David Sassoli, un uomo di grande valore umano e politico

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David Sassoli

Nato nel 1956, tifoso della Fiorentina viveva a Roma ma appena possibile si spostava nella casa di Sutri per coltivare le sue passioni per il giardinaggio e le buone letture

David Sassoli si è spento nella notte fra il 10 e 11 gennaio 2022 al centro oncologico di Aviano in provincia di Pordenone. A darne l’annuncio il portavoce Roberto Cuillo. La notizia del ricovero è giunta solo ieri ma era dal 26 dicembre 2021 che era costretto in ospedale. Già a settembre 2020 il presidente del Parlamento europeo era stato ricoverato a Strasburgo per una polmonite da legionella. Sembrava essersi ripreso bene, tanto da ricominciare in presenza le sedute in Parlamento. Ma il suo fisico si era indebolito e, sotto consiglio dei medici, giunge alla decisione di non cercare la riconferma al vertice dell’Europarlamento. Poco prima di Natale aveva girato un video nel quale smentisce qualunque legame tra la malattia, il Covid-19 e i vaccini. La sua scomparsa segna una grave perdita per tutto il Mondo politico e non solo, dato il suo carisma e la sua personalità.

Al suo fianco sempre presenti la moglie Alessandra Vittorini e i figli Giulio e Livia. Una famiglia solida che rispecchia le sue profonde radici cattoliche familiari.

«L’Europa non è un errore della storia»

David Sassoli ha lavorato fino a che ha potuto. Solo il ricovero in ospedale per “una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario” è riuscito a fermarlo.

Ha insistito perché il Parlamento europeo continuasse nel suo lavoro anche con le difficoltà dei voti a distanza. Diceva che l’assemblea eletta dalla base dei cittadini europei deve essere sempre aperta. Nonostante la fatica, è riuscito a organizzare il passaggio di consegne: «L’ultima sua preoccupazione era stata, qualche giorno fa, che tutto funzionasse bene nel passaggio istituzionale tra un presidente e l’altro alla prossima plenaria, a Strasburgo», dichiara a SkyTg24 Roberto Cuillo.

Un uomo profondamente europeista. Una fede solida e tenace nell’Europa che traspariva fin dalle sue parole nel discorso di insediamento all’Europarlamento. «Dobbiamo recuperare lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri fondatori. Seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza. L’Unione europea non è un incidente della Storia. La difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori l’Ue».

E ancora: «Sia chiaro a tutti che in Europa nessun Governo può uccidere, che il valore della persona e la sua dignità sono il nostro modo per misurare le nostre politiche. Che da noi nessuno può tappare la bocca agli oppositori. Che i nostri Governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioni».

Vita e formazione

David Sassoli era nato a Firenze nel 1956, figlio di Domenico, giornalista e intellettuale di cultura cattolica. Nel suo discorso ricordava i genitori così: «Io sono figlio di un uomo che a 20 anni ha combattuto contro altri europei, e di una mamma che, anche lei ventenne, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie. Io so che questa è la storia anche di tante vostre famiglie. Non siamo un incidente della Storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia». La sua formazione giovanile si inserisce all’interno della tradizione del cattolicesimo democratico. Si impegnò nella Rosa Bianca, associazione di cultura politica che riuniva gruppi di giovani provenienti dall’associazionismo cattolico (Aci, Fuci, Acli). Da giovane si interessò inoltre allo scautismo, in particolare dell’associazione Guide e Scouts cattolici italiani, Agesci.

Tifoso della Fiorentina, David Sassoli viveva a Roma ma appena possibile si spostava nella casa di Sutri, paese medievale della Tuscia, una trentina di chilometri a nord della capitale, per coltivare le sue passioni per il giardinaggio e le buone letture.

Il giornalismo

Inizialmente aveva seguito le orme del padre lavorando al quotidiano Il Tempo di Roma, poi l’attività giornalistica di David Sassoli era proseguita in piccoli giornali. Nel 1985 era passato alla redazione romana del quotidiano Il Giorno, dove per sette anni aveva seguito i principali avvenimenti politici e di cronaca. Nel 1992 inizia la carriera come giornalista televisivo come inviato di cronaca nel TG3. Per molto tempo segue gli avvenimenti riguardanti mafia, tangentopoli e le inchieste sulle stragi italiane. In quel periodo Sassoli collaborò con i programmi di Michele Santoro “Il rosso e il nero” e “Tempo reale“.

Nel 1996, sotto la direzione di Carlo Freccero, aveva condotto la trasmissione pomeridiana “Cronaca in diretta” su Rai 2. Il 1998 lo vede protagonista della conduzione di “Prima – La cronaca prima di tutto”, rotocalco quotidiano del TG1. Nel 1999 entrò nella redazione del TG1 in qualità di inviato speciale, e in seguito ne divenne conduttore dell’edizione delle 13.30 e successivamente di quella delle 20. Con l’avvento della direzione di Gianni Riotta, nel 2007, Sassoli diventò vicedirettore del telegiornale, nonché dei settimanali di approfondimento Speciale TG1 e TV7. Nel 2004 venne eletto presidente dell’associazione Stampa romana.

Una carriera che si chiuse nel 2009, quando decise di dedicarsi alla politica.

La politica

L’inizio della carriera politica di David Sassoli fu la candidatura come capolista nella circoscrizione dell’Italia centrale. Proposto da Dario Franceschini fu tra i più votati nel Belpaese. Siamo alle elezioni del Parlamento europeo del 6 e 7 giugno 2009 quando con 405.967 preferenze risultò il primo eletto. Grazie al risultato delle elezioni, diventò capogruppo del Partito democratico all’Europarlamento. Anche quando ricopriva la prestigiosa carica europea, non aveva mai rinunciato a occuparsi delle vicende italiane. Nell’aprile scorso in un intervista aveva dichiarato con nettezza la sua posizione sulla Superlega.

Nel 2013 il tentativo di rientrare in Italia come sindaco di Roma si incaglia nelle primarie della coalizione di centrosinistra. Candidato in quota franceschiniana, Sassoli si piazza secondo ottenendo la metà dei voti di Ignazio Marino. Dopo un decennio passato fra i banchi di Bruxelles e Strasburgo, Sassoli – giunto alla sua terza legislatura – era uno degli eurodeputati più esperti. Tra il 2014 e il 2019 ricoprì la carica di vicepresidente del Parlamento europeo per l’intero mandato, occupandosi soprattutto di trasporti (il cosiddetto terzo pacchetto ferroviario), politica euro-mediterranea e bilancio.

Il 3 luglio di due anni e mezzo fa, all’inizio del suo terzo mandato, Sassoli venne eletto presidente dell’Assemblea.

L’ultimo messaggio

Nel video messaggio di auguri pubblicato su Twitter il 23 dicembre scorso David Sassoli dichiara: «In questo anno abbiamo ascoltato il silenzio del Pianeta e abbiamo avuto paura. Ma abbiamo reagito e costruito una nuova solidarietà perché nessuno è al sicuro da solo. Abbiamo visto nuovi muri. I nostri confini, in alcuni casi, sono diventati i confini tra morale e immorale, tra umanità e disumanità. Muri eretti contro persone che chiedono riparo dal freddo, dalla fame, dalla guerra, dalla povertà. Abbiamo lottato accanto a chi chiede più democrazia, più libertà, accanto alle donne che chiedono diritti e tutele, a chi chiede di proteggere il proprio pensiero. Accanto a coloro che continuano a chiedere un’informazione libera e indipendente».

«Abbiamo finalmente realizzato, dopo anni di crudele rigorismo, che la disuguaglianza non è più né tollerabile, né accettabile. Che vivere nella precarietà non è umano. Che la povertà è una realtà che non va nascosta ma che dev’essere combattuta e sconfitta. È il dovere delle Istituzioni europee di proteggere i più deboli e non chiedere altri sacrifici, aggiungendo dolore al dolore».

«Oggi l’Europa con il piano di recupero ci dà grande opportunità di abbandonare l’indifferenza. È la nostra sfida, quella di un Mondo nuovo che rispetta le persone, la natura e crede in una nuova economia basata non solo sul profitto di pochi ma sul benessere di tutti. Per questo voglio dirvi buone feste, buon anno, buon Natale. Il periodo del Natale è il periodo della nascita della speranza. E la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno. Quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo contro tutte le ingiustizie. Auguri a noi, auguri alla nostra speranza».

Amato da tutti

Tante le espressioni di cordoglio nel mondo politico e non solo. La redazione di Eurocomunicazione vuole ricordarlo con un discorso tenuto durante un workshop organizzato in occasione del trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino.

 

 

Ginevra Larosa

Foto © Fondazione Roma Europea, David Sassoli, Romasette,
Video © Eurocomunicazione

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