La Bei e il ministero della Giustizia collaborano per l’inclusione sociale dei detenuti

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Il progetto mira a ridurre il tasso di recidiva degli ex carcerati e garantire il loro reinserimento sociale e lavorativo

Durante l’ultima sessione parlamentare europea che si è conclusa oggi, è stato firmato dal Dipartimento dei servizi di consulenza della Banca europea per gli investimenti (Bei) e dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, un accordo per un nuovo piano d’inclusione sociale dei detenuti e al fine di contribuire a ridurre il tasso di recidiva degli ex detenuti.
Per garantire una transizione graduale e duratura dei detenuti nella società, l’Unione europea, attraverso Il Polo europeo di consulenza sugli investimenti (European Investment Advisory HubEIAH) finanziato dalla Commissione europea e dalla Bei, sosterrà il ministero della Giustizia nella ricerca di modelli di finanziamento innovativi, come i contratti a impatto sociale.

Di cosa parliamo

I contratti a impatto sociale sono dei contratti fondati su una serie di incentivi volti a stimolare gli investitori e gli erogatori dei servizi a meglio raggiungere determinati risultati e outcome sociali. Possono essere commissionati da autorità pubbliche, seguendo la logica delle partnership pubblico-private, così come da committenti privati, come contratti basati sulla performance. Per la loro struttura e meccanismi di incentivazione, sono considerati strumenti per finanziare e implementare progetti ad elevata innovazione sociale.

L’accordo

L’accordo concluso prevede che degli esperti della Banca europea per gli investimenti elaborino un contratto a impatto sociale, con delle soluzioni di finanziamento innovative e orientato ai risultati attraverso la partecipazione di investitori sociali privati – con conseguente condivisione del rischio finanziario – in iniziative d’inserimento nel mercato del lavoro.

Il piano di investimenti per l’Europa

Tale progetto rientra nell’ambito del Piano di investimenti per l’Europa, che consente alla Banca dell’Ue di sostenere progetti con un particolare valore aggiunto per la loro natura o struttura. Sebbene il focus geografico di questo accordo sia limitato alla Regione Lombardia, la cooperazione tra la Bei e l’amministrazione italiana fornirà un modello che potrà essere replicato su scala più ampia.

Le parole del commissario italiano

Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha dichiarato: «Il supporto e l’assistenza tecnica forniti grazie al sostegno del Piano di Investimenti per l’Europa, attraverso il Polo europeo di consulenza sugli investimenti, consentiranno al ministero della Giustizia di facilitare l’inclusione sociale dei detenuti, prima in Lombardia ma poi si spera anche in altre regioni. Ciò sarà ottenuto attraverso nuove soluzioni di finanziamento come i contratti a impatto sociale, che non solo aiuteranno il reinserimento sociale ed economico dei detenuti, ma ridurranno anche i costi per la pubblica amministrazione».

Quelle del vicepresidente Bei

Il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, responsabile delle operazioni della Bei in Italia, si è detto orgoglioso «di dare sostegno al ministero della Giustizia nei suoi sforzi per facilitare il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, attraverso l’uso di modelli di finanziamento innovativi, come i contratti a impatto sociale».

E del ministro della Giustizia

Il ministro della Giustizia italiano, Alfonso Bonafede, ha commentato: «Sappiamo che migliorare la capacità dei detenuti di intraprendere una carriera dopo aver scontato la pena aumenta le loro possibilità di essere reinseriti nel tessuto sociale e lavorativo del Paese. Gli imprenditori e investitori sociali possono contare sul sostegno del ministero della Giustizia verso i loro progetti pilota. Questa è una forma molto promettente di cooperazione pubblico-privato e siamo orgogliosi di poter contare sull’appoggio della Bei, che ringraziamo per il suo impegno».

Azioni innovative

I contratti a impatto sociale possono essere un valido esempio per azioni innovative che, da un lato, soddisfano la missione rieducativa delle pene e, dall’altro, forniscono ai detenuti competenze trasversali e conoscenze specifiche che aumentano le loro possibilità di trovare un impiego dopo il rilascio. Non trascurabile, inoltre, il beneficio economico conseguente all’inclusione lavorativa degli ex detenuti, tradotto in uno sgravio dei costi per la pubblica amministrazione e in fonte di reddito per gli individui beneficiari degli interventi.

Prima partnership nell’Ue

Anche il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia, si è detto soddisfatto e onorato di questa partnership fra ministero della Giustizia e Bei finalizzata al sistema penitenziario, la prima in Europa. Con l’augurio che possa sviluppare un nuovo modello finanziario e organizzativo in grado di coinvolgere, in condivisione di rilevanti obiettivi sociali, capitali privati e fondi europei e che possa essere replicato, dopo la Lombardia, in altre regioni italiane già nel 2021.

 

Rossella Vezzosi

Foto © Dw, Ristretti Orizzonti, Cooperative City, EEA

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