Piano scuola 2020-2021. Riapertura il 14 settembre

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Classi con meno studenti, igienizzazione degli ambienti e utilizzo di spazi aperti

Un miliardo di euro è la cifra stanziata per il fondo dell’emergenza epidemiologica Covid-19 per garantire una riapertura delle scuole in sicurezza. Questo è quanto previsto nell’ultima versione delle linee guida da seguire in vista del rientro a settembre, cui si aggiungono gli altri finanziamenti previsti per l’edilizia leggera. «Abbiamo un ulteriore miliardo che stanziamo per ulteriori investimenti sulla scuola, che ci dovrà consentire di avere una scuola più moderna, sicura e inclusiva. E nel Recovery Fund un importante capitolo sarà dedicato proprio agli interventi sulla scuola». Lo ha dichiarato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Il piano scuola 2020-2021 è stato presentato venerdì 26 giugno 2020, dal ministero dell’Istruzione dopo l’accordo tra Governo, Regioni ed Enti locali. Anche per i ragazzi italiani inizia ufficialmente la fase 3 e la scuola riaprirà il 14 settembre. Il distanziamento fisico si conferma un punto centrale per la riapertura delle scuole. Il Comitato tecnico-scientifico ha dato disposizioni di un metro ma che saranno calcolato dal bambino e non dal banco. Ci sarà anche la possibilità di fare lezione nei cinema, nei teatri, nei musei o anche nei parchi pubblici. Lo ha annunciato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, spiegando che in base al calcolo degli spazi delle varie strutture presenti sul territorio italiano, ottenuto grazie al software elaborato dal Miur, «il 15% degli studenti dovrà essere portato fuori dagli istituti (…) nessuno ha mai parlato di doppi turni o di sdoppiare le classi», dunque la soluzione è quella di oltrepassare i cancelli. Per la nuova scuola dell’era Covid, il governo ha messo a disposizione risorse aggiuntive, che serviranno per l’igienizzazione, il rafforzamento della pianta organica e la formazione dei docenti. Punto su cui l’Azzolina specifica che potranno esserci 50mila assunzioni a tempo determinato, mentre già dal 1 luglio gli insegnanti riceveranno un aumento in busta paga che va dagli 80 ai 100 euro, grazie al taglio del cuneo fiscale. In merito all’utilizzo delle mascherine, invece, il documento rimanda la decisione alle due settimane che precedono l’avvio dell’anno scolastico, sarà quindi stabilita in base all’andamento dell’epidemia.

Qualora dovesse esserci una seconda ondata di coronavirus in Italia, nell’autunno 2020, potrebbe essere prevista nuovamente la sospensione delle attività didattiche in presenza, quindi la didattica a distanza. Per queste ragioni, ogni istituzione scolastica inserirà, a prescindere, nell’aggiornamento annuale del piano dell’offerta formativa, il piano scolastico per la didattica digitale integrata attraverso il quale le scuole individueranno le modalità per riprogettare le attività, mettendo a frutto quanto potenziato a livello digitale durante l’emergenza, prestando, inoltre, particolare attenzione alle esigenze e necessità degli alunni con bisogni educativi speciali. L’Amministrazione nazionale, nell’ottica di un continuo monitoraggio, miglioramento e supporto agli enti territoriali e alle scuole ha attivato e attiverà protocolli con gli Ordini degli Psicologici per la gestione degli effetti emotivi del lockdown sugli alunni, personale della scuola e sulle famiglie; convenzioni con gli enti di telefonia mobile, per agevolazioni sulle tariffe; azioni di supporto affinché gli Enti locali proseguano il completamento dell’infrastruttura che garantisca la copertura di tutto il territorio nazionale con banda larga.

Ma non finisce qui, perché il premier, Giuseppe Conte, garantisce che il tema è al centro dei pensieri e delle politiche del governo, e sarà un punto importante del piano di spesa per l’accesso al Recovery Fund, una volta che l’Europa avrà definito cifre e tempi delle erogazioni agli Stati membri. Nel frattempo l’Italia vuole portarsi avanti col lavoro e nella visione della ministra pentastellata ci sono classi con meno ragazzi, in modo che ogni docente possa seguire ogni singolo alunno. Sarà necessario prevedere protocolli di funzionamento dei servizi per l’accesso quotidiano, le modalità di accompagnamento e di ritiro dei bambini, nonché per l’igienizzazione degli ambienti, delle superfici, dei materiali. In particolare l’organizzazione delle attività educative e didattiche dovrà prevedere la valorizzazione e l’impiego di tutti gli spazi interni ed esterni, privilegiando ove possibile, e limitatamente al verificarsi di condizioni climatiche favorevoli, l’utilizzo di spazi aperti.

A questo risultato ha contribuito il lavoro di raccordo svolto dal ministro Francesco Boccia che al termine della conferenza unificata ha espresso la sua grande soddisfazione per l’accordo sul piano scuola raggiunto dal Governo con le Regioni e gli Enti locali «Anche in questa occasione, la leale e forte collaborazione fra Governo, Regioni ed Enti locali ha dato un risultato positivo, come accaduto per altri nevralgici settori, dal commercio al trasporto pubblico locale, dall’industria ai servizi alla persona. L’intenso lavoro di questi giorni permette di restituire fiducia al mondo della scuola: insegnati, studenti, famiglie, personale Ata, possono guardare all’inizio del prossimo anno scolastico confidando in una riapertura ordinata e sicura dal punto di vista sanitario. Il metodo sperimentato durante le fasi critiche dell’emergenza Covid-19 si sta rivelando utile per affrontare molte questioni aperte nel nostro Paese e sicuramente la scuola è forse quella più cruciale». Il ministro ringrazia la Conferenza delle Regioni, l’Anci, l’Upi e tutti coloro che hanno dato un concreto contributo per raggiungere questo obiettivo: «essere riusciti ad arrivare ad una unità di intenti dopo un confronto serio e approfondito è di certo motivo di grande soddisfazione» ha concluso Francesco Boccia.

Esultano anche la vice ministra dell’Istruzione, Anna Ascani e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che in un post su Facebook ha scritto: «L’istruzione deve essere la priorità per un’Italia che rinasce. Ripartire dalla scuola è indispensabile per lo sviluppo di un Paese, per non lasciare indietro nessuno, per rafforzare talenti, creatività e ambizioni. Per avere cittadini più consapevoli e istituzioni più forti. L’istruzione è fondamentale per la democrazia. Nel nostro piano per l’industria, è uno dei pilastri della proposta del Pd: portare l’investimento sull’istruzione dal 3,6% al 5% del Pil nei prossimi 4 anni (…) Per creare condizioni sostenibili per il rientro, bisogna cioè unire la sicurezza con un progetto educativo e didattico di qualità, che tenga conto sia delle diverse realtà familiari, socio-culturali, fisiche e psicologiche di cui i ragazzi e le ragazze sono portatori, sia dei diversi contesti territoriali in cui la scuola opera (…) L’Italia ha bisogno della scuola».

Non tutti, però, sono a favore dell’accordo. Carlo Calenda su Twitter si rivolge direttamente a Zingaretti «Guarda Nicola te lo dico in mondo semplice: se non avete il coraggio di chiedere di cambiare ministro, data la disastrosa prova di Azzolina, queste robe che scrivi risultano semplicemente una presa per i fondelli irricevibile per milioni di studenti e famiglie».

Restano, anche, le distanze con il governatore della Campania, ma l’Azzolina si dice sicura che si arriverà a una soluzione anche con il presidente Vincenzo De Luca. Dal centrodestra è invece Matteo Salvini a esprimere dissenso: «Il governo aveva promesso il taglio delle tasse, invece taglia gli studenti». Il leader della Lega chiede al ministro dell’Istruzione «su quali basi verranno scelti gli “espulsi”, visto che i ragazzi dovranno essere il 15% in meno all’interno degli istituti?». Risposte che arriveranno a breve, già dal tour di monitoraggio che la ministra M5S inizierà dal 1 luglio negli istituti e tra gli Uffici scolastici regionali.

 

Ginevra Larosa

Foto © Piceno oggi, oggi scuola, Trieste all news, Governo, Twitter
Video © Eurocomunicazione

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