“Roadshow cronicità”, serie di appuntamenti regionali, realizzati da Motore Sanità

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La Campania si colloca tra le regioni virtuose con una prevalenza dei pazienti cronici del 37,4% della popolazione contro il 39,9% del dato nazionale

La pandemia da Covid-19 ha fatto uscire fuori delle problematiche soprattutto a livello sanitario. I più colpiti in questa particolare emergenza sono state le persone affette da malattie croniche. Questo, anche, a causa della non totale realizzazione del Piano nazionale cronicità (Pnc), che a quasi tre anni dall’approvazione, è attuato in via parziale e solo in alcune Regioni, seppur da molti sia stato considerato il potenziale vero spending review della sanità. Fibrillazione atriale, Bpco e diabete, tra le patologie croniche a maggior diffusione, costano 700 miliardi di euro l’anno in Europa e in Italia affliggono 24 milioni di persone.

L’innovazione organizzativa dovrebbe essere responsabile in ogni Regione e dovrebbe essere realizzata attraverso condivisi e monitorati Piani diagnostici terapeutici assistenziali, parallelamente al verificare dello stato di attuazione del Piano nazionale cronicità da parte del ministero della Salute, che ha attivato un monitoraggio per mappare il livello di stratificazione della popolazione, di integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale, di adozione e attuazione dei percorsi diagnostico-terapeutici. In collaborazione con Motore Sanità, con lo scopo di rendere omogeneo l’accesso alle cure da parte dei cittadini, garantendo gli stessi livelli essenziali di assistenza, armonizzando a livello nazionale tutte le attività, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali, abbiamo coinvolto i massimi esperti del modo sanitario regionale, insieme ad istituzioni e associazioni di pazienti nella Regione Campania.

«La fibrillazione atriale è una malattia ad elevata prevalenza, destinata ad aumentare data la stretta correlazione della patologia con età e progressivo allungamento della vita media della popolazione. In Campania i soggetti affetti da fibrillazione atriale sono circa 70.000. In molte province, quali Napoli, Salerno e Benevento, si stima che circa il 5% della popolazione sia a rischio di sviluppare fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale pone il problema della gestione di una importante cronicità, relativamente non solo alla patologia in sé, ma anche e soprattutto alla sua più frequente complicanza, ovvero l’ictus cerebrale. Una gestione integrata ospedale-territorio, con il supporto dei servizi a livello regionale e nazionale, è necessaria e condurrà ad una riduzione delle complicazioni e ad un più appropriato iter diagnostico-terapeutico per il paziente», ha dichiarato Stefania Paolillo, Cardiologa Clinica Mediterranea Napoli e Rappresentante SIC.

Per verificare lo stato di attuazione reale e non formale del Pnc, gli uffici della programmazione del ministero della Salute hanno attivato un monitoraggio tecnico che deve mappare una serie di indicatori trasmessi dalle singole regioni: il livello di stratificazione della popolazione, il livello di integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale e il livello di adozione e di attuazione dei percorsi diagnostico terapeutici. Inoltre c’è stata la creazione di una cabina di regia che, partendo dalla analisi di questi indicatori, costruisca una fotografia iniziale e possa poi decidere le azioni successive. In Italia nel 2017 (dati Istat dello stesso anno, ndr) erano registrati 24.040 pazienti con almeno una malattia cronica ma a causa dei diversi fattori che possono portare alle malattie croniche c’è una grande differenza nella prevalenza territoriale, infatti la prevalenza più elevata di almeno una malattia cronica si registra in Liguria con il 45,1% della popolazione. La Campania si colloca tra le regioni virtuose con una prevalenza dei pazienti cronici del 37,4% della popolazione contro il 39,9% del dato nazionale. Il 20,4% della popolazione campana soffre di almeno due malattie croniche (20,6% dato nazionale). Diabete 6,4%, ipertensione 17,5%, bronchite cronica 6,3%, artrosi/artrite 15,8%, osteoporosi 7,9%, malattie del cuore 3,8%, malattie allergiche 10,8%, disturbi nervosi 4,6%, ulcera gastrica o duodenale 1,7%, questi sono le patologie croniche e la tipologia in Campania.

Katherine Esposito, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo e direttore della Diabetologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ha affermato: «La prevenzione delle malattie croniche e in particolare del diabete, rappresenta un provvedimento necessario per migliorare lo stato di salute della popolazione generale. “PreVenENDO” è un’iniziativa educativa e culturale da me ideata, con lo scopo di offrire gli strumenti necessari per orientarsi nella ricerca del benessere, lasciando semplici messaggi da applicare nella vita di tutti i giorni grazie all’incontro dell’Università con i luoghi del vivere quotidiano».

Secondo i dati contenuti nel rapporto 2019 dell’osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane nel nostro Paese si spendono complessivamente circa 66,7 miliardi di euro ogni anno per la cronicità. Inoltre, secondo le proiezioni effettuale sulla base degli scenari demografici futuri elaborati dall’Istat, gli esperti di economica sanitaria ipotizzano un aumento costante nel prossimo decennio, che porterà entro il 2028 la spesa annua a quota 70,7 miliardi di euro. Dal lato dell’assistenza primaria, i dati raccolti dai medici di Medicina Generale riferiscono che mediamente in un anno si spendono €1.500 per un paziente con uno scompenso cardiaco congestizio, in ragione del fatto che questi pazienti assorbono il 5,6% delle prescrizioni farmaceutiche a carico del Sistema sanitario nazionale (Ssn), il 4,0% delle richieste di visite specialistiche e il 4,1% per le prescrizioni di accertamenti diagnostici. Circa €1.400 annui li assorbe un paziente affetto da malattie ischemiche del cuore, il quale è destinatario del 16,0% delle prescrizioni farmaceutiche, del 10,6% delle richieste di visite specialistiche e del 10,1% degli accertamenti diagnostici. Quasi €1.300 vengono spesi per un paziente affetto da diabete tipo 2, il quale assorbe il 24,7% delle prescrizioni farmaceutiche a carico del Ssn, il 18,5% delle richieste di visite specialistiche e il 18,2% degli accertamenti diagnostici. Un paziente affetto da osteoporosi costa circa €900 annui, poiché è destinatario del 40,7% delle prescrizioni farmaceutiche, del 35,0% delle richieste di visite specialistiche e del 32,0% degli accertamenti diagnostici. Costa, invece, €864 un paziente con ipertensione arteriosa che assorbe mediamente in un anno il 68,2% di tutte le prescrizioni farmaceutiche, il 52,2% delle richieste di visite specialistiche e il 51,7% degli accertamenti diagnostici.

Con il DCA n. 60/2019 del 24/07/2019 la Regione Campania ha recepito l’Accordo Stato Regioni sul Piano nazionale cronicità che prevede i seguenti obiettivi:

Rendere più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini sia di prevenzione che di assistenza;

Ridurre il peso della malattia sulla singola persona e sul contesto sociale;

Promuovere la corretta gestione del malato e la definizione di nuovi percorsi assistenziali che siano in grado di prendere in carico il paziente nel lungo termine, prevenire e contenere la disabilità, garantire la continuità assistenziale e l’integrazione degli interventi sociosanitari;

Coinvolgere e responsabilizzare tutte le componenti che influenzano la salute, in un macrosistema incentrato sulla persona e definisce ruoli, competenze, attività e risultati attesi di tutti gli attori, in tutti i livelli assistenziali;

Promuovere il potenziamento del coordinamento e dell’integrazione delle cure primarie con quelle intermedie e con l’assistenza ospedaliera;

Introdurre un nuovo concetto di valutazione degli esiti delle cure;

Individuare gli ambiti da implementare e le iniziative da adottare nei settori della ricerca della formazione e della informazione;

Enfatizzare la necessità di interventi di promozione della salute attraverso l’empowerment del cittadino, finalizzato anche al suo coinvolgimento attivo nella cura e nel mantenimento del proprio stato di salute;

Identifica l’utilizzo dei sistemi informativi e delle tecnologie come fattore essenziale nel raggiungimento di obiettivi di salute ottimali e sostenibili;

Rendere prioritaria la continuità assistenziale e la semplificazione delle procedure per migliorare l’accessibilità a cure e servizi.

 

Ginevra Larosa

Foto © Nurse Times, info Cilento, Twitter, agenda digitale
Video © Eurocomunicazione

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