la persecuzione. Sconvolta dalle tattiche estremamente violente del racket, vive drammaticamente il fallimento dei suoi sforzi, ma l’incontro con Wei, un giovane che lavora in un ospedale e che frequentemente si occupa di pazienti Rohingya, le fanno capire la verità sulla sua vita attuale.

L’altra pellicola presentata è Fly By Night di Zahir Omar è un thriller dalle tinte noir, ambientato a Kuala Lumpur, segue le vicende di Tai Lo, personaggio che, sotto la copertura del suo servizio di taxi, gestisce una banda che si occupa di estorsioni ad alto livello. A lui si uniscono Ah Soon, Gwai Lo e suo fratello minore Sailo, nel tentativo di estorcere un onorevole.

       Mr Libra Haniff , direttore di Tourism Malaysia di Parigi

Il direttore di Tourism Malaysia di Parigi, Libra Haniff, che è anche responsabile del mercato italiano, si dice molto soddisfatto di questa iniziativa «promuovere il turismo del nostro Paese significa anche condividere la sua ricchezza culturale: oltre spiagge incontaminate, acque cristalline, foreste lussureggianti, città futuristiche, ottimo cibo, abbiamo anche un’incredibile diversità culturale, grazie ai vari gruppi etnici che compongono la popolazione malese. E lo spirito della notte malese del 20 luglio è stato proprio questo: portare un po’ di cultura, attraverso il racconto delle tradizioni tramite la musica del Sapeh, lo straordinario strumento che appartiene alla famiglia dei liuti».

La Malesia è diversificata come la sua cultura, un melting pot di razze e religioni, vivace e animato, dove malesi, indiani, cinesi e molte altre etnie convivono in pace e armonia. Il multiculturalismo non ha solamente fatto della Malesia un paradiso gastronomico, ma l’ha resa anche la sede di molte feste colorite. La popolazione multietnica celebra una varietà di festival, vivaci e allegri durante tutto l’anno. Oltre ai Festival della comunità musulmana, cinese, indiana, altre celebrazioni come il Natale e le feste etniche tradizionali costituiscono eventi evento importanti che costituiscono grande attrattiva per il turismo internazionale.

 

Laura Testa

Foto © Laura Testa

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