La settima edizione di Dermart: quando gli inestetismi della pelle diventano arte

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La settima edizione di Dermart

Svelata la mappatura delle principali malattie dermatologiche nell’Ue. Melanoma: in Italia 4000 morti, in Europa diagnosticati ogni anno circa 63 mila

Quante volte guardando imperfezioni, inestetismi o patologie della pelle abbiamo pensato a un’opera d’arte? Per Chantelle Winnie, modella testimonial di un famoso marchio di abbigliamento, la vitiligine è stato un  segno distintivo, una particolarità che l’ha resa riconoscibile, aprendo questa strada al grande pubblico. Forse è meno noto, ma Dermart ha questo approccio da tempo. Giunto alla settima edizione, il convegno combina professionisti del mondo sanitario, come medici, infermieri, biologi, psicologi, con artisti, pittori, storici dell’arte, cercando di trovare un linguaggio comune che dia nuovi significati a questa tipologia di “difetti”, che a questo punto non sono più tali. All’ex Cartiera del Parco Appia Antica, in via Appia Antica a Roma, il focus 2015 è stato sull’adolescenza, fase critica per i giovani che sulla creazione della propria immagine investono molto.

La settima edizione di Dermart«Dermart promuove una chiave di lettura della cute normale e patologica attraverso il confronto con le opere di arte visuale», spiega Massimo Papi, dermatologo e ideatore di Dermart, «con le quali la pelle condivide gli elementi compositivi di base, costituiti da linee, forme e colori». Tutte queste componenti «rendono la pelle una tela pittorica in continuo rimaneggiamento, nuovi colori si stratificano, elementi di forma si modificano nel tempo», il compito dei dermatologi è «interpretare i dettagli dei cambiamenti della pelle come i critici d’arte fanno sulle tele, curare i cambiamenti patologici e aiutare a prevenire quelli legati al tempo e alle cattive abitudini». Si può addirittura vedere un parallelo fra «lesioni cutanee del volto e i colori brillanti della pop art», prosegue Papi.

Dopo il successo dell’iconodiagnostica – la disciplina che applica diagnosi mediche allo studio delle opere d’arte – nell’appuntamento del 2014, si è «giocato a interpretare i particolari di ritratti famosi di giovani, ipotizzando poi potenziali diagnosi e storie cliniche». Importante anche il confronto con neuroscienziati e psicologi «per capire le ansie che viviamo in questo periodo dell’esistenza», l’adolescenza appunto, «le possibili conseguenze sulla cute e il ruolo dell’arte per interpretare e attenuare i disturbi cutanei». Non solo arte, anche nella musica si possono trovare riferimenti, nella sessione “La pelle nella musica leggera”, con la collaborazione di Enrico Ciacci, fratello di Little Tony, si sono censiti i brani più famosi «nelle quali la cute è in qualche modo protagonista».

La settima edizione di Dermart«Un convegno fuori dagli schemi», tira le somme Papi, «nel quale abbiamo voluto sottolineare la possibilità di farci aiutare dall’arte per interpretare disturbi e malattie cutanee, allenarci a riconoscere con abilità e oggettività gli elementi identificativi di entrambe e sposando il concetto della medicina narrativa». Perché in medicina «non esiste nulla di più utile della pelle per leggere i vissuti, le ansie, le emozioni e le patologie interne. Saper decifrare i segni con i quali tutto ciò si esprime sulla nostra superficie cutanea ha bisogno di allenamento costante e l’arte ci può aiutare e condurre come un personal trainer».

«È uno dei convegni più divertenti dove abbia mai partecipato», commenta Ludovica Lumer, neurobiologa dell’University College di Londra, «c’è stimolazione a 360 gradi». Tra i relatori della rassegna, la Lumer si è occupata di body art, «sulla pelle tracciamo il nostro identikit, la nostra identità sociale», tatuaggi e piercing ad esempio possono essere «la presa di coscienza del cambiamento, la modificazione del nostro destino», in controtendenza con le continue evoluzioni del corpo è «lasciare un segno che non si trasformi». Da scienziata la Lumer ha «sempre usato l’arte per insegnare la complessità del cervello», ora anche per «approcciare bambini affetti da disturbi emotivi e comportamentali soprattutto per l’autismo».

IMG_0552Già dall’antichità «la pelle veniva risaltata nei dipinti», osserva Gabriella Di Garlo, artista, «è importante darle luminosità, altrimenti il dipinto non ha colore, è piatto». La sua specialità è la decorazione della porcellana, anche in quest’occasione la Di Garlo è stata invitata a portare opere inerenti alla pelle e ritratti, «sono anni che dipingo», i soggetti preferiti «opere sacre, religiose, madonne, icone».

«È un evento che significa molto per la cultura e la medicina», chiude Isabella Mezza, giornalista e moderatrice della kermesse, «ha saputo unire due aspetti, l’arte e la scienza, come due strumenti, due linguaggi della stessa realtà. Nella semiotica il segno è comunicazione, comunque e dovunque avvenga: su te stesso o sulla tela. Le emozioni segnano anche sulla pelle».

Tra le principali malattie dermatologiche troviamo il melanoma, tumore della pelle particolarmente diffuso tra i soggetti di età compresa fra i 30 e i 60 anni, con 10-30 casi ogni 100 mila abitanti e una mortalità che non  supera il 20%. In Italia si contano circa 4000 morti, in Europa ogni anno se ne diagnosticano circa 63 mila, il 2% di tutti i tumori, e l’incidenza è maggiore nelle donne rispetto agli uomini. La psoriasi colpisce invece il 2,8% dei cittadini europei e il 15-20% di loro può sviluppare anche una forma più grave che richiede il ricovero ospedaliero. Il 75% dei pazienti vi si ammala prima dei 40 anni.

Caratteristica dell’infanzia è la dermatite atopica, che in Europa colpisce il 7% dei bambini, il 65% di questi entro il primo anno di vita e il 90% non oltre i cinque anni. L’acne rappresenta il 4-8% di tutte le malattie della pelle, in Europa colpisce il 30-40% degli adolescenti, con picchi dell’89% tra i 15 e i 17 anni. Tre milioni i casi di micosi, soprattutto nel sud del continente, dove sono più diffusi agricoltura e allevamento. L’emergenza è però per le persone già malate di tumore, aids, o reduci da interventi chirurgici seri e affette dunque da immunodeficienze. L’orticaria è legata a fattori psicosomatici e interessa non più del 2% di europei nel corso della loro vita, specialmente donne fra i 35 e i 44 anni, acuendosi nel periodo estivo.

Sebbene Dermart nasca in Italia, Papi punta alla promozione in Europa e negli Stati Uniti nel 2016. Nonostante la partecipazione al Congresso europeo di Dermatologia (EADV) con una breve presentazione del progetto, finora nessun ospite di respiro europeo è stato invitato, «il congresso ha costi elevati e non è puramente commerciale, come altri in dermatologia». Ma anche questa frontiera sta per crollare.

Raisa Ambros

Foto © Massimo Papi; Agr Press di Maurizio Riccardi; 

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