Brexit, Letta: «Dal risultato l’Ue deve trarre la forza per cambiare strada»

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Draghi: «Siamo pronti ad affrontare tutte le possibili urgenze». Intanto anche le istituzioni europee si preparano ai possibili scenari “post-referendum”

Referendum britannico come opportunità per l’Unione europea? Può sembrare un pensiero azzardato, ma c’è qualcuno, in Europa, che è di questa opinione. Stiamo parlando di Enrico Letta che in questi giorni in cui tutta l’attenzione è puntata sulla fatidica data del 23 giugno, ha invitato a cambiare prospettiva sull’argomento e provare a vedere questo referendum come un’occasione per l’Ue per ritrovarsi più forte e unita. «Capisco – ha spiegato Letta – che c’è un rischio enorme in caso di Brexit, ma se vincerà il “Remain” tutta l’Ue riceverà una grande iniezione positiva in grado di spingere le sue leadership a favore di una maggiore integrazione. Soprattutto i Paesi della zona euro saranno chiamati a tornare a correre e a offrire soluzioni concrete ai propri cittadini. Dobbiamo renderci conto – ha continuato l’ex premier – che solo soluzioni globali possono risolvere problemi altrettanto globali. Pensiamo alle due gravi crisi, quella economica e quella migratoria, che non potrebbero trovare alcuna risposta positiva con politiche nazionali».

Questo perché all’interno dell’Ue le problematiche sono molte e complesse e di sicuro non si può continuare a ignorarle: «L’Europa così com’è non va bene – ha dichiarato Letta senza mezzi termini – È in grandissima crisi, è balbettante, e proprio dal risultato del referendum deve trarre nuova forza per cambiare strada».

A spingere verso il “Remain” concorre, secondo Letta, anche il tragico episodio dell’uccisione di Jo Cox che in questi giorni ha scosso il Regno Unito riportando il dibattito sulla Brexit da un piano puramente razionale a un piano emotivo. «Se vince il “Remain”, come spero – ha osservato – sarà grazie a un’eroina di nome Jo Cox che ha modificato, con la sua drammatica morte, il corso delle emozioni. La morte di questa meravigliosa parlamentare che tutto il mondo ha imparato a conoscere – ha aggiunto – ha cambiato radicalmente il quadro».

Ora, con il referendum alle porte, l’Ue sta cercando di farsi trovare pronta, qualunque sia il risultato. In queste ore sono arrivate anche le dichiarazioni di Mario Draghi a rassicurare al riguardo: «È difficile – ha spiegato il Presidente della Bce – prevedere le varie dimensioni con cui il voto britannico impatterà sul mercato e sull’economia della zona euro; è difficile anche speculare su un risultato o un altro, quindi dico solo che siamo pronti ad affrontare tutte le possibili urgenze».

Da parte loro, anche le istituzioni europee si stanno preparando ai possibili scenari “post-referendum”: è stata già messa a punto una fitta agenda per la giornata successiva al 23 giugno, durante la quale bisognerà prendere atto del voto espresso dai britannici e regolarsi di conseguenza. Sarà infatti necessario rassicurare non soltanto i mercati ma anche tutti i cittadini europei.

Venerdì mattina, dunque, a Bruxelles la giornata si prospetta come un susseguirsi di appuntamenti: si inizierà prestissimo con la riunione dei presidenti dei gruppi politici dell’Europarlamento. Seguirà poi un gabinetto d’emergenza al quale parteciperanno i vertici dell’Ue: il Presidente della Commissione Juncker, quello del Consiglio Ue Tusk e del Parlamento Schulz, insieme al Presidente del semestre, l’olandese Rutte.

Intanto a Lussemburgo ci sarà il primo dibattito fra i rappresentanti di tutti i Paesi membri, compresa naturalmente la Gran Bretagna. Qui i ministri degli affari esteri europei prepareranno il vertice del 28 giugno che si rivelerà decisivo per stabilire i futuri scenari derivanti dal risultato del referendum britannico.

 

Valentina Ferraro
Foto © European Union

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