In tutta Italia continuano le manifestazioni dei giovani, soprattutto ragazzi e ragazze fuori sede, con le tende davanti agli atenei
Questa mattina il ministero dell’Università e della Ricerca si è svegliato con gli studenti che, intenti a protestare contro il caro–affitti, hanno piazzato le tende davanti all’entrata. Le contestazioni vanno avanti da giorni con accampamenti in tutta Italia davanti agli atenei.
«Siamo stanchi. Dopo Milano, Bologna, Firenze, Torino e altre Città, e dopo che a Roma le tende sono comparse anche davanti all’Università di Tor Vergata, abbiamo deciso di portare la protesta direttamente sotto il ministero dell’Università e della Ricerca. Le nostre richieste vanno tutte nella direzione dell’elaborazione e dell’attuazione di politiche e strumenti che servano per garantire realmente il diritto allo studio a tutti. Invitiamo tutti gli studenti di tutti gli atenei alla mobilitazione continua e permanente!», affermano i ragazzi del gruppo Cambiare Rotta.
La risposta dei ministeri
«Abbiamo chiesto un censimento degli immobili inutilizzati affinché vengano messi a disposizione per gli studenti», dichiara il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, in merito al caro-affitti e alla carenza di alloggi per gli studenti. Inoltre ha spiegato: «C’è un problema nel trovare immobili disponibili in Provincia. Abbiamo 40mila posti letto. Questo è già velocizzare, ma vogliamo andare avanti su questo».
La Bernini ha rivendicato di aver messo «quasi un miliardo e lo abbiamo fatto subito nella legge di Bilancio; sul tavolo c’è questo. E poi abbiamo aggiunto 7.500 posti letto dai fondi del Pnrr. Noi parliamo poco ma facciamo molto, abbiamo già velocizzato, però non ci fermiamo, non ci basta. Ho chiesto la collaborazione di tutti a partire dal demanio, dai sindaci metropolitani. Abbiamo chiesto di mettere a disposizione gli immobili dismessi. Oggi è uscita una manifestazione di interesse dal ministero su una ricognizione di questi immobili» ha concluso.
«Sul problema del caro-affitti presenteremo una risoluzione in commissione Cultura e Università. Convocheremo le associazioni studentesche e i ministri competenti, così come le autorità degli enti locali e delle Regioni. Dobbiamo risolvere questo problema che affligge moltissimi studenti italiani in tutta la Nazione per la completa realizzazione del diritto allo studio, tema che è stato trascurato fino ad oggi. A Milano in media una camera singola costa 628 euro al mese, a Bologna 467 e a Roma 452». Lo dichiarano il presidente della commissione Cultura e Università della Camera, Federico Mollicone (FdI) e il capogruppo di Fdi in commissione, Alessandro Amorese.
L’inizio
A cominciare la mobilitazione contro la crisi abitativa, è stata la studentessa Ilaria Lamera a Milano. La ventitreenne da martedì dorme in una tenda montata di fronte al Politecnico.
«La situazione qui in Città (Milano, ndr) è impraticabile. Sono andata a visitare un numero indeterminato di case e per tutte chiedevano per una singola dai 700 euro in su, senza le spese.
Per le doppie il prezzo era più basso» – spiega la ragazza originaria della bergamasca, studentessa al quarto anno di Ingegneria ambientale – «ma in condizioni invivibili. Due persone stipate in camerette piccolissime o sporche. Non era fattibile e quindi dall’inizio dell’anno ho dovuto fare la pendolare. Poi, una sera ho pensato che avrei voluto avere una tenda per non essere costretta ancora una volta a tornare a casa tardi e mi è venuta l’idea di questa protesta».
Una protesta autorizzata
Nella stessa condizione di Ilaria, che afferma di aver avuto tantissimi riscontri da parte di giovani che spesso sono costretti ad abbandonare proprio gli studi, ci sono diversi altri ragazzi e ragazze fuori sede. Anche per queste motivazioni la sua protesta è stata appoggiata da Terna sinistrorsa, la lista studentesca del Politecnico.
La giovane, in accordo con la Digos, rimarrà accampata sul posto fino a domenica sera. Ieri pomeriggio ha incontrato il consigliere regionale del Pd Pierfrancesco Majorino che l’ha fatta parlare al telefono con la segretaria Elly Schlein. «Non spetta a me portare soluzioni sui tavoli delle Istituzioni», precisa Ilaria. «Chi è venuto qui a parlarmi mi ha promesso che si metterà in moto per porre rimedi al problema».
«Possibilità ce ne sono» – aggiunge – «per esempio, i fondi del Pnrr potrebbero essere impiegati nel pubblico invece che nel privato. Oppure investire in nuovi studentati a prezzi più accessibili. Io vorrei anche l’imposizione di un tetto massimo sugli affitti, ma mi rendo conto che questo sarebbe difficile».
Cosa chiedono gli studenti
L’Unione degli universitari (Udu) annuncia oggi iniziative contro il caro-affitti in otto diverse Città: Milano, Pavia, Padova, Venezia, Bologna, Perugia e Firenze oltre a Roma. Sono invece state smontante le tende a Torino e Cagliari, mentre a Trento arriveranno venerdì.
«Proprio ieri sera» – spiega Camilla Piredda, coordinatrice dell’Udu – «il sindacato studentesco ha scritto alla ministra Bernini e chiesto la convocazione urgente di un tavolo presso il ministero dell’Università volto a trovare soluzioni alla crisi abitativa. Nella lettera parliamo della situazione degli affitti e delle residenze universitarie.
Abbiamo espresso tutte le nostre preoccupazioni su come si stanno spendendo le risorse del Pnrr, le quali stanno andando a favore di studentati privati. Come si può pensare che uno sconto del 15% sul canone di mercato potrà essere risolutivo? Invece i famosi 400 milioni di euro, ricordati anche oggi dalla ministra Bernini, sono troppo pochi e congelati da mesi. Se veramente il Next Generation EU deve guardare alle nuove generazioni, vorremmo che queste venissero coinvolte e consultate. Per questo, abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo nazionale per affrontare la crisi abitativa».
L’Unione degli Universitari fa sapere di essere al lavoro su un’indagine approfondita di come si stanno utilizzando le risorse del Pnrr, e che presenterà settimana prossima insieme a un “contro Pnrr” elaborato proprio dal sindacato studentesco, in contrapposizione a quello che si sta attuando.
Le polemiche della politica
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha fatto discutere con le sue parole. «Io credo che il problema del caro-affitti è grave ma tocca le Città governate dal centrosinistra, lì non sono state attivate dalle giunte comunali politiche a favore dei giovani e degli studenti per offrire loro un panorama abitativo decoroso». Queste parole hanno causato una valanga di critiche ma soprattutto l’irritazione della collega di Governo Bernini, contraria alla contrapposizione con le amministrazioni locali.
Immediate anche le piccate risposte dei sindaci di centrosinistra. «Il ministro dov’era mentre il suo Governo votava a dicembre l’azzeramento del fondo nazionale affitti? Non c’è limite alla vergogna», ha replicato il sindaco di Firenze Dario Nardella.
Per il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, «ci sono due possibilità, o quella del ministro Valditara è una battuta, peraltro riuscita male, oppure è frutto di una riflessione. Se è frutto di una riflessione profonda, credo che con questa affermazione il ministro illumini il Paese rispetto a quello che lui è».
«Il diritto allo studio è competenza delle Regioni e dello Stato», ha ricordato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Una tesi su cui concorda anche l’Unione degli universitari. «La crisi abitativa non dipende dal colore politico della Giunta Comunale, ma anzitutto dalle politiche statali e regionali attuate negli ultimi anni», spiega Simone Argutoli che porta come esempio le Città di Pavia e Perugia dove gli studenti stanno per dare vita a forme di protesta contro il caro-affitti e che sono governate da giunte di centrodestra.
In campo è scesa anche la segretaria del Pd, Elly Schlein: «Il Governo ha cancellato 330 milioni di euro di fondi per l’affitto. Tentano di scaricare la responsabilità su altri, sono senza vergogna».
Ginevra Larosa
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