XVII Festival Pergolesi/Spontini di Jesi in compagnia di Andrea Camilleri

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Tema dell’edizione 2017 il falso d’autore, fra travestimenti, contaminazioni e biografie immaginarie un’ampia offerta di concerti ed eventi culturali

20 luglio 2017 | di | Cultura - Musica

Sfugge una connotazione fisica ben precisa l’immagine di Giovanni Battista Pergolesi, un po’ come quella di Mozart, frastagliata e riflessa in innumerevoli sembianze, tutte più o meno inverosimili, laddove l’unica attendibile appare quella tramadata dalla caricatura che ne fece Pier Leone Ghezzi. Un’anima sublime prigioniera di orrende fattezze, verrebbe da dire, la cui vicenda biografica subisce di volta in volta le idealizzazioni del romanticismo più audace. Certo la malattia, legata a pesanti tare ereditarie, segna il suo percorso terreno. La morte prematura, seguita ad anni di febbrile attività, consegna il genio all’imperitura dimensione del mito.

Da questo punto di partenza il direttore artistico Vincenzo De Vivo costruisce un percorso articolato e stimolante per la diciassettesima edizione del Festival Pergolesi/Spontini. Uma manifestazione preziosa che, dopo i primi anni ricchi e gloriosi, abbiamo addirittura temuto di perdere in seguito alle difficoltà che hanno investito il nostro Paese. Neppure la crisi economica e i tagli dei fondi hanno fermato un progetto che ha attecchito con radici profonde nel territorio, registrando un successo di pubblico sempre crescente. Fondamentale poi l’attività di studio e di revisione critica delle partiture, l’incessante lavorio attorno a due figure fondamentali, ancora non del tutto emerse dagli abissi del passato.

Il tema del falso domina il programma, che si svolgerà dal primo al 17 settembre prossimi. False attribuzioni, travestimenti, parodie e biografie immaginarie promettono di confondere persino le certezze degli spettatori più smaliziati,  stravolgendo ogni punto di riferimento. Trenta gli appuntamenti in cartellone, sparsi in un territorio vasto, da Jesi a Maiolati, da Ancona a Loreto, ricchissimo di arte e cultura, che ancora attende una piena riscoperta turistica.

Il programma si sviluppa attraverso tre direttive principali: Biografie immaginarie di uomini illustri, Travestimenti di musiche e testi dalle più disparate provenienze, Falsi da leggere, testi di falsari più o meno noti, che hanno trovato eco nelle note di importanti musicisti. Un labirinto di significati all’interno del quale ripensare le categorie estetiche tradizionali.

Fra i numerosi appuntamenti segnaliamo quello con l’opera Il colore del sole  (8 settembre), che il compositore Lucio Gregoretti costruisce su un testo di Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano finge il ritrovamento di un diario, al quale nientemeno che Caravaggio avrebbe consegnato le proprie ossessioni. Un manoscritto straordinario, la cui conoscenza è destinata a rimanere mutila, in quanto allo scrittore viene concesso un solo giorno per copiarne quante più pagine possibili. Al mistero del ritrovamento si unisce dunque l’impossibilità di conoscere il testo nella sua interezza. Il passato, come di consueto, è destinato a rimanere avvolto nell’ombra. Camilleri ci mostra un Caravaggio fotofobico, la cui fissazione per le tonalità scure deriva da un difetto fisico che lo costringe appunto a vedere il sole nero, preda di una eclissi perenne. Interessante sarà comprendere come il musicista sia riuscito a interpretare l’ironia graffiante dello scrittore.

Troppi gli appuntamenti per essere riassunti in questa sede. Necessario è però citare la recente apertura del Museo Federico II Stupor Mundi, un valore aggiunto alla già ampia offerta culturale della regione. Un progetto nato grazie alla tenacia dell’imprenditore Gennaro Pieralisi, che intende ripercorrere la vita dell’Imperatore, raccontandone le imprese politiche e culturali. Il museo sorge nella stessa piazza dove, il 26 dicembre 1194, Costanza d’Altavilla diede i natali a Federico II Hohenstaufen, grande condottiero, fine intellettuale e studioso il quale seppe esercitare il proprio potere senza trascurare le arti e le scienze. Un percorso museale articolato in sedici sale tematiche disposte su tre piani, ricco delle più moderne tecnologie, in grado di offrire al visitatore un’esperienza immersiva e multisensoriale.

Infine si vuole sottolineare come, a corredo del Festival, numerosi siano gli appuntamenti culturali proposti. Citiamo fra gli altri la mostra fotografica di Lucas Dragone Documenting Performing Arts e la presentazione del libro I racconti dell’isola di Giuseppe Sinopoli, a cura di Quirino Principe e di Giovanni Sinopoli (8 settembre ore 18.00). In programma, inoltre, incontri di approfondimento sulle tematiche del Festival, visite culturali ai luoghi d’arte, degustazioni e cene a tema.

Riccardo Cenci

 

 

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