Giovani: curate la Terra, le persone e la storia

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Papa Francesco si rivolge alle nuove generazioni nell’ultima tappa del suo viaggio in Canada: «Non siano in ostaggio di un telefono»

«Bisogna permettere ai giovani di fare gruppo, di stare in movimento: non possono passare le giornate isolati, tenuti in ostaggio da un telefono!». Papa Francesco si rivolge ai giovani nell’ultima tappa del suo viaggio in Canada, un invito che dopo gli anni del lockdown e ora della guerra è un consiglio chiaro e preciso: «fate squadra».

«Siete fatti per brillare insieme»

«I giovani fanno grandi cose insieme, non da soli. Perché voi giovani siete come le stelle del cielo, che qui brillano in modo stupendo» – ha dichiarato il Pontefice – «la loro bellezza nasce dall’insieme, dalle costellazioni che compongono, e che danno luce e orientamento alle notti del Mondo. Anche voi, chiamati alle altezze del cielo e a splendere in terra, siete fatti per brillare insieme». A fare la differenza è sempre lo spirito di squadra, presupposto indispensabile per affrontare le imprevedibili circostanze di ogni giorno. Fare squadra significa credere che per raggiungere grandi obiettivi non si può andare avanti da soli; occorre muoversi insieme, avere la pazienza di intessere fitte reti di passaggi. Significa pure lasciare spazio agli altri, uscire velocemente quand’è il proprio turno e fare il tifo per i compagni.

Librarsi verso l’alto

«Non sei fatto per vivacchiare, per passare le giornate bilanciando doveri e piaceri, ma per librarti verso l’alto, verso i desideri più veri e belli che porti nel cuore, verso Dio da amare e il prossimo da servire». Queste le parole con cui il Papa, parlando con i giovani e gli anziani nel piazzale della “Nakasuk Elementary School” di Iqalit, ha invitato a vivere “camminando verso l’alto”. «Non pensare che i grandi sogni della vita siano cieli irraggiungibili. Sei fatto per spiccare il volo».

Poi – ha osservato Francesco – «non è facile, perché è sempre in agguato quella “forza di gravità spirituale” che spinge per trascinarci in basso. Incontrerai gente che proverà ad azzerare i tuoi sogni, che ti dirà di accontentarti di poco, di lottare solo per quel che ti conviene. Allora ti chiederai: perché devo darmi da fare per quello in cui gli altri non credono? E ancora: come posso decollare all’interno di un Mondo che sembra scendere sempre più in basso tra scandali, guerre, imbrogli, mancanza di giustizia, distruzione dell’ambiente, indifferenza nei riguardi dei più deboli, delusioni da parte di chi dovrebbe dare l’esempio?».

Terra forte e resiliente, ma bisognosa comunque di cura

Soprattutto i giovani, sostenuti dagli anziani, devono prendersi cura per la Terra, per le persone, per la storia. Lo ha più volte sottolineato Papa Francesco rivolgendosi agli abitanti di Iqalit, dopo aver incontrato privatamente alcuni alunni delle ex scuole residenziali a cui ha chiesto scusa per la forzata conversione. «C’è una bella corrispondenza tra voi e la terra che abitate, perché anch’essa è forte e resiliente, e risponde con tanta luce al buio che per gran parte dell’anno la avvolge». Ma pure questa terra, ha precisato il Santo Padre, come ogni persona e popolazione, «è delicata e occorre prendersene cura, tramandandone il modo: a questo in particolare sono chiamati i giovani, sostenuti dall’esempio degli anziani. Cura per la Terra, cura per le persone, cura per la storia» ha ribadito il Pontefice.

Le altre dichiarazioni “storiche” di Francesco

La Chiesa deve liberarsi una volta per tutte dall’idea che esista una culturasuperiore alle altree che questo possa legittimare l’uso dimezzi di coercizionee didominio“. «Pensando al cammino di guarigione e riconciliazione con i fratelli e le sorelle indigeni, mai più la comunità cristiana si lasci contaminare dall’idea che esista una superiorità di una cultura rispetto ad altre e che sia legittimo usare mezzi di coercizione nei riguardi degli altri», ha dichiarato precedentemente il Papa nell’omelia.

Durante la celebrazione del mattino nel Santuario nazionale, un gruppo di nativi aveva innalzato davanti all’altare, e poi all’ingresso della Basilica, uno striscione con la scritta “Rescind the Doctrine” (Cancella la dottrina), con riferimento al pronunciamento della Chiesa cattolica vecchio più di 500 anni che diede libero sfogo alle potenze coloniali per invadere qualsiasi terra non ancorascopertadai cristiani e schiavizzarne le popolazione. Una norma, la bolla papale di Niccolò V del 1452, mai abrogata, che secondo i contestatori sarebbe alla base ancora di politiche contro i nativi, come in Canada i piani di assimilazione delle comunità autoctone e lo stesso sistema delle scuole residenziali, gestito in gran parte proprio dalla Chiesa cattolica.

Ai nativi non basta

Per chi protesta, in altre parole, le “storiche” richieste di perdono del Papa di questi giorni non bastano se non viene anche cancellata la “Discovery Doctrine”. E questa visione trova ascolto anche ai piani alti della politica canadese, se è vero che lo stesso premier Justin Trudeau, presente anche lui alla protesta nel Santuario, pur riconoscendo “l’impatto enorme” della visita del Pontefice, ha dichiarato oggi che «la Chiesa deve “intraprendere azioni concrete” per “affrontare la Dottrina della scoperta”».

Un altro forte richiamo del Papa ha riguardato la piaga della pedofilia. «La Chiesa in Canada ha iniziato un percorso nuovo, dopo essere stata ferita e sconvolta dal male perpetrato da alcuni suoi figli» – ha affermato Francesco – «penso in particolare agli abusi sessuali commessi contro minori e persone vulnerabili, scandali che richiedono azioni forti e una lotta irreversibile. Io vorrei, insieme a voi, chiedere ancora perdono a tutte le vittime. Il dolore e la vergogna che proviamo deve diventare occasione di conversione: mai più!».

Papa Francesco ripartito dal Canada per Roma

Il Pontefice ha concluso la sua visita in Canada, iniziata domenica scorsa, ed è ripartito per l’Italia e la Città del Vaticano. Dopo una breve cerimonia di congedo all’aeroporto di Iqaluit, alla presenza della governatrice generale Mary Simon, l’aereo del Santo Padre è decollato per Roma-Fiumicino, dove arriverà dopo poco più di sette ore di volo.

 

Ginevra Larosa 

Foto © New York Post, Vatican News, Taiwan News

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