La manifestazione contro il caro bollette e l’inazione climatica indetta per richiedere un intervento urgente del Governo francese
Organizzata dalla Nupes (Nuova unione popolare ecologica e sociale) e, più in particolare, da Jean-Luc Mélenchon leader de la France Insoumise (LFI) ed ex candidato alle presidenziali, ieri 16 ottobre si è svolta a Parigi una manifestazione contro il costo della vita e l’inazione climatica.
Secondo quanto ha appreso l’AFP (Agence France-Presse) da una fonte della polizia, la marcia contro l’alto caro vita e l’inazione climatica organizzata dall’alleanza di sinistra Nupes e svoltasi a Parigi ha radunato domenica “30.000 persone“. Pochi giorni prima, gli organizzatori avevano annunciato “140.000“ partecipanti, affermando, nelle parole della deputata di LFI Aurélie Trouvé, di essere “già riusciti nella loro scommessa”.
Per il momento, si tratta della più grande manifestazione dell’autunno
Jean–Luc Mélenchon ha raccolto dietro di sé tutti i suoi alleati socialisti, ecologisti e comunisti. Un’impresa difficile da realizzare. I grandi assenti di questa marcia sono i sindacati che hanno preferito tenersi lontani dalla mobilitazione. Jean-Luc Mélenchon li invita a partecipare allo sciopero generale di domani, martedì 18 ottobre.
Jean-Luc Mélenchon guida la rivolta: il primo atto di un “nuovo fronte popolare”?
«Il 18 ottobre è stato indetto uno sciopero generale. Non lasciate ad altri il vostro dovere e il vostro posto nella lotta. Allora si avrà la congiunzione di mobilitazione popolare, mobilitazione sindacale e crisi istituzionale» ha affermato il leader degli insoumis che spera nel ritorno del Fronte Popolare, ossia dell’alleanza tra sindacati e partiti politici.
Slogan e richieste dei manifestanti
Nella marcia pacifica di domenica 16 ottobre a Parigi si sono sentiti slogan anti–Emmanuel Macron, la richiesta della rivalutazione dei salari e la lotta all’inflazione. La polizia ha comunicato che diversi tentativi di danneggiare negozi (Afflelou, McDonald’s) o istituti bancari (BNP) sono stati “impediti dagli interventi degli agenti della questura, le BRAV”, le brigate per la repressione delle azioni violente.
«Questa è la settimana più difficile da superare»
Domani lo sciopero sarà generale. La mobilitazione prevista per martedì 18 ottobre dovrebbe interessare molti settori come i trasporti, gli autotrasportatori ma anche le scuole, gli asili e i lavoratori comunali. Questo malcontento sociale mette il Governo in una posizione delicata alla vigilia del voto per la legge di bilancio 2023 che si trova cosi in bilico tra il desiderio di riformare da un lato e il timore di esacerbare un clima sociale già teso dall’altro. «È la settimana più difficile da superare», ha dichiarato un ministro, che conta sull’inizio delle vacanze di Ognissanti e sui miglioramenti promessi da Elisabeth Borne, l’attuale primo ministro francese, per vedere la situazione stabilizzarsi.
Ricorso al 49.3?
L’esecutivo è piuttosto soddisfatto della mobilitazione relativamente media di sabato durante la marcia contro l’alto costo della vita. Tuttavia, il Governo sta monitorando attentamente l’entità del movimento di sciopero di domani. Il ricorso al 49,3 dell’Assemblea nazionale per approvare il bilancio dovrebbe attendere la metà della settimana per evitare le prove di autoritarismo. L’articolo 49, paragrafo 3, noto come “impegno di responsabilità”, è la norma che consente al Governo francese di approvare il testo che presenta, senza votazione, sotto la copertura del rifiuto della mozione di censura che un decimo dell’Assemblea deve presentare. Essa consente all’esecutivo di bypassare il voto su un provvedimento, per il quale si teme non ci sia maggioranza disposta ad approvarlo.
“Le cose possono essere risolte in assemblea”
La maggioranza vuole addossare la responsabilità del 49,3 alle opposizioni, accusate di adottare posizioni politiche per i repubblicani che non voteranno il testo o gli emendamenti ritenuti finanziabili per il Raduno nazionale e il Nupes. Gabriel Attal, l’attuale ministro dei Conti Pubblici, afferma di voler utilizzare il 49,3 il più tardi possibile. Questa posizione è considerata superflua da alcuni parlamentari, alla luce delle opinioni note dei diversi gruppi. È tuttavia condivisa da altri rappresentanti eletti della maggioranza. «Spetta a noi dimostrare che le cose possono essere risolte in assemblea e non in strada», riassume un membro dell’ala sinistra della Macronie.
Rossella Vezzosi
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