Elezioni in Francia, gli sconfitti non lo sono poi così tanto

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Nella nuova Assemblea nazionale è in calo del 36% la rappresentanza femminile rispetto alle ultime due legislature

Le elezioni legislative francesi, nel secondo turno, hanno lasciato sgomenti un po’ tutti. Dopo il primo in cui la destra (Rassemblement National) aveva avuto la meglio, con il 30% dei voti, e sembrava inarrestabile, a sorpresa ha vinto la coalizione della sinistra, Nuovo Fronte popolare (Nfp). Anche l’affluenza alle urne ha fatto parlare di sé. Al secondo turno è stata del 66,63%, la più alta dal 1997. Un aumentato di più di 20 punti rispetto alle elezioni legislative del 2022. Domenica già alle 17 era stata superata quella delle elezioni legislative del 2012, 2017 e 2022: un dato ancora più notevole se si pensa che in Francia le scuole hanno chiuso da qualche giorno, e molte persone si trovavano già in vacanza o all’estero.

Ma in realtà i giochi non sono ancora fatti. Il risultato delle elezioni ha portato a una composizione del Parlamento estremamente frammentata e a una situazione di fatto inedita per la politica francese, che potrebbe portare a uno stallo istituzionale.

Rischio di una crisi

In un lungo messaggio pubblicato su X, il ministro delle Finanze del Governo di Parigi, Bruno Le Maire, ha messo in guardia dai rischi per l’economia francese da una situazione di stallo, ma anche dall’applicazione delle misure economiche. “La nuova situazione politica risultante dallo scioglimento dell’Assemblea presenta dei rischi principali”, ha scritto Le Maire. “Il più immediato è una crisi finanziaria e il declino economico della Francia”. Secondo il ministro infatti l’applicazione del programma di rottura dell’Nfp distruggerebbe i risultati della politica portati avanti per sette anni e che ha dato alla Francia lavoro, attrattiva e fabbriche. “Questo progetto è esorbitante, inefficace e datato. La sua legittimità è debole e circostanziata. Non dovrebbe applicarsi”, ha continuato. Il secondo rischio “è una frattura ideologica della Nazione, che porta con sé liti incessanti ed esaurimento collettivo. Dobbiamo fare di tutto per prevenire questo rischio. Abbiamo un urgente bisogno di coerenza e lucidità”.

Intanto questa mattina il premier francese Gabriel Attal ha lasciato palazzo Matignon, la sede del Governo, ed si è diretto all’Eliseo per presentare al capo dello Stato, Emmanuel Macron, le dimissioni. I rapporti fra i due sono diventati difficili, secondo il loro entourage, nelle ultime settimane, dopo lo scioglimento: «Non ho scelto io di sciogliere l’Assemblée» – ha affermato Attal dopo l’annuncio dei risultati del ballottaggio – «ma ho rifiutato di subirlo». Al premier si è aggiunto anche il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin.
Darmanin.

Ma il presidente Macron ha chiesto ad Attal di restare per il momento nel ruolo di primo ministro al fine di garantire una stabilità del Paese.

Il rovescio della medaglia

Queste sono state comunque le elezioni in cui il Rassemblement National è riuscito a eleggere il numero più alto di deputati mai raggiunto. Sono stati 143, molti meno rispetto a quelli che si aspettava (dato che i sondaggi avevano fatto pensare che il partito potesse avvicinarsi alla maggioranza assoluta di 289 deputati su 577) ma comunque il numero più alto mai ottenuto da un partito di estrema destra nella storia francese. Il record precedente apparteneva sempre al partito: lo aveva ottenuto nel 2022, quando aveva fatto eleggere 82 deputati. Nonostante abbia perso insomma ha comunque quasi raddoppiato i voti presi due anni fa. Anche per questo la leader del partito Marine Le Pen ha potuto affermare che la vittoria «è stata solo rinviata. La marea sta salendo. Questa volta non è salita abbastanza in alto, ma continua a salire».

Il partito, infatti, è stato quello che ha preso il maggior numero di voti sia al primo che al secondo turno, ma visto il sistema elettorale maggioritario con collegi uninominali usato Elezioni in Franciain Francia prendere più voti su base nazionale non implica in alcun modo ottenere più parlamentari: per essere eletto un candidato deve prendere più voti degli altri nel suo collegio elettorale, indipendentemente da quanti ne ha presi il partito in totale. La differenza fra voti e collegi ottenuti al secondo turno è anche data dal ritiro di quasi tutti i candidati arrivati terzi ai ballottaggi e che quasi sicuramente non avrebbero vinto, evitando di disperdere voti e concentrandoli su chi si opponeva a quelli di estrema destra, mentre Rassemblement National li ha mantenuti ovunque, non avendo un altro partito con cui adottare la stessa strategia.

Ancora meno donne

Nella nuova Assemblea nazionale uscita dalle elezioni in Francia è in calo del 36% la rappresentanza femminile rispetto alle ultime due legislature, con solo 208 donne elette su 577 seggi da assegnare. Il risvolto negativo delle legislative anticipate di ieri sulla componente “rosa” del nuovo Parlamento giunge da un’analisi dei risultati ufficiali pubblicati dal ministero dell’Interno francese. La percentuale aveva raggiunto un livello record nel 2017, con un picco del 38,8% (224 deputate), per poi scendere al 37,3% (215) nel 2022 e ora segna un ulteriore calo.

Tra i principali blocchi della nuova Assemblea, l’Union des gauche o Nuovo Fronte Popolare e i partiti affini hanno la più alta percentuale di donne, pari al 41,7% – 78 deputati su 187 – superando di poco la coalizione presidenziale di Ensemble, al 41,5%, con 66 parlamentari su 159 eletti. Rassemblement National e i suoi alleati hanno solo il 32,4% di donne (46 su 142) e Les Rèpublicains ha eletto solo il 30,8% di donne. Per giunta il Parlamento si ritrova con un numero di donne leggermente inferiore rispetto a quello del Senato: la Camera alta indirettamente eletta e tendenzialmente sempre più a destra ha il 36,8% di donne, 128 su 348 senatori.

Reazioni diverse

Il Rassemblement National aderisce ai Patrioti per l’Europa, il nuovo gruppo di destra al Parlamento europeo nel quale è entrata anche la Lega”. Lo annuncia su X il portavoce del premier ungherese Viktor Orbán, ispiratore del gruppo. “Patrioti per l’Europa continua a crescere. Questa nuova fazione di destra potrebbe diventare la terza più grande al Parlamento europeo. Uniamo le forze e combattiamo insieme per un futuro migliore”.

«L’esito delle elezioni in Francia ci dà un certo sollievo», ha affermato il portavoce del cancelliere tedesco Scholz, Steffen Hebestreit, commentando il risultato delle elezioni francesi. Ha, poi, sottolineato che «resta adesso da vedere quali saranno gli sviluppi politici alla luce di questa inusuale costellazione. Scholz avrà opportunità di parlarne con il presidente Macron a Washington al vertice Nato», ha concluso.

Mosca non ha molte speranze di migliorare le relazioni con Parigi dopo i risultati delle elezioni francesi. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass. «Per la Russia sarebbe sicuramente meglio che vincessero quelle forze politiche che vorrebbero sostenere gli sforzi per ripristinare le nostre relazioni bilaterali. Ma finora non abbiamo visto una volontà politica in questo senso da parte di nessuno e non nutriamo particolari speranze o illusioni».

 

Ginevra Larosa

Foto © Anadolu Ajansi, RFI, NPR, Patriots for Europe

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