Xylella: dalla prossima settimana dovranno essere applicate misure Ue

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Intanto in Liguria spunta un caso sospetto. L’ulivo in questione, messo subito in quarantena, sembra provenga da un vivaio toscano

Dalla prossima settimana dovranno entrare in vigore le nuove misure contro il batterio della Xylella fastidiosa approvate dal comitato per la salute delle piante. Così si è espressa la Commissione Ue, che starebbe aspettando di mettere a punto gli ultimi dettagli, prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Si aggiunge dunque un nuovo pezzo nel complicato puzzle che, ormai da mesi, si va costruendo intorno alla questione Xylella.  Intanto, pochi giorni fa, è stata infatti diffusa la notizia relativa ad un nuovo caso di Xylella in Liguria. È stato il commissario Vytenis Andriukaitis a confermare il «ricevimento della notifica da parte delle autorità italiane di un caso isolato e senza sintomi di un ulivo potenzialmente infetto da Xylella in un garden center in Liguria». La pianta in questione, pur trovandosi in provincia di Savona, proverrebbe da un vivaio toscano e i test effettuati sulle piante circostanti avrebbero dato tutti esito negativo.

Vytenis AndriukaitisIn corrispondenza della notifica del nuovo caso, alla fine di aprile, la Commissione ha reso note le misure per prevenire la diffusione del batterio all’interno dell’Unione. La decisione in merito è arrivata dopo un’attenta analisi svolta dal Paff (Comitato  permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi) che, dopo essersi riunito, ha stabilito di imporre agli Stati membri l’immediata notifica di eventuali nuovi focolai. Inoltre, il Comitato ha disposto che i Paesi dell’Ue effettuino adeguati monitoraggi e che, nel caso in cui vengano individuate zone infette, queste siano immediatamente delimitate.

Relativamente alla Puglia, poi, il Paff ha stabilito l’applicazione di severe misure di eradicazione che interesseranno una zona fra Lecce e Brindisi. Qui, oltre agli ulivi malati, dovranno essere distrutte tutte le piante nel raggio di 100 metri, anche se sane. Misure che, comunque, appaiono meno rigide di quelle proposte solo qualche settimana prima e, soprattutto, di quanto caldeggiato da molti Paesi mediterranei (fra i quali spiccano Spagna, Francia, Grecia e Portogallo) che auspicavano un blocco durissimo dell’import, non soltanto di ulivi ma anche di molte altre specie vegetali provenienti dalla regione Puglia.

Ora, anche se l’Unione si è pronunciata in modo piuttosto chiaro, stabilendo precise misure da seguire, la questione Xylella sembra tutt’altro che chiusa. Il problema è infatti assai complesso, perché coinvolge non soltanto una pianta dalla quale deriva un mercato che ha notevole impatto economico all’interno della regione Puglia, ma anche un insieme di aspetti relativi alla cultura e alla tradizione di quelle terre con i quali è impossibili non fare i conti.

A testimoniare la complessità della questione è arrivata, qualche giorno fa, la decisione del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso presentato da 26 cooperative e aziende vivaistiche pugliesi contro il piano di intervento previsto dal commissario delegato Giuseppe Silletti per fronteggiare il rischio di diffusione del batterio Xylella. La causa verrà trattata dal Tar il prossimo 16 dicembre. Nel frattempo Bruxelles ci tiene a sottolineare che tutti gli Stati membri sono tenuti ad allinearsi alle misure stabilite dall’Ue e, anche se ogni singolo Paese dovrà provvedere alla loro applicazione, da parte sua la Commissione provvederà ad effettuare regolari ispezioni.

Valentina Ferraro

Foto © 2015 European Commission

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