Fondazione Lanzi, un viaggio nell’anima tra alchimia, magia e simbologia

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L’ingegner Lanzi ci parla degli incontri di cultura che si svolgeranno ad Attigliano, nel mese di gennaio

Alla fine di questa estate si inaugurava ad Attigliano, la Fondazione Lanzi. Si tratta di un centro culturale che avrebbe ospitato conferenze, ricerche formative grazie all’importante biblioteca, un museo con oggetti veramente unici insieme a iniziative editoriali. Insomma tutto quello che la cultura può offrire a un pubblico desideroso di immergersi nel sapere.  A distanza di alcuni mesi, come già ci aveva preannunciato il suo fondatore, l’ing. Claudio Lanzi, abbiamo il calendario del mese di gennaio. Un modo per iniziare l’anno nella maniera migliore possibile e non potevamo non chiedere proprio al suo animatore alcune chiarimenti sulle iniziative proposte.

Ing. Lanzi, ci può trarre un bilancio di questi primi mesi di attività? In proposito ho letto che, come negli scorsi anni, riprenderete l’iniziativa degli attestati formativi, in cosa consistono?

«Le attività sono iniziate regolarmente. Siamo partiti con due conferenze e un concerto che hanno avuto un ottima partecipazione sia in sala che in differita via web. La situazione, mi sembra ovvio, è tutt’altro che semplice, sia per il museo che per le attività scientifiche, per le note ragioni sanitarie che forse ci costringeranno a non ammettere pubblico in alcune occasioni.

LanziMa la cosa non ci crea particolari apprensioni in quanto proseguiamo regolarmente con le nostre ricerche scientifiche. Abbiamo aperto la biblioteca alle consultazioni dei libri rari con tutte le limitazioni necessarie per rispettare i decreti legge in corso. Inoltre, con grande gioia abbiamo ricevuto ultimamente delle splendide donazioni di “seicentine” dedicate al mondo classico.

Stiamo aprendo di nuovo agli studenti per offrire la possibilità di attestare la partecipazione a nostri corsi e seminari con indirizzo specifico. Rilasceremo un certificato utilizzabile quale credito di studio nei casi in cui questo possa essere utile sia come punteggio che come “certificazione personale”».

Il mese di gennaio si presenta ricco di curiosità e di argomenti certamente insoliti per il grande pubblico, ma sempre di grande effetto come il mondo della magia, degli sciamani o dell’astronomia. Seguendo lo schema del Calendario degli eventi, la mattina di domenica 16 terrà una conferenza sui riti, i miti e i simboli. Ci può accennare come svilupperà questo tema?

«Beh, è un argomento al quale ho dedicato 60 anni della mia vita, sia nel periodo in cui ero ancora nel mondo dell’industria (e ovviamente le mie ricerche avvenivano…di notte) sia dopo.  Il 16 dovrei ritornare su un tema che ho sviluppato in decine di seminari (e anche di libri) e cioè la “nascitadel Mito e del Rito. L’uomo arcaico che scopre le mille forme della natura e indaga su se stesso, sul cielo e sulla terra con stupore e tremore. E alla fine cerca un senso nel vivere e nel morire e nei riferimenti razionali o irrazionali su cui fondare il delicato equilibrio fra la necessità, la paura e la curiosità. Insomma sono i prodromi del viaggio di Ulisse».

La mattina di sabato 29 si svolgerà una visita guidata all’interno della Fondazione dove attraversando le varie sale dell’edificio ci saranno sicuramente momenti di grande impatto visivo. Un viaggio nel tempo tra oggetti ricchi di storia e di cultura. Quali sono le novità che potrà trovare il visitatore?

«Il museo, sia per impegno dello scrivente che per la generosità di alcuni amici, si arricchisce lentamente di nuove donazioni. Abbiamo alcuni quadri di fine settecento di carattere simbolico-cristiano; degli implementi sulle copie delle ceramiche medievali dedicate alla cavalleria; l’arrivo di alcuni studi inediti di Adriano Graziotti sui tassellati (una ricerca geometrico-liturgica importantissima che riguarda il lavoro dei Cosmati per le pavimentazioni delle cattedrali romanico-gotiche); due bellissime “marionette” indonesiane, simili a quelle usate per il Tholu bommaalata (danza delle marionette di cuoio) di grandi dimensioni provenienti da una donazione di Paolo Galiano».

«Per non contare i libri.  Stiamo, infatti, pensando, se Dio ci aiuta, di estenderci in una costruzione limitrofa. E abbiamo pressoché completato la catalogazione di tutte le sezioni della biblioteca».

Domenica 30 il prof. Massimo Marra terrà la conferenza sulle tracce dell’incontro tra monachesimo e alchimia che sboccerà poi nel XVII secolo. Un argomento avvincente e raramente affrontato, dove, tra l’altro, si potranno vedere nella sua fornitissima biblioteca, libri veramente rari sull’argomento. Una curiosità: come è riuscito a trovare e portare nella sua Fondazioni libri così rari?

«L’amico Marra parlerà di un tema affascinante. L’ingresso dell’alchimia nel cristianesimo o, se preferite, del cristianesimo nell’alchimia ha tante ragioni per essere studiato. La prima forse è perché l’osmosi fra teologia, simbolismo iniziatico cristiano e dottrine ermetiche ampia e sviluppa il tema “religioso”, superando spesso i contrasti fra devozione, mistica e razionalità che hanno sempre affannato i filosofi d’Occidente».

«Riguardo la seconda parte della domanda devo dire che la mia famiglia, (romana da 7 generazioni con delle radici a Palombara Sabina) ha raccolto nei secoli una notevole quantità di testi, orientati proprio intorno agli argomenti filosofico-scientifici e mistico-ermetici che sono oggi uno degli interessi principali della Fondazione. In alcuni di questi libri ci sono ancora le note del mio bisnonno e di mio nonno, che era un compagno di studi di Giacomo Boni, il famoso archeologo del Palatino. Per cui diciamo che il 50% di tali libri me li sono sempre trovati in casa. Il resto è dovuto sia alla mia paziente ricerca che alla generosità dei miei compagni di studi e amici della Fondazione».

 

Antonello Cannarozzo

Foto © Fondazione Lanzi

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