La giornata mondiale dell’ambiente compie 46 anni

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Ecologia e diritti umani per contribuire a creare e mantenere un ambiente sano per le generazioni future. Gli appuntamenti del Consiglio d’Europa di ottobre e novembre

L’ambiente pulito è una condizione preliminare al godimento dei diritti umani: il pieno godimento dei diritti di tutti all’esistenza naturale, alla salute, alla qualità della vita privata e familiare o della casa, dipende da ecosistemi sani e dai loro benefici per le persone. Al Titolo 2 del nuovo Codice deontologico degli Assistenti sociali si legge: “L’assistente sociale concorre alla produzione di modelli di sviluppo rispettosi dell’ambiente, della sostenibilità ecologica e della sopravvivenza sociale, consapevole delle difficoltà nel rapporto tra l’essere umano e l’ambiente”. Tutti, dunque, siamo responsabili dei nostri comportamenti nei confronti dell’ecosistema. Abbiamo bisogno di educazione al rispetto della terra, dei boschi, dei mari, dei fiumi, della flora e della fauna. La lotta per questo nostro patrimonio è una battaglia in difesa dei diritti umani. I cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’esaurimento delle risorse naturali e l’inquinamento chimico comportano nuove sfide per la società, i governi e la Corte europea dei diritti dell’uomo.

A questo proposito in occasione della giornata mondiale dell’ambiante 2020 la segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, il presidente del Comitato dei Ministri e ministro delegato agli Affari esteri della Repubblica ellenica, Miltiadis Varvitsiotis, e il presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Rik Daems, hanno rilasciato la seguente dichiarazione: «Oltre alle enormi sfide poste dalla pandemia da Coronavirus, è chiaro che il cambiamento climatico e i danni al nostro ambiente naturale costituiscono un’immensa minaccia per il nostro benessere. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo, di cui quest’anno celebriamo il 70° anniversario, aiuta a proteggere le nostre vite, le nostre famiglie e le nostre case dalle minacce ambientali, così come in tutte le altre circostanze.

La Corte europea dei diritti dell’uomo si è già pronunciata su circa 300 casi relativi all’ambiente, coprendo problemi che vanno da attività industriali pericolose, alla gestione dei rifiuti, all’inquinamento. La giurisprudenza della Corte ha, tra le altre cose, contribuito a garantire il diritto di ogni persona a trasmettere e ricevere informazioni sulle questioni ambientali, ad associarsi con altre, a partecipare alle decisioni di interesse personale e a contestare le decisioni ufficiali in tribunale. Abbiamo inoltre visto come questa convenzione possa essere utilizzata a livello nazionale per esortare i governi ad agire più rapidamente e più energicamente per limitare le emissioni di gas a effetto serra.

Inoltre, la Carta sociale europea ha ricevuto un’interpretazione che copre il diritto a un ambiente sano e questo ha portato a diverse decisioni e conclusioni importanti del Comitato europeo dei diritti sociali che chiedono agli Stati di intervenire nelle questioni ambientali. In un contesto in cui i Paesi europei escono dal confinamento e guardano al futuro, dobbiamo sfruttare appieno gli strumenti di cui disponiamo, compresi i diritti umani, per contribuire a creare e mantenere un ambiente sano per le generazioni future. Dobbiamo inoltre riflettere su come poter affinare ulteriormente questi strumenti per renderli quanto più efficaci possibile.

Pertanto, sosteniamo pienamente la dichiarazione adottata lo scorso mese dalle presidenze passate, presenti e future del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa che chiedono all’Organizzazione di iniziare a lavorare a un nuovo testo giuridico sui diritti umani e sull’ambiente. Attendiamo con impazienza la Conferenza internazionale di Alto livello sui Diritti umani per il pianeta, che si terrà il prossimo 5 ottobre presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, e i dibattiti sul contributo della democrazia per salvare l’ambiente, che avranno luogo durante l’edizione annuale del Forum mondiale della democrazia dal 16 al 18 novembre a Strasburgo. Siamo convinti che il rispetto dei diritti umani e la protezione dell’ambiente vadano di pari passo. Dobbiamo utilizzare appieno i potenti strumenti di cui disponiamo e rafforzarli ulteriormente per contribuire a costruire un futuro migliore per tutti noi».

La giornata mondiale dell’ambiente è stata proclamata nel 1972 dall’assemblea generale dell’Onu in occasione dell’istituzione del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Si tenne in Svezia dal 5 al 16 giugno, durante la quale fu stilata la Dichiarazione di Stoccolma, basata su 26 principi sui diritti e le responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente. Celebrata per la prima volta nel 1974, viene rievocata ogni anno il 5 giugno. Sin dalla prima edizione questa giornata è contornata da uno slogan, nel ‘74 recitava “Only one Earth” (una sola terra), nel 2020 riporta “È il momento per la natura”. Il tema di quest’anno è infatti la biodiversità che, come spiega l’Onu «è la base che sostiene tutta la vita sulla terra e sott’acqua e riguarda ogni aspetto della salute umana, fornendo aria, acqua pulita, cibi nutrienti, conoscenze scientifiche e fonti di medicina, resistenza naturale alle malattie e mitigazione dei cambiamenti climatici. La modifica o la rimozione di un elemento di questa rete influisce sull’intero sistema di vita e può produrre conseguenze negative».

Pochi giorni fa, il 20 maggio, c’è stata la pubblicazione delle comunicazioni relative alle strategie “biodiversità” e “Farm to Fork”, con le quali l’Unione europea intende costruire la transizione verso un’Ue sostenibile e resiliente. L’isolamento cui siamo stati costretti durante la crisi sanitaria ci ha fatto riscoprire l’importanza degli spazi verdi e del verde pubblico urbano come parchi e giardini.

Proprio le aree verdi, le foreste e gli ambienti naturali, fondamentali per il mantenimento e la vita delle biodiversità, sono messi a rischio dall’elevato consumo di asfalto che, secondo l’Annuario dei dati ambientali 2019 dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), è cresciuto in Italia al ritmo di 2 metri quadri al secondo fra il 2017 e il 2018, cementificando o asfaltando 23.000 km². La temperatura nel Belpaese si è innalzata di più rispetto al resto del mondo. È stato calcolato un aumento della temperatura media pari a circa 0,38 gradi ogni dieci anni nel periodo 1981-2018.

 

Ginevra Larosa

Foto © YouTube, Architettura ecosostenibile, Consiglio d’Europa, Terra news, Voicesofyouth

Video © Eurocomunicazione

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