La Polonia fortifica il confine con la Bielorussia

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Polonia

Il Governo di Varsavia chiede all’Ue autonomia nel gestire il flusso di migranti ucraini. Con il consenso da parte di Bruxelles ci sarebbero ripercussioni anche per l’Italia

La Polonia rafforza il suo confine orientale di fronte al rischio di “provocazioni” russe e bielorusse dopo il caso dei due elicotteri che avrebbero sconfinato.

«Russia e Bielorussia stanno aumentando le pressioni al confine, aumentando il numero delle loro provocazioni e dobbiamo essere consapevoli che il numero crescerà», ha affermato il premier polacco Morawiecki.

La Bielorussia continua a negare la violazione dello spazio aereo polacco da parte di due suoi elicotteri, contrariamente a quanto accusato da Varsavia. L’ambasciatore polacco a Minsk, Martin Wojciechowski, è stato convocato dal ministero bielorusso degli Esteri dopo le accuse, da parte di Varsavia, di violazione del proprio spazio aereo da parte di due elicotteri bielorussi lo scorso primo agosto. «Il diplomatico è stato informato che le frettolose dichiarazioni rilasciate da funzionari polacchi in merito alla violazione dello spazio aereo da parte di due elicotteri bielorussi non sono state confermate a seguito di un controllo completo effettuato dalla parte bielorussa. I dati di controllo oggettivo della traiettoria di volo degli elicotteri sono stati forniti per dimostrarlo», ha spiegato il dicastero.

Voli regolari

Difatti la Bielorussia ha condiviso con la Polonia i dati di volo che confuterebbero le accuse di violazione del confine della Polonia da parte di elicotteri di Minsk. Il ministero della Difesa bielorusso, «in collaborazione con il ministero degli Esteri, ha presentato alla parte polacca dati dettagliati sui voli dei propri mezzi aerei nella zona di confine il primo agosto. I dati di volo confermano che non vi sono motivi per accusare i velivoli bielorussi di aver violato il confine di Stato».

Secondo la parte bielorussa, gli elicotteri delle forze di difesa aerea hanno effettuato voli a un’altitudine di 150200 metri e non si sono mai avvicinati al confine di Stato a meno di 1.900 metri. Il ministero ha invece sottolineato il fatto che un elicottero Mi-2 polacco stava volando a 200 metri dal confine. Minsk ha quindi esortato Varsavia a non usare il caso come giustificazione per «un rafforzamento delle sue truppe» al confine. Cosa che di fatto è avvenuta.

Nuove sanzioni

Ma anche dall’Unione europea arrivano provvedimenti. Il Consiglio Ue ha formalmente adottato l’inserimento nella black list europea di 38 nuovi individui e tre nuove entità della Bielorussia per il suo coinvolgimento nella “guerra illegale” della Russia contro l’Ucraina e per “i continui abusi dei diritti umani” all’interno del Paese.

«Abbiamo adottato nuove sanzioni in reazione alle continue, sistematiche, diffuse e gravi violazioni dei diritti umani e alla brutale repressione contro tutti i segmenti della società bielorussa da parte del regime illegittimo di Lukashenko», ha sottolineato l’Alto Rappresentante Ue Josep Borrell. Le sanzioni entrano in vigore da oggi.

Immigrazione

La Polonia inizia a valutare uno stop totale a ogni forma di solidarietà nei confronti dei migranti con i Paesi partner come l’Italia. Dunque né richiedenti asilo né contributi finanziari. A scatenare questa scelta è l’elevato numero di rifugiati ucraini che, di fatto, offrono a Varsavia una buona ragione e una valida giustificazione per negare ogni tipo di aiuto e sostegno.

A guidare da Bruxelles il Governo polacco in merito a questa decisione, Witold Jan Waszczykowski. PoloniaUomo di spicco del partito Diritto e Giustizia del primo ministro Mateusz Morawiecki, ex ministro degli Esteri durante la crisi migratoria del 2015, è attualmente membro del Parlamento europeo. Siede nel gruppo dei conservatori europei (Ecr), lo stesso cui appartiene Fratelli d’Italia.

Waszczykowski critica l’accordo raggiunto in Consiglio a inizio giugno, che offre agli Stati membri due diverse opzioni:

  • autorizzare ricollocamenti di richiedenti asilo da Paesi di primo arrivo come l’Italia;
  • evitare di farsi carico degli extracomunitari in arrivo ma offrire al partner Ue un contributo finanziario pari a 20 mila euro per persona migrante non accolta.

La medesima richiesta, effettuata dalla Polonia, è stata già fatta dalla Repubblica Ceca che ha immediatamente chiesto l’esenzione e il contributo finanziario per via dell’alto numero di rifugiati ucraini. Richiesta che difficilmente potrà essere accolta. «Dato che la Polonia ospita più di un milione di ucraini, se una valutazione dovesse essere effettuata oggi è molto probabile che la Polonia sarebbe considerata sotto pressione e quindi ammissibile alla solidarietà o a una riduzione totale dei propri contributi di solidarietà», ammette la commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson. Un’ammissione impressa nero su bianco nella risposta fornita all’europarlamentare, che ora ha una documentazione ufficiale da mostrare al suo Governo.

Intenzioni

La finalità di Varsavia non è chiedere aiuto ad altri Stati membri dell’Ue per alleviare peso e presenza di rifugiati ucraini. Questo vorrebbe dire, in futuro, dover ricambiare il favore e prendersi cura di migranti in arrivo altrove, in Grecia o in Italia. In pratica la Polonia vorrebbe gestire in autonomia la numerosa presenza ucraina, senza chiedere niente a nessuno ma senza offrire niente a nessuno.

Il rischio per l’Italia è di avere meno Paesi Ue che prendono chi sbarca sulle coste dello Stivale, e anche meno soldi. Uno scenario che non aiuta a gestire il fenomeno.

 

Ginevra Larosa

Foto © Odessa Journal, Yahoo, CNBC, Stranieri in Italia

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