Alitalia nuovamente nazionalizzata

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Rilancio della compagnia aerea da parte dello Stato che punterà fortemente sul lungo raggio, ma anche sul settore cargo. «Non c’è un ridimensionamento dell’azienda» assicura il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli

Ogni volta che Alitalia riparte (e di ripartenze ce ne sono state negli ultimi 10 anni), si rimette in moto la macchina delle illusioni. Sono anni che l’ex compagnia di bandiera passa da un’amministrazione straordinaria a nuovi soci (era Sabelli-Colaninno dal 2009 al 2014, era Etihad Airways dal 2015 a maggio 2017). Sino ad arrivare a questa nuova grande, coraggiosa impresa dello Stato che vuole Alitalia nazionalizzata, dopo mesi di manifestazioni di interesse all’acquisto che non sono andate a buon fine. E ora Stefano Panuanelli, ministro dello Sviluppo economico, rispondendo al Question Time al Senato, annuncia che il capitale iniziale della newco Alitalia «non potrà essere inferiore ai 3 miliardi di euro» e che l’intenzione del Governo «non è l’ennesimo salvataggio, ma un rilancio della compagnia di bandiera». Il ministro ha aggiunto che «il piano industriale» della newco di Alitalia «punterà fortemente sul lungo raggio, ma anche sul settore cargo, e la newco dovrà essere in grado di volare immediatamente non appena le fasce di mercato si apriranno, andando a conquistare mercati che oggi sono in sofferenza». Patuanelli ha infine sottolineato che «non c’è un ridimensionamento dell’azienda», infatti «la flotta dovrà essere pronta a reperire sul mercato nuovi aeromobili visto che questo momento può essere favorevole per gli investimenti».

Si riparte dalle prime settimane di giugno con 3 miliardi di euro per la costituzione e capitalizzazione di una nuova compagnia aerea che potrà acquistare e prendere in affitto le attività di Alitalia con 92 aerei, rispetto ai 113 dell’attuale flotta. È da sottolineare che al momento dell’amministrazione straordinaria (2 maggio 2017) la flotta era costituita da 123 aerei, di cui 98 corto/medio raggio e 25 di lungo raggio. A fine anno 2017 il numero dei passeggeri trasportati sono stati 21.765.476. Sarà un vettore ridimensionato per numero di aerei e di rotte, più orientato al traffico domestico e internazionale, con pochi voli intercontinentali. Una più accentuata presenza sugli scali nazionali con l’obiettivo di recuperare una parte del traffico preso dai vettori low cost.

             Rocco Sabelli e Roberto Colaninno

È una lunga storia che parte da lontano per arrivare al “fallimentopilotato dallo Stato che nel 2009 ha consegnato Alitalia nelle mani dei “capitani coraggiosi”, la cordata di Roberto Colaninno e soci. In questi ultimi 11 anni Alitalia ha registrato soltanto bilanci di esercizio negativi (mentre il traffico aereo in Italia e nel mondo cresceva): 327 milioni di euro di perdite nel 2009; 168 nel 2010; 69 nel 2011; 280 nel 2012; 568 nel 2013; 580 nel 2014; 199 nel 2015; 492 nel 2016; 616 nel 2017; 512 nel 2018; 600 milioni le perdite previste per il 2019. Totale perdite per 4 miliardi 411 milioni di euro!

Ai risultati negativi hanno contribuito manager in qualità di amministratori delegati che non tutti avevano esperienze nel trasporto aereo. Amministratori delegati che si sono succeduti negli anni: Rocco Sabelli dal 2009 al 23 febbraio 2012; Andrea Ragnetti da marzo 2012 al 26 febbraio 2013; Gabriele Del Torchio dall’aprile 2013 ad agosto 2014; Silvano Cassano dal 5 settembre 2014 al 18 settembre 2015; Cramer Ball (nella foto sotto a destra) 7 marzo 2016 al 2 maggio 2017.

Alle perdite ininterrotte per 11 anni, bisogna dire che lo Stato è intervenuto con due prestiti di 900 e 400 milioni di euro. «Con questa ultima iniezione di capitale, la somma spesa dallo Stato negli ultimi 40 anni per tenere in piedi l’ex compagnia di bandiera sale a oltre 9 miliardi di euro» ha sottolineato il Codacons.

In attesa della ripartenza la compagnia aerea fa sapere che “dal 2 giugno Alitalia ripristina il collegamento non-stop fra Roma e New York, i voli con la Spagna (Roma-Madrid e Roma-Barcellona) e i collegamenti diretti fra Milano e il Sud Italia. La compagnia effettuerà complessivamente il 36% di voli in più rispetto al mese di maggio, operando 30 rotte da 25 aeroporti, dei quali 15 in Italia e 10 all’estero”.

 

Enzo Di Giacomo 

Foto © Alitalia

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