Come si comporterà la vicina Turchia dato che ufficialmente non prenderà più parte alla preparazione?
Forze aeree, marittime e terrestri provenienti da 13 Nazioni alleate convergeranno nel Peloponneso occidentale in Grecia per partecipare all’esercitazione Ramstein Flag 24 (RAFL24) della Nato. Si terrà dal 30 settembre all’11 ottobre 2024 e vedrà l’impiego di avanzate tattiche di difesa aerea.
La Ramstein Flag è l’ultima esercitazione dell’Allied Air Command della Nato, fondata su teoria e accademia per fornire un addestramento dal vivo avanzato a livello tattico e multi-dominio. Include una serie di sfide realistiche in un contesto operativo complesso. L’obiettivo principale è consolidare la cooperazione, l’interoperabilità e l’integrazione, oltre a dimostrare la determinazione, l’impegno e la capacità della Nato di scoraggiare potenziali avversari e difendere l’Alleanza attraverso operazioni in più domini. Inoltre offre un’opportunità unica al personale dell’Alleanza Atlantica di esercitare tattiche, tecniche e procedure di contrasto alle attività di accesso/interdizione di area (C-A2/AD) e di difesa aerea e missilistica integrata (IAMD).
Fiducia per la Grecia
«Mentre le tensioni geopolitiche continuano a evolversi, anche la Nato deve progettare le esercitazioni. La Ramstein Flag rappresenta il futuro delle preparazioni dell’Alleanza, concentrandosi sulle minacce attuali e future», ha affermato il generale James B.Hecker, Comandante dell’Allied Air Command. Quest’anno, l’esercitazione assume un significato simbolico particolarmente rilevante e segna un cambiamento di dottrina mentre il conflitto in Ucraina è ancora in corso. I capi di Stato Maggiore congiunti analizzano ogni aspetto dell’esercitazione e ogni accordo concluso e sottoscritto dai partecipanti, iniziando dalla Grecia, il Paese ospitante e membro dell’Alleanza. Ad Atene, c’è un fervore per assicurare che il dossier riceva l’approvazione finale per avviare preparativi significativi ad Andravida e Araxos, dove verranno dislocati centinaia di aerei Nato.
Il personale di volo prevede che entro la prima metà di agosto saranno finalizzati tutti i dettagli e che successivamente ci sarà il tempo adeguato per le preparazioni necessarie da parte delle unità che ospiteranno l’evento. L’Alleanza ha espresso fiducia nell’Aeronautica Militare greca conferendo allo Stato maggiore un senso di notevole responsabilità per la riuscita dell’evento.
“Enigma” turco
Allo stesso tempo, persiste un grande interrogativo: quale sarà la mossa della Turchia in qualità di membro della Nato? Trasferiranno gli aerei della TuAF al 116° o al 177° Fighter Wing, oppure opereranno dalle loro basi aeree? E se decollano dal suolo turco, dovranno presentare un piano di volo, come specificato nell’accordo archiviato presso il comando Aircom?
La Grecia, in quanto Paese ospitante, non ha posto condizioni se non che tutti gli Stati membri dell’Alleanza e le loro forze aeree rispettino e accettino le norme che regolano il traffico all’interno del FIR di Atene, con ciò che questo significa per la presentazione di un piano di volo, per le dieci miglia nautiche di spazio aereo, per una serie di questioni su cui Ankara e le sue posizioni revisioniste di lunga data “inciampano”.
Attualmente, durante gli incontri tenutisi presso la base aerea di Andravida con la partecipazione di tutti i Paesi, i turchi sono sembrati ricettivi ma non hanno deciso di mettere la propria firma come una delle forze aeree della Nato che desiderano prendere parte all’esercitazione alleata. Il Rafale F3R e l’F-16 Viper dell’Aeronautica Militare ellenica giocheranno un ruolo di primo piano nella Ramstein Flag 2024 che si svolgerà all’interno del FIR di Atene.
La storia di Tiger Meet
Non sono passati molti anni da quando i nostri vicini, con le loro continue lamentele sul cielo, sul Mar Egeo e sul Mediterraneo, sono stati chiamati a decidere se partecipare o meno al Tiger Meet, anch’esso della Nato, ospitato dal 335 Squadron “Tiger” ad Araxos.
E poi, mentre i turchi avevano addirittura proposto l’arrivo del Demo Team turco al 116 Combat Wing di Araxos, mentre avevano una sincera e impeccabile collaborazione con il personale dell’Aeronautica Militare, quando i colloqui sono entrati nel livello pre-firma, poi, questioni come la ricerca e il soccorso, il 25° meridiano, Voli su un’isola all’Egeo dell’est, la smilitarizzazione, la presentazione di un piano di volo, ecc., erano linee “rosse” insormontabili.
Tuttavia, in quel momento i nostri vicini, mentre i loro funzionari parlavano con i loro colleghi sul suolo greco, altri sorvolavano isole greche abitate o non abitate. Il numero di sorvoli, così come le violazioni dello spazio aereo nazionale, sono stati tali da costringere sostanzialmente la leadership militare a procedere con la decisione di espellere la Turchia dal Tiger Meet, cosa che ha “riscattato” Ankara dalla difficile posizione di ritirarsi volontariamente dall’esercitazione Nato.
140 velivoli ad Araxos e Andravida
Dal 2019, quando hanno preso parte all’esercitazione dell’aeronautica militare “Iniohos”, a settembre, gli F–35 di quinta generazione di Usa e Italia faranno nuovamente la loro comparsa nella base aerea. Ramstein Flag 24 spazia dagli aerei Stealth ai Gripen della nuova Svezia, così come tutti i tipi noti di caccia pilotati dai Paesi membri della Nato.
L’esercitazione, come spiegano fonti dello Stato maggiore dell’aviazione, ha una pianificazione e un orientamento speciali in quanto attraverso di essa, in un quadro interoperabile, la dottrina di difesa dell’Alleanza cambia epoca, a causa dell’aggressione russa in corso sul territorio ucraino. Sono molti gli scenari che si svolgeranno all’interno della FIR di Atene e che hanno a che fare con missioni di attacco contro una difesa aerea “nemica“, che dispone di sistemi antiaerei/antibalistici molto potenti. Inoltre, sono molte le conclusioni tratte durante questi due anni di guerra in corso in Ucraina. E tutto questo è stato raccolto e analizzato dallo Stato Maggiore della Nato, che cerca sempre di addestrare le forze armate dei suoi Stati membri nel modo appropriato per affrontare qualsiasi minaccia moderna.
Mossa strategica
Tuttavia, a questo punto Ankara potrebbe essere vincolata dalla Russia a utilizzare l’S–400 in un’esercitazione, d’altra parte sorgono domande all’interno dell’Alleanza sul suo Paese membro, che al più alto livello alleato è considerato una delle principali potenze della Nato.
Intanto il ministero della Difesa cinese ha evidenziato che lo scopo delle esercitazioni è “mostrare la determinazione e le capacità congiunte nel fronteggiare le minacce alla
sicurezza marittima e nel preservare la pace e la stabilità a livello globale e regionale”. Tale annuncio rappresenta una mossa strategica da parte di Cina e Russia per intensificare la loro cooperazione militare e formare un fronte unito in risposta alle pressioni occidentali. La selezione di Zhanjiang come luogo per le esercitazioni è significativa, poiché la Città è sede di una delle principali basi navali cinesi, offrendo così una piattaforma ottimale per esercitazioni di ampia portata.
Contesto internazionale
La cooperazione militare tra Cina e Russia è un fenomeno consolidato, tuttavia l’attuale esercitazione congiunta si svolge in un momento di particolare tensione internazionale. La Nato ha manifestato preoccupazioni riguardo all’espansione dell’influenza delle due Nazioni in varie Regioni del Mondo, inclusi l’Artico, l’Africa e il Medio Oriente. Questa crescente alleanza tra Pechino e Mosca è percepita come un tentativo di sfidare la supremazia occidentale e instaurare un nuovo equilibrio di potere globale. Pertanto, le esercitazioni Joint Sea 2024 sono un segnale evidente dell’intenzione di Cina e Russia di intensificare la loro presenza militare e sincronizzare le strategie difensive per rispondere a sfide condivise.
La reazione dell’Occidente a tali manovre sarà decisiva per determinare i futuri sviluppi geopolitici. Gli Usa e i loro alleati dovranno esaminare con attenzione le implicazioni di questa alleanza militare intensificata e adeguare le loro strategie di sicurezza e difesa di conseguenza. Inoltre, la cooperazione tra Cina e Russia potrebbe spingere altri Paesi a riconsiderare le proprie posizioni e alleanze, contribuendo così a rimodellare la mappa geopolitica globale.
George Labrinopoulos
Foto © Allied Air Command – Nato, Aviation Report, Blog Before Flight,













