Sconfiggere paure e diseguaglianze attraverso coesione e competizione

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L’ex premier italiano Gentiloni a Symbola: «È basilare il legame che deve unire le imprese al territorio». A Treia (Mc) si è discusso del futuro dell’Italia con Realacci, Boccia e Starace

8 luglio 2018 | di | Economia

Terminato nella cittadina marchigiana di Treia, presso il Teatro Comunale, il seminario estivo della fondazione Symbola “Coesione è competizione, sfidare paure solitudine e diseguaglianze per costruire il futuro” che ha visto nei giorni di venerdì 6 e sabato 7 luglio avvicendati politici, economisti e rappresentanti di aziende piccole e grandi. Tra i relatori, solo per citarne alcuni: Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche; Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata; Gianluca Pesarini, presidente Confindustria Macerata; Nando Pagnoncelli di Ipsos; il sociologo Domenico De Masi; Paolo Gentiloni, già presidente del Consiglio; Padre Enzo Fortunato, direttore del Sacro Convento di Assisi.

Presiedeva Ermete Realacci presidente della Fondazione Symbola mentre le riflessioni introduttive sono state affidate a Fabio Renzi segretario generale della Fondazione. Dalle relazioni è emerso che per affrontare la crisi e combattere le paure la formula vincente di migliaia di aziende è stata la connessione, che è divenuta competitività, la creatività, le nuove tecnologie, l’economia circolare, la coesione sociale, i legami con il territorio, ma primariamente la valorizzazione del capitale umano. Tutti sono d’accordo che l’Italia deve ripartire attraverso il welfare aziendale, la cura dei lavoratori e delle loro famiglie, il dialogo con i cittadini Comuni e associazioni, ribadito anche da Gentiloni nel suo intervento.

Al centro della riflessione sono le imprese che fanno rete, le quali nell’ultimo anno hanno sviluppato un aumento del fatturato pari al 53% rispetto alle altre che si sono fermate al 36 per cento. Secondo la ricerca presentata per l’occasione da Symbola e Unioncamere tra le tante aziende marchigiane sono indicate la Guzzini Illuminazione e Simonelli Group. Il 50% delle imprese coesive ha dichiarato assunzioni in questo periodo e un significativo aumento dell’export contro il 28 per cento delle imprese non coesive. Prendendo in esame altre regioni il rapporto cita la calabrese Callipo, la dolciaria Ferrero, le Cartiere Pirinoli, l’UmbraGroup di Foligno, l’Enel, l’IMA, Ferragamo, segue un lungo elenco con esempi di realtà non manifatturiere che saldano però relazioni virtuose con il mondo produttivo.

La maggiore concentrazione delle imprese coesive è in Lombardia, seguita dal Veneto, dall’Emilia Romagna, dal Piemonte e dalla Toscana. Nel suo intervento Giuseppe Tripoli segretario generale di Unioncamere ha dichiarato: «La capacità di unire benessere economico e benessere sociale è ormai un tratto tipico dello sviluppo italiano». Più volte i relatori hanno citato Adriano Olivetti l’illuminato imprenditore che per primo comprese l’importanza della coesione tra realtà aziendale e realtà sociale dei dipendenti lavoratori. Nando Pagnoncelli di Ipsos ha presentato a Treia il suo rapporto “Geografia del Made in Italy”, studio della fondazione Symbola in collaborazione con Unioncamere dal quale emerge che oggi gli italiani vedono una flebile luce in fondo al tunnel, ma le loro preoccupazioni non calano e restano stabili.

Nel suo intervento conclusivo il presidente di Symbola Ermete Realacci, ha ribadito che «una buona economia aiuta a superare e ad affrontare la paura, le solitudini e le diseguaglianze per costruire il futuro del nostro Paese. Quando l’Italia scommette sui suoi talenti e sulle comunità, quando investe in qualità, nella innovazione e nella bellezza, allora questo ambito è spesso determinante perché il Bel Paese si ritaglia un ruolo di tutto rispetto nel mondo».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Symbola

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