40 anni dalla rappresentazione al Rof de “Il viaggio a Reims”

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Il Rossini opera festival giunge alla 45ª edizione con più di 21.000 presenze nell’anno di Pesaro Capitale della Cultura

Il 19 giugno 1825 al Theatre Italien venne eseguita la prima de “Il viaggio a Reims” di G. Rossini e rimase in scena per 4 rappresentazioni. La quinta recita avverrà 159 anni dopo al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 1984 all’Auditorium Pedrotti (nel 2025 dovrebbe rientrare come ulteriore locations del Rof) per la regia di Luca Ronconi e la direzione d’orchestra magistrale di Claudio Abbado. Un cast vocale stellare, con 17 star del panorama internazionale belcantistico. Dopo 40 anni il capolavoro assoluto del Cigno pesarese è riproposto a chiusura della 45ª edizione del Rof all’Auditorium Scavolini. La rappresentazione, in forma di concerto, diretta da Diego Matheuz con il coro teatro ventidio basso e l’orchestra sinfonica nazionale della Rai. Cantanti fra i migliori del panorama vocale internazionale con Nicola Alaimo che ha interpretato il Barone di Trombonok.

Nel 2018, il fondatore e ideatore del Rof, Gianfranco Mariotti, scrisse nel programma di sala: “Come tutti sanno, il Viaggio a Reims, è la leggendaria partitura perduta da Rossini, inutilmente ricercata per più di un secolo e mezzo e creduta svanita nel nulla. Scritta nel 1825 come opera d’occasione per l’incoronazione di Carlo X di Francia, su un esile canovaccio di cantata scenica, dopo le prime uscite l’opera era stata immediatamente ritirata. Una parte della musica riutilizzata dal compositore pesarese nel 1828 per un’opera nuova “Le comete Ory” e del resto delle partiture si erano perse le tracce”.

Una parte ritrovata

Una notizia che fece il giro del Mondo e la fortuna del Rof nel 1984, con la prima esecuzione in età moderna de “Il Viaggio a Reims”. Un recupero dell’autografo presso la biblioteca di Santa Cecilia di Roma. Il resto ricostruito collezionando la musica ritrovata con i materiali d’orchestra conservati a Parigi, e con l’individuazione, utilizzando anche la metrica del libretto delle parti emigrate nell’Ory.

L’ironia che a Rossini non mancava di celebrare in Francia, un re Carlo X, poco popolare, si concretizzò nel 1825. Rossini con la sua spavalderia, che lo rese il musicista più conosciuto d’Europa, presentò al pubblico francese una elencazione di tutti gli elementi, i meccanismi e le diverse tipologie del suo teatro: arie, duetti, recitativi, concertati, pezzi drammatici e comici e brani orchestrali completamente staccati dal contesto drammaturgico. Una Musica nuova per un lavoro di circostanza, con l’unico scopo di far esibire i migliori cantanti nelle principali corti europee. 18 personaggi per un libretto definitoil nulla messo in versi“. Una musica che però si estende su “una leggerezza dell’essere”. Da quella leggendaria rappresentazione del 1984, “Il Viaggio a Reims” venne di nuovo rappresentato nel 1992 e nel 1999. E grazie all’intuizione di Alberto Zedda, ogni anno è nel cartellone del Rof interpretata dagli allievi dell’Accademia Rossiniana.

Claudio Abbado al Rof

Sempre il sovrintendente al Rof, Gianfranco Mariotti, ha voluto ricordare nel 2014 Claudio Abbado. La sua disponibilità allo scherzo veniva fuori anche durante il lavoro, nonostante il Rofsuo atteggiamento rigoroso. Nessuno sa quante gag e scenette, non solo visive ma anche musicali, furono introdotte durante le prove e cambiate poi a ogni recita, senza ledere la partitura. Il Teatro musicale per Sergio Ragni nel libretto di sala ha voluto ricostruire la crono storia del “Il Viaggio a Reims”. Parigi 1825. La Capitale è in festa e l’occasione di una incoronazione a Reims, di re CARLO X, fa trovar pronto Rossini. Fra le tante scampagnate e soggiorni, porta i due protagonisti a non intraprendere il loro viaggio, ma a giungere a una località termale Plombieres, dove si svolge la vicenda.

I personaggi sono letterari: Madame De Stael con il suo romanzo “Corinne Ou l’Italie”, una poetessa e musicista vestita da Sibilla dal Domenichino. Dunque Rossini realizza l’impossibilità musicale e blocca i suoi personaggi, tutti protagonisti del dramma giocoso in un atto di Luigi Balochi nella loro indeterminatezza esistenziale. D’altronde in una cantata non è indispensabile che succeda qualcosa, anzi è preferibile che nulla accada.

Afferma Rossini: «Il compositore non si fermerà alle parole se non per accordare con esse il canto, senza però scostarsi dal carattere generale della musica, che utilizzerà le parole al suo servizio. L’espressione musicale sta nel ritmo»

Novità dal 10 al 22 agosto 2025

Si tornerà a una programmazione più leggera per il Festival, con tre opere in cartellone: “Zelmira” diretta da Giacomo Sagripanti e la regia di Calixto Bieito; “Il turco in Italia” diretto da Diego Ceretta e la regia di Davide Livermore; “L’italiana in Algeri” diretta da Dimitry Korchak e la regia di Rosetta Cucchi.

 

Paolo Montanari

Foto © Artesnews, Connessi all’opera

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