Adriana Tata Rojas, da trader a guida spirituale

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Guida spirituale

«Avevo 27 anni, è stata una scelta difficile anche perché la maggior entrata economica in casa era la mia»

Adriana Tata Rojas è un’Ajq’ij: una guida spirituale e sacerdotessa Maya. Gira l’Europa tenendo conferenze e laboratori incentrati sugli insegnamenti tradizionali di questo antico popolo. L’ho incontrata in Svizzera mentre era ospite del gruppo dei Verdi di Locarno, per presenziare ad alcune conferenze.

Da trader finanziaria a guida spirituale

Adriana nasce a Bogotà, in Colombia, all’interno di una famiglia tradizionale caratterizzata da un’educazione lineare, improntata sull’importanza dei valori. Dopo le scuole superiori e l’Università intraprende la carriera di agente di borsa. In seguito si sposa e continua a lavorare, pianificando di avere un figlio dopo un paio di anni. Invece rimane incinta molto prima del previsto. «Mariana è stata il motore che ha cambiato tutto. Un dono meraviglioso della mia vita! Mi ha insegnato tantissimo! Ma all’inizio avevo paura. Come facevo a fare la mamma? Ero confusa e disorientata». La maternità procede bene, ha tre mesi di congedo dal lavoro poi riprende la sua attività in banca. Della figlia, mentre lei è al lavoro, se ne occupa la nonna paterna e così tutto apparentemente torna come prima.

Una scelta difficile

Un giorno però accade un fatto banale: la suocera chiama Adriana e la avverte che a Mariana è spuntato il primo dentino. In lei scatta qualcosa. Si rende conto di trascorrere gran parte del suo tempo lavorando e di non poter essere presente alle varie fasi che i bimbi piccoli attraversano. Spesso arriva a casa dal lavoro e la bimba già dorme. Vuole essere una mamma più presente e così matura la decisione: «Avevo 27 anni, è stata una scelta difficile anche perché la maggior entrata economica in casa era la mia. Ma avevo deciso e dopo circa sei mesi mi sono ritirata dal lavoro. Così, il giorno prima ero una donna in affari e quello dopo una mamma a tempo pieno. Dopo qualche tempo ho avuto l’occasione di lavorare, potendo portare con me mia figlia, nel centro olistico che avevano creato mia mamma e il suo secondo marito. Era uno spazio d’incontro dedicato alla spiritualità e aperto a tutti, non solo a sciamani e astrologi, dove si tenevano anche dei corsi a tema» (es. yoga).

Il sogno

«Quell’anno si doveva tenere in Colombia il secondo raduno degli Anziani indigeni d’America, in un luogo della Foresta Amazzonica. Il centro olistico fungeva da sede fisica per l’organizzazione dell’evento (allora non c’erano telefoni cellulari a fare da tramite). Alla conclusione di questo incontro, successe che sessantacinque tra i partecipanti persero l’aereo a Bogotà e noi abbiamo messo a disposizione il salone del centro per farli dormire. Fu meraviglioso: per tre giorni l’ambiente si era riempito di suoni tipici e musiche tradizionali, mantra, idiomi diversi. Tre giorni di atmosfera magica in questo spazio. E in una di quelle notti ho fatto un sogno. C’erano delle cose simboliche che non capivo». Adriana racconta il suo sogno a un abuelo Maya (un anziano che conosce e pratica le tradizioni di quel popolo) e due mesi dopo viene invitata a una cerimonia non ben precisata. «Ci trovavamo in una piantagione di pesche, ricordo che c’era un gran fuoco e un’atmosfera particolare, e mi dicono che la cerimonia è per me. Era l’inizio del mio Cammino spirituale Maya, un cammino ricco di responsabilità e composto da 20 iniziazioni».

«Sono passati circa vent’anni, riflettendo non mi manca la vita che svolgevo prima, quella di ora la trovo più autentica, più semplice e profonda. Quella vita aveva i suoi vantaggi ma è cambiato il mio concetto di successo: ora cerco di essere felice e di aiutare gli altri a trovare il loro concetto di felicità. Credo che abbiamo diverse missioni nella vita. A volte le scopriamo piano piano. Una delle mie è quella di essere un “ponteverso il Mondo trascendentale. Aiutare le persone ad avere prospettive diverse e incoraggiarle nella loro evoluzione personale, che non va data mai per scontata».

Il quinto ciclo

Guida spirituale«La concezione del tempo, secondo le credenze del popolo Maya, è molto diversa da quella occidentale: è un processo ciclico. Ce n’è stato un primo, caratterizzato dall’elemento fuoco, in cui regnava l’energia femminile; un secondo, in cui l’energia maschile aveva più potere e l’elemento era la terra; un terzo dove prevaleva di nuovo l’energia femminile e l’elemento era l’aria; un quarto in cui predominava l’energia maschile e l’elemento caratterizzante era l’acqua. Nel quinto, iniziato il 21.12.2012, avviene un bilanciamento tra le due energie. Questo è il ciclo della trasformazione trascendente, l’elemento caratterizzante è l’etere, c’è maggior connessione con le energie superiori. È importante favorire la trasformazione e liberarci dagli schemi che ci limitano facendoci credere che la felicità sia nell’ottenere beni materiali».

Dobbiamo incrementare il mondo spirituale e tornare a una vita in armonia con la natura, alimentarci in modo sano, rispettare gli altri e gli animali. E dobbiamo fare attenzione all’acqua: le prossime guerre potrebbero essere per questo elemento fondamentale per tutti e per il Pianeta. L’umanità ha bisogno di voltare pagina ma il cambiamento non deve partire solo dai Governi, ognuno di noi può contribuire: le piccole azioni conducono alle grandi.

Per chi fosse interessato fino a fine aprile Adriana sarà a Vetralla, in provincia di Viterbo, presso l’associazione La Noce.

 

Antonio Vanzillotta

Foto © Antonio Vanzillotta

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