Estonia in Italia, tante le iniziative in continua crescita

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Il Centro Studi sul Baltico ha organizzato diversi eventi per promuovere la cultura degli Stati dell’area e la cooperazione economica con l’Italia

12 aprile 2017 | di | Eventi

A partire dall’allargamento europeo del 2004 l’area del Baltico è stata frequentemente oggetto della attenzione delle istituzioni europee, anche per la complessità legata ai confini esterni dell’Ue. I tre Paesi della regione (Estonia, Lituania, Lettonia) continuano a dimostrarsi economicamente molto dinamici: il 5 aprile il ministro delle Finanze dell’Estonia, Sven Sester, ha ufficializzato una crescita che per Tallinn è prevista del 2,4% per l’anno ancora in corso e del 3,1% il prossimo. Il 14 marzo il Centro Studi sull’Estonia e il Baltico ha promosso all’Università “La Sapienza” di Roma un incontro, al quale – in attesa delle celebrazioni per i sessanta anni dei Trattati di Roma – ha partecipato il ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevičius, che ha sottolineato le opportunità offerte dall’integrazione europea e le molte prospettive di collaborazione commerciale con l’Italia.

Il tema della giornata, organizzata dal menzionato centro studi assieme all’Ambasciata di Lituania in Italia, è stato “I Paesi Baltici e l’Unione europea” (“Partnership in times of crisis: responding to the challeges from South and East“). Precedentemente, il 3 marzo, l’Ambasciata d’Estonia in Italia aveva inaugurato l’esposizione “Visioni dal Nord. Pittura Estone dalla collezione Enn Kunila” a Firenze – presso il Museo Novecento in Piazza di Santa Maria Novella – con un concerto di musica classica di Ain Anger (basso), Mihkel Poll (piano) e Mari Poll (violino).

Il 4 marzo si erano svolte anche le visite guidate dal curatore dell’esposizione Eero Epner, mentre il critico letterario Arnaldo Colasanti e il semiologo dell’Università di Tallinn, Daniele Monticelli, avevano tenuto una conferenza sulla cultura estone nel Novecento e sulle relazioni del Paese Baltico con l’Italia. Le opere potranno essere visitate fino al 21 maggio. La cultura popolare ha sempre avuto un ruolo importante nello sviluppo dell’identità estone, fin dalla seconda metà del Diciannovesimo secolo questo aspetto è stato accentuato, fino agli eventi che tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, meno di tre decenni fa, hanno portato decine di migliaia di persone in ogni parte del Paese a riunirsi per segnalare il recupero dell’autonomia del piccolo Stato.

Rimane centrale anche l’appartenenza della tradizione musicale all’insieme del costume nazionale, riconoscibile in manifestazioni folcloristiche, come le giornate festive presso l’isola di Western Hiiumaa oppure nell’artigianato dell’isola di Muhu. L’Estonia comprende una estrema varietà naturalistica e geografica, nonostante un territorio di soli 45.227 chilometri quadrati, ad esempio ci sono ben 1.521 isole: l’articolazione regionale determina tante differenze nelle tradizioni locali.

L’innovazione però ha superato rapidamente varie tappe: l’Estonia è leader nella digitalizzazione delle attività istituzionali ed imprenditoriali, ha anche raggiunto un accordo per la ottimizzazione dell’e-government insieme con la Finlandia, a sua volta ai primi posti per il progresso tecnologico in questo settore, uno sviluppo che permette di operare senza confini, incoraggiando ancora di più anche l’iniziativa delle start-up estoni, come Fits.me, Plumbr, Weekdone, Marineexplore, Cloutex.

 

Aldo Ciummo

Foto Centro Studi sull’Estonia e il Baltico, Ambasciata d’Estonia in Italia

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