Andrea Mirabile nel suo saggio sul poeta vuole analizzare questo fil rouge che collega la Divina Commedia moderna con la storia dell’arte italiana
Ezra Pound (1885-1972), il più grande poeta americano del Novecento, controverso per le sue idee politiche di destra e reazionario, trascorse la maggior parte della sua vita in Italia a Rapallo e a Venezia. Non sorprende che la cultura italiana pervade la vasta opera poetica di Pound, i Cantos.
Andrea Mirabile con il suo saggio “Ezra Puond e l’arte italiana – Fra le avanguardie e d’Annunzio e Olschki”, vuole analizzare questo fil rouge che collega la Divina Commedia moderna con la storia dell’arte italiana e soprattutto quella del Quattrocento: Beato Angelico, Botticelli, Bellini, Carpaccio e Mantegna e altri pittori minori. Gli artisti, l’architettura di Venezia e soprattutto il suo paesaggio, costituiranno le sorgenti della fase paradisiaca dei Cantos. Non solo un riferimento al poema dantesco, ma anche una sorta di debito all’estetismo decadente e l’anello al rinnovamento modernista.
Pound – D’Annunzio
Insomma Pound non può fare a meno di confrontarsi con D’Annunzio e la cultura italiana ed europeista a sua volta in bilico fra modernismo e decadenza. La critica ufficiale in realtà ha poco considerato il rapporto fra i due scrittori, ma come sottolinea Andrea Mirabile vi sono contatti e convergenze fra i due mondi decadenti americano ed europeo.
In una feroce sintesi stellata da Pound Guide to Kulchur del 1938, offre una scarna guida per visitare l’Italia ma elenca tutti i luoghi e le opere d’arte che ritiene interessanti. In realtà è una ironica provocazione su una cultura generalista, per cui l’arte è soprattutto italiana.
Pound più che un’analisi critica ha un rapporto affettivo con le opere d’arte, addirittura sensuale e lontano dalle rigidità accademiche. Un poeta amico di pittori come Dorothy Shakespear o il collezionista americano John Quinn. Pound diviene una sorta di consulente professionale anche per la rivista The New Age. Inoltre si può considerare uno scrittore bilingue, americano e italiano, con attenzione ai dialetti regionali.
Nel primo capitolo del saggio “Inferno aporie dell’estetismo decadente” Pound realizza una officina e una elaborazione teorica associata allo sviluppo delle avanguardie. L’interesse alla pittura del Quattrocento è talmente forte in lui tanto che filologia e filoginia si sovrappongono nella concezione poetica. In questo periodo è accusato di tradimento e propaganda fascista soprattutto per i discorsi che trasmise da Radio Roma fra il 1940 e il 1943, evidenziando una ammirazione per Benito Mussolini. Ma al di là della parentesi politica, Pound continua la sua elaborazione poetica legata anche alla ricerca artistica.
Purgatorio, fra le avanguardie e D’Annunzio
Nel secondo capitolo del saggio, Pound, nonostante la ripresa delle opere e delle tradizioni plastiche e architettoniche citate nei “Canti pisani”, ha come punto di riferimento definitivo Venezia. Egli è erede di una lunga serie di scrittori in pellegrinaggio nella città lagunare: Byron, Browning, James, crede che Venezia oltre le tantissime metafore e costruzioni simboliche, sia uno spazio sublime e inimitabile, eppure concretamente fisico.
Paradiso, Calle Querini Venezia
Nel terzo capitolo del saggio prosegue il suo viaggio metafisico e onirico. Da qui anche le
analogie con Walter Pater senza trascurare William Butler Yeats. Nella sua opera “The Renaissance”, Pound invita a superare ogni limite spaziale o temporale, oltre che qualsiasi rigida astrazione teorica, nella ricerca estetica ed estatica della bellezza. Nei “Canti pisani” descrive il Paradiso come l’ingresso in una sorta di condizione sacrale, divina, al di là delle miserie del quotidiano. Una sorta di giardino recintato protetto dalle insidie del tempo.
Paolo Montanari
Foto © Linkiesta, Terebess, Loquis













