Elvis, se lo sogni puoi farlo

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L’ultimo capolavoro del visionario Baz Luhrmann ci racconta la storia dell’assoluto Re del rock’n’roll che ha rivoluzionato la musica

Quando le luci si spengono e in sala scende il silenzio, liberate la mente e preparatevi a conoscere una storia unica, sincera e sorprendente. Elvis del visionario Baz Luhrmann vi farà immergere fin dalla prima scena in un vortice di emozioni, caleidoscopici colori, spettacolari vibrazioni, ritmi musicali ed un’eccentrica visione globale della realtà.

ElvisPresentato Fuori Concorso al Festival di Cannes, Elvis, una produzione Bazmark Production, Jackal Group, esce al cinema il 22 giugno distribuito da Warner Bros. Pictures.

Un Elvis Presley che rivive nelle sembianze del talentuoso Austin Butler, un attore che non impersona il personaggio ma si trasforma nel Re del Rock sul grande schermo. Accanto a lui un attore che ha bisogno di poche presentazioni, Tom Hanks nel ruolo del manager il colonnello Tom Parker.

Buz Luhrmann ci regala uno spettacolo epico che esplora la vita e la musica di Elvis Presley e lo fa in maniera originale, restando fedele al suo stile inconfondibile. Chiunque abbia visto un film del regista australiano, da Romeo + Juliet a Moulin Rouge, da Australia a Il Grande Gatsby sa perfettamente che la sua arte sta nel distinguersi cinematograficamente e nel racconto stilistico di un progetto. Una costante assoluta del cinema di Luhrmann è l’aspetto musicale che, anche questa volta, ovviamente, assume un aspetto più che considerevole.

La storia

ElvisRivisitata in chiave cinematografica, la storia di Elvis (Butler) è vista attraverso il prisma della complicata relazione con l’enigmatico manager, il colonnello Tom Parker (Hanks). Il film approfondisce le complesse dinamiche tra i due nell’arco temporale di vent’anni, dagli esordi alla fama, raggiungendo un livello di celebrità senza precedenti. Fa da sfondo un panorama culturale americano in evoluzione. Al centro di questo viaggio emozionale ed emozionante c’è una delle persone più significative e influenti nella vita di Elvis, Priscilla Presley (Olivia DeJonge).

Tra Elvis e Priscilla è stata una storia d’amore delicata e innocente riportata sul grande schermo con magistrale delicatezza. Priscilla ha rappresentato un porto sicuro per Elvis, un rifugio dalla sua vita frenetica.

Dal progetto al grande schermo

Buz Luhrmann ha diretto il film Elvis da una sceneggiatura da lui scritta insieme a Sam Bromell, Craig Pearce e Jeremy Doner, basata su una storia dello stesso Baz Luhrmann e Jeremy Doner. I produttori del film sono Luhrmann, la vincitrice dell’Oscar Catherine Martin (Il Grande Gatsby, Moulin Rouge!), Gail Berman, Patrick McCormick e Schuyler Weiss, mentre i produttori esecutivi sono Toby Emmerich, Courtenay Valenti e Kevin McCormick.

Elvis

Il team creativo che ha lavorato dietro le quinte include la direttrice della fotografia Mandy Walker, la scenografa e costumista premio Oscar Catherine Martin, la scenografa Karen Murphy, i montatori Matt Villa e Jonathan Redmond, il supervisore degli effetti visivi Thomas Wood, il supervisore musicale Anton Monsted e il compositore Elliott Wheeler.

Le riprese principali di Elvis si sono svolte in Australia, nel Queensland, con il sostegno del Governo del Queensland, di Screen Queensland e del programma Producer Offset del Governo australiano.

If I can dream of a warmer sun

ElvisIn due ore e mezza di film Luhrmann ci racconta l’infanzia, l’ascesa al successo e il declino di un artista che ha rappresentato la storia della musica grazie a un talento innato, a una potenza vocale senza precedenti per il periodo e paragonabile soltanto alle intense voci nere.

Un uomo plasmato dalla propria vita oltre che dalla figura del manager che, se da un lato l’ha aiutato nel raggiungere certi obiettivi, dall’altro l’ha stroncato fino all’ultimo giorno di vita. Una vita così intensa seppur così fugace e silenziosamente triste prematuramente fermata a soli 42 anni.

Elvis non è un film come gli altri. È uno spettacolo particolarmente coinvolgente che regalerà alle nuove generazioni la conoscenza di un artista nella sua interezza in un contesto storico di forti e importanti cambiamenti per gli Stati Uniti e per il Mondo.

Le influenze black e il gospel

Cresciuto accanto ai ragazzini neri, masticando gospel sin da piccolo, Elvis riflette tutta la vita un cultura che lo forgia caratterialmente e musicalmente.

Per un periodo Elvis Presley ha vissuto in una delle poche case designate ai bianchi in un quartiere nero di Tupelo, nel Mississippi.

Elvis

«Insieme a un gruppo di amici della zona, ha assorbito la musica proveniente dai juke-box dei bar e dai raduni Pentecostali. Crescendo ha fuso queste fonti unendole alla sua passione per la musica country. Parker, che non aveva orecchio musicale, è rimasto colpito dall’effetto che Elvis aveva sui giovani. Come dice il colonnello nel film è stato il più grande spettacolo che abbia mai visto», racconta Luhrmann.

Un rapporto controverso

Il film viene raccontato in prima persona dal colonnello Parker. «Questa storia parla della relazione tra Elvis e il colonnello Parker. Una storia vera raccontata in modo brillante e creativo che solo Baz col suo modo artistico unico, avrebbe potuto realizzare. Un regista che messo il suo cuore e la sua anima in questo film. Austin Butler è eccezionale. Tom Hanks è il colonnello Parker», dichiara Priscilla Presley.

Elvis

«Sebbene il film si chiami Elvis è anche la storia del colonnello Tom Parker, o almeno il suo racconto. Lui è la nostra porta d’ingresso, il nostro narratore anche se non sempre affidabile», afferma il regista, sceneggiatore e produttore la cui vasta ricerca sull’iconico Elvis gli ha permesso di scoprire come la strana collaborazione tra i due faccia comprendere il successo pubblico e le lotte personali dell’artista.

Parker è stato tutta la vita un imbonitore in cerca di un artista che infuocasse il palco e lo trovò in Elvis. È stato anche il primo ad aver capito il potenziale finanziario della musica legato al merchandising.

«Era sia un genio che una canaglia, un rigoroso uomo d’affari, malvagio e intelligente ma è sicuramente stato un pioniere in un genere di show business che non esisteva fino all’arrivo di Presley. Ha colto le potenzialità di Elvis, la sua unicità e sapeva che se l’avesse lasciato andare, sicuramente qualcun altro si sarebbe arricchito al posto suo», spiega Tom Hanks.

Impersonare un’icona

Importante è stata la scelta dell’attore che avrebbe dovuto dare vita all’uomo la cui arte e immagine elettrizzanti hanno pervaso i quattro angoli del Mondo per più di sessant’anni. I realizzatori hanno condotto un’ampia ricerca prima di imbattersi in Austin Butler.

«Abbiamo cercato un attore in grado di evocare il singolare modo sensuale di ondeggiare e le qualità vocali di questa star senza pari, ma anche la sua intima vulnerabilità» rivela Luhrmann.

«Ciò che mi ha sempre affascinato dei personaggi iconici, è il fatto che prima di tutto sono esseri umani. Elvis è stato il primo a rappresentare l’emblema di un ragazzo che viene dal nulla e che poi diventa l’uomo più famoso del Pianeta. È il sogno americano. Inoltre, ha incarnato così tante epoche che sembra aver vissuto 100 anni», afferma Butler.

Dal film emergono aspetti introspettivi, momenti intimi che ci danno modo di conoscere più in profondità l’uomo contrapponendolo all’artista.

Baz Luhrmann e la musica

Ogni esperienza cinematografica del regista australiano si fonde a quella sonora, il pubblico lo sa e si aspetta ogni volta un tassello in più nel puzzle creativo che lo caratterizza. In Elvis c’è una perfetta fusione tra musica d’epoca e moderna.

Elvis

«Considero la musica, la sceneggiatura e il linguaggio visivo come un tutt’uno», evidenzia il regista.

Con il compositore/produttore musicale esecutivo Elliott Wheeler e il supervisore musicale Anton Monsted, nel film non ascoltiamo soltanto la voce di Butler che interpreta le esibizioni dal vivo del giovane Elvis, ma anche l’iconico cantato di Elvis nell’ultima parte del film, e un mix delle due voci, oltre a molti interpreti di successo di oggi, tra cui Yola, Shonka Dukureh e Gary Clark, Jr. nei panni delle leggende di Beale Street, Sister Rosetta Tharpe, Big Mama Thornton e Arthur Crudup. Nella colonna sonora sono presenti i Måneskin, Doja Cat, Kacey Musgraves, Jazmine Sullivan, Jack White.

 

Alessandra Caputo

Foto © 2022 Warner Bros. Entertainment Inc.

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Alessandra Caputo
Classe 78, giornalista pubblicista, laureata in Lettere Moderne, scrittrice, mamma orgogliosa. Ha scritto di cronaca, spettacolo e cultura in quotidiani, riviste settimanali, mensili e sul web. Per diversi anni si è dedicata al settore viaggi e turismo dove la sua creatività si è integrata alla descrizione della realtà. Oltre al turismo oggi si dedica anche al settore cinematografico e agli amati libri. Appassionata della vita, della lettura, dell’arte e della cucina, senza seguire un ordine preciso delle cose ama ritagliare un piccolo spazio per tutto.-

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