In Europa aumento dei casi di Covid-19 per la prima volta da mesi

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I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità in controtendenza dalla scorsa settimana. Anche l’Italia nel trend. Nel Vecchio Continente oltre 2,5 milioni di casi accertati

La scorsa settimana, l’Europa ha visto un aumento dei casi settimanali di Covid-19 «per la prima volta da mesi. Per settimane ho parlato di questo rischio e in diversi Paesi in Europa, questo rischio è diventato realtà: 30 Stati hanno visto un aumento di nuovi casi cumulativi nelle ultime due settimane». A dichiararlo Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms o WHO, dall’acronimo inglese World Health Organization) in una videoconferenza da Copenaghen. «In 11 di questi Paesi» – ha aggiunto – «la trasmissione accelerata ha portato a una ripresa molto significativa che, se non controllata, spingerebbe di nuovo i sistemi sanitari sull’orlo della crisi. Paesi come Polonia, Germania, Spagna e Israele hanno reagito rapidamente ai pericolosi focolai di Covid-19 associati a scuole, miniere di carbone e ambienti di produzione alimentare verificatisi nelle ultime settimane. Mi congratulo con le autorità e con le popolazioni che seguono le misure di distanziamento e indossano le mascherine». Comunque più di un malato di coronavirus su quattro è registrato in Europa perché «oltre 2,5 milioni di casi sono stati segnalati in totale nella regione europea» – ha proseguito Kluge – «ma se c’è una percentuale decrescente di casi globali rispetto all’inizio dell’anno, continuiamo ad avere quasi 20.000 nuovi casi e oltre 700 nuovi decessi ogni giorno. A livello globale, con oltre 9 milioni di casi confermati e oltre 400.000 morti segnalati all’Oms, la pandemia continua ad accelerare, con un numero record di nuovi casi di coronavirus segnalati domenica, 183.020 confermati in 24 ore».

Gli Stati Uniti registrano almeno 122.320 morti per Covid-19 su 2.398.491 contagiati di coronavirus – dati pubblicati dall’università Johns Hopkins riportati dalla Cnn – è il Paese di gran lunga più colpito al mondo dalla pandemia. A livello federale ieri è stata raggiunta la cifra record di 36.880 nuovi casi e dati record nelle ultime 24 ore sono stati registrati in Texas così come in Florida, Oklahoma e Carolina del Sud. A seguire a ruota il principale Paese del Sud America, il Brasile. Si pensi che solo lo Stato brasiliano di San Paolo ha raggiunto 248.587 casi di contagio da Covid-19, superando i 239.706 dell’Italia (sempre secondo la Johns Hopkins University). Nel Belpaese pure ricominciano a preoccupare alcuni focolai, come a Mondragone e Bologna. Nel giorno in cui la Protezione civile conclude il suo lavoro legato al bollettino giornaliero dei contagi da coronavirus – da oggi i dati vengono diffusi dal ministero della Salute – risalgono sia i casi positivi sia i decessi. Sono 34 le nuove vittime in Italia, quattro più di ieri, mentre i nuovi casi sono 296 (ieri erano 190). I guariti sono 614, che portano gli attualmente positivi a 18.303. Scendono ancora i ricoveri in terapia intensiva: sono 103, quattro meno di ieri. A pesare sul dato di oggi sono diversi fattori: la forte risalita di contagi e vittime in Lombardia e due nuovi focolai, a Mondragone, in provincia di Caserta, e in una sede del corriere Bartolini a Bologna. In Lombardia sono 170 (ieri erano 88) i nuovi positivi, di cui 53 a seguito di test sierologici effettuati a Bergamo e 84 “debolmente positivi” (1,7% il rapporto con i tamponi giornalieri). I nuovi decessi sono 22 (ieri erano 7), che portano il totale a 16.608. Anche nella regione più colpita però calano i ricoveri: sono 622, 70 in meno di ieri. In terapia intensiva sono 48, invariati.

«La battaglia non è ancora vinta», ha commentato il ministro della Salute, Roberto Speranza, sottolineando che il Paese riparte, «e deve farlo», ma continua a essere necessaria “grande attenzione”. «Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino un mutamento significativo del virus. Il Covid circola ancora, l’ultima settimana a livello mondiale è stata la peggiore», ha aggiunto Speranza, che ha poi rilevato come «sulla salute il Paese va unito, non diviso. Penso a tutto il Parlamento, ma non solo: serve un grande patto-Paese per nuovi investimenti e una riforma del Servizio sanitario anche con gli ordini professionali, i lavoratori, le imprese, con chi si occupa di sanità». Cresce intanto la preoccupazione a Mondragone, dove sono 49 i casi di positività al Covid nel focolaio emerso nel complesso residenziale noto come Palazzi ex Cirio, nel comune sul litorale casertano. Si tratta soprattutto di cittadini bulgari. «Ho chiesto l’invio urgente di un centinaio di uomini delle forze dell’ordine per garantire il controllo rigoroso del territorio», ha detto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, spiegando che il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, «ha annunciato l’arrivo di un contingente dell’Esercito». Ansia anche a Bologna, dove Bartolini Corriere Espresso sta seguendo e gestendo con attenzione l’evolversi della situazione legata al cluster Covid-19 nel proprio magazzino di Bologna Roveri, con oltre 40 contagi (uno con sintomi e gli altri asintomatici), e originato, spiega l’azienda «da lavoratori di servizi logistici di magazzino gestiti da una società esterna». È stato effettuato lo screening attraverso tampone naso-faringeo dei circa 200 lavoratori, che ha evidenziato la presenza dei positivi asintomatici, mentre oggi sono stati sottoposti a tampone altri 170 lavoratori, tutti i driver e i dipendenti operativi della filiale.

Dunque dopo le recenti nuove chiusure in Germania, Francia (chiuse il 24/06 2 scuole elementari a Parigi), i 44 casi confermati nelle ultime 24 ore in Svizzera e nel Liechtenstein, la Bulgaria che proroga fino al 15 luglio lo stato d’emergenza (annuncio del ministro della Sanità Kiril Ananiev) per un’escalation di casi di coronavirus, nel Regno Unito la richiesta delle autorità sanitarie britanniche che hanno chiesto di rivalutare “i rischi reali” di una seconda ondata di Covid-19 nel Paese. Per Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, «prevediamo di raggiungere un totale di 10 milioni di casi entro la prossima settimana. Questo ci deve ricordare che, anche se continuiamo la ricerca e lo sviluppo di vaccini e terapie, abbiamo l’urgente responsabilità di fare tutto il possibile con gli strumenti che abbiamo ora a disposizione per sopprimere la trasmissione del coronavirus e salvare vite umane». Tornando alle dichiarazioni del suo collega Hans Kluge «ancora oggi abbiamo picchi di contagi nella prima ondata in molti Paesi. Siamo ancora nella prima ondata, ma dobbiamo prepararci per l’autunno, quando Covid-19 incontrerà influenza stagionale e polmoniti. Il virus circola ancora attivamente, e non abbiamo farmaci e vaccini specifici efficaci».

 

Fiasha Van Dijk

Foto © World Health Organization, robertosperanza.it

Video © World Health Organization

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