Quote latte: l’Unione europea sanziona l’Italia per 30,5 milioni di euro

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La multa si riferisce al biennio 2014/2015, l’ultimo del regime conclusosi nel marzo di quest’anno. Alla Germania la sanzione più alta: 309 milioni di euro

Ammonta ad oltre 30 milioni di euro la multa che l’Italia dovrà pagare all’Ue per aver sforato il quantitativo stabilito dal regime delle quote latte durante il biennio 2014/2015. La Commissione europea ha infatti rilevato un’eccedenza per 109.721 tonnellate: da qui la sanzione. In teoria l’Italia dovrebbe saldare entro il 30 novembre, è stato tuttavia stabilito che, anche considerando il particolare periodo di crisi che sta attraversando il settore, gli allevatori potranno rimborsare le autorità nazionali nell’arco di tre anni. La dilazione del pagamento non comporterà inoltre alcun tasso di interesse aggiunto alla cifra stabilita.

Il regime delle quote latte, in vigore dal 1984, si è concluso nel marzo di quest’anno e, se si esclude appunto il biennio 2014/2015, finora l’Italia non aveva mai ecceduto nella produzione del latte. Naturalmente non si tratta dell’unico Paese che è incappato in una sanzione a causa dello sforamento delle quote: sono infatti ben undici gli Stati membri interessati, per un totale di 818 milioni di euro di multe. Alla Germania è toccata la sanzione più alta con 309 milioni di euro, a seguire la Polonia (161,5 milioni), e l’Olanda (135,2 milioni).

La somma delle sanzioni incassate dall’Unione europea per le quote latte tornerà in gran parte allo stesso settore lattiero-caseario, al quale l’Ue ha destinato uno specifico pacchetto di aiuti volto a sollevarlo dalla profonda crisi in cui versa attualmente. Il prezzo del latte è infatti ai minimi storici (34 centesimi al litro) e gli allevatori sembrano ancora impreparati a gestire il libero mercato, ora che il regime delle quote si è concluso.

Nel corso degli anni il regime delle quote latte ha sollevato proteste e critiche di ogni genere: le scene degli allevatori in piazza con i trattori sono ancora ben vivide nella memoria di ognuno. Dal marzo di quest’anno, con la fine delle quote, si è aperto un nuovo capitolo, che richiede tuttavia notevole impegno da parte degli allevatori e dell’intero settore che deve ora scommettere soprattutto sull’export e concentrarsi sui costi di produzione per tornare ad essere competitivi sul mercato.

 

Valentina Ferraro
Foto © European Union 2015 EP

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