Il Papa ha partecipato alla sessione sull’Ia affermando che spetta alla politica creare le condizioni per farne buon uso e non creare morte
La giornata odierna è iniziata all’alba non solo per Papa Francesco ma anche per i 74 artisti del mondo dell’umorismo, italiani e provenienti da diversi Paesi. Tutti sono stati ricevuti in Vaticano alle 8. Tra gli artisti c’erano Gene Gnocchi, Nino Frassica, il Mago Forest, Jerry Calà, Geppi Cucciaro, Christian De Sica, Enrico Brignano, Massimo Boldi, Lino Banfi, Leonardo Manera per citarne solo alcuni. Luciana Litizzetto ha letto, al termine, una preghiera indirizzata al Santo Padre.
Bergoglio nel suo discorso ha affermato: «avete il potere di diffondere serenità e il sorriso. Voi unite la gente perché il riso è contagioso». Proseguendo Papa Francesco loda il talento di questi artisti e lo definisce «un dono prezioso che insieme al sorriso diffonde pace nei cuori delle persone, aiutandole a superare le difficoltà e a sopportare lo stress quotidiano, sollievo nell’ironia e a prendere la vita con ironia». Al termine dell’udienza il Santo Padre ha invitato gli artisti a: «continuate ad allietare la gente, specialmente chi fa più fatica nel guardare la vita con speranza, aiutateci con un sorriso a veder la realtà con le sue contraddizioni, a sognare un Mondo migliore».
L’accoglienza a Borgo Egnazia
Sceso dall’elicottero Papa Francesco si è trasferito con una golf car, seduto accanto al premier Meloni, alla residenza dove si svolge l’evento, e ove si parla di Intelligenza
artificiale, energia, Africa e Mediterraneo. All’ingresso della sala un grande tavolo ovale accoglieva molti importanti capi di Stato. Un applauso ha accolto l’ingresso del Pontefice che sulla sedia a rotelle ha salutato uno a uno i presenti: la direttrice generale del Fondo monetario internazionale Georgieva; il presidente francese Macron; il primo ministro dell’India Modi; il presidente americano Biden, il presidente del Brasile da Silva; il presidente dell’Argentina Milei, con il quale si è affettuosamente abbracciato; il presidente della Turchia Erdogan; il presidente d’Algeria Tebboune; il primo ministro inglese Sunak.
Ia ed etica
Si è quindi seduto con a fianco il premier Meloni e ha affermato: «ho due versioni del discorso, quello lungo e quello breve, leggerò quest’ultimo». L’integrale sarà poi consegnato a tutti i partecipanti. Nel suo intervento Bergoglio ha chiesto che l’Intelligenza artificiale sia coniugata con l’etica e ha ricordato che come «l’energia prodotta dalla fusione degli atomi, come avviene sul Sole, potrebbe essere utilizzata per produrre energia pulita e rinnovabile, ma anche per ridurre il nostro Pianeta a un cumulo di macerie, l’intelligenza artificiale invece può adattarsi al compito che le viene assegnato. Quindi operare scelte indipendenti dall’essere umano per raggiungere l’obiettivo prefissato. Ecco perché c’è bisogno che l’uomo non ne perda il controllo. Il rischio c’è».
«Si sta perdendo il valore e il profondo significato di persona umana», aggiunge il Papa. «Nessuna innovazione è neutrale, la tecnologia nasce per uno scopo e nel suo impatto per la società rappresenta sempre una forma di ordine nelle relazioni sociali, e una disposizione di potere. Affinché i programmi di Intelligenza artificiale siano strumenti per la costruzione del bene, debbono essere sempre ordinati al bene di ogni essere umano quindi devono avere una ispirazione etica».
Il pericolo tecnocratico
Papa Francesco ha richiamato ai presenti la necessità di una sana politica. «Può funzionare il Mondo senza politica?», ha chiesto Bergoglio. «Per molti è una brutta parola e non si può ignorare ma la politica serve!. Il Mondo non può funzionare senza la politica che è la più alta forma di carità ma anche la più alta forma di amore».
L’appello di Papa Francesco ai Grandi del Mondo
«Restiamo umani e non deleghiamo il nostro futuro alle macchine. Per questo di fronte alle sfide e ai pericoli dell’Intelligenza artificiale serve una visione etica e il primato di una buona politica. L’umanità è senza speranza se dipenderà dalla scelta delle macchine». Riferendosi all’uso dell’Ia nella guerra ha dichiarato: «nel dramma dei conflitti armati è urgente ripensare lo sviluppo e l’utilizzo di dispositivi le cosiddette “armi letali autonome” per bandirne l’uso, introducendo un significativo controllo umano. Nessuna macchina dovrebbe mai scegliere se togliere la vita a un essere umano».
Giancarlo Cocco
Foto © WTHR, Vatican News













