Papa Francesco porta un messaggio di fratellanza e rispetto

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Papa Francesco

Dal 2 al 13 settembre effettuerà un viaggio apostolico in Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor-Est e Singapore

Papa Francesco dal 2 al 13 settembre effettuerà un viaggio apostolico in Indonesia, Papua Nuova Guinea, TimorEst e Singapore. Sarà il più lungo pellegrinaggio internazionale di Bergoglio. Sarà a Jakarta dal 3 al 6 settembre, a Port Moresby e a Vanimo dal 6 al 9, a Dili dal 9 all’11, infine a Singapore dall’11 al 13. Una faticosa trasferta, percorrerà ben 32.814 Km, sarà in volo per 44 ore vi saranno 16 interventi pubblici, 12 discorsi, 4 omelie e 1 Angelus.

Giacarta

Questa visita ha una valenza speciale, in quanto l’Indonesia è la Nazione al Mondo con più musulmani, ne conta infatti oltre duecento milioni, vale a dire circa l’87% della popolazione. Ma c’è anche una radicata presenza cristiana, ventiquattro milioni, pari al 10% degli abitanti. Cristiani in maggioranza protestanti, i cattolici sono sette milioni. Tuttora le tensioni e le violenze a sfondo religioso non mancano. Tra il 2007 e il 2023 si sono registrati centinaia di casi di intolleranza verso le fedi minoritarie da parte di fondamentalisti islamici, con vandalismi attacchi incendiari e intimidazioni alle persone. Il Papa come ha fatto in altri viaggi, porterà il suo messaggio di fraternità universale, che è già ben conosciuto tra i leaders musulmani moderati.

Fin dal 1947 il Vaticano è presente in Indonesia con una delegazione apostolica. La nunziatura è stata aperta nel 1950. Nel passato due Papi hanno visitato questo Paese: Paolo VI e Giovanni Paolo II. Papa Francesco ha mostrato grande attenzione all’Indonesia, un arcipelago immenso con circa 360 diverse etnie. Il messaggio che porta è volto a far convivere fianco a fianco pacificamente persone con religioni e culture differenti, secondo il principio dell’unità nella diversità.

Un viaggio faticoso

Senza dubbio per il Pontefice questa è la trasferta più faticosa e anche la più impegnativa. Visitare quattro Nazioni dall’altra parte della Terra, in dodici giorni, è una bella impresa per un uomo di 87 anni, che è costretto quasi sempre a usare la carrozzina per muoversi. Una scelta peraltro coerente con la sua attenzione alle periferie del Mondo, e anche alla attrazione che ispira in lui l’Oriente. Per questo viaggio in Indonesia accanto all’immagine di Papa Francesco benedicente c’è dipinta la Garuda dorata, l’aquila sacra, con all’interno la mappa della Nazione – Arcipelago e le paroleFede, Fraternità e Compassione”.

Nel logo della Papua Nuova Guinea vi è una croce con colori che ricordano le albe e i tramonti di questo Paese dell’Oceania, accompagnato, dalla parolaPregare”.
Timor Est riporta il logo con al centro Papa Francesco benedicente e raffigura la protezione che il popolo, in maggioranza cattolico, riceverà dal Signore nel corso del viaggio apostolico. In alto compare la scritta “Che la vostra fede sia la vostra cultura”.
Il logo di Singapore ha una croce stilizzata. Si ispira alla stella dei Magi, e alle cinque stelle della bandiera nazionale, con le parole “Unità e Speranza”.

Le tensioni in quella parte del Mondo

Gli attriti sono molteplici in quelle terre. L’India di Modi deve fare i conti con l’integralismo induista. In Myanmar c’è la dittatura militare. In Cina vige il controllo comunista e la libertà religiosa è continuamente messa alla prova. Sono proprio coloro che professano il cristianesimo a essere messi in difficoltà dalle autorità e hanno grandi problemi nell’esternare la propria fede. C’è da dire che in Indonesia la diffusione dell’Islam è avvenuta nel XIV secolo. I musulmani si introdussero attraverso la costa di Sumatra, provenienti dal Gujarat indiano, per poi espandere il proprio dominio verso Giava. I cristiani morti per la loro fede nel corso del XX secolo ammontano a oltre 45 milioni.

Il dialogo interreligioso

Importante sarà giovedì 5 settembre quando a Giacarta avverrà l’incontro con i leader religiosi nella moschea di Istiqlal, la più grande del Sud-est asiatico. Di fronte sorge la Papa Francescocattedrale cattolica dell’Assunzione e per l’occasione è stato ultimato un sottopasso, chiamato “il tunnel dell’amicizia”, che collega i due edifici permettendo di usufruire di parcheggi comuni. In occasione delle principali festività religiose sia musulmane che cattoliche, presso la moschea e la cattedrale hanno luogo iniziative di amicizia e dialogo tra le due comunità, che non si fermano solo alle visite di cortesia. Nel giorno in cui si celebra l’īd al-fiṭr, ad esempio, il cardinale Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo della Capitale, è solito modificare gli orari delle messe per consentire ai musulmani di utilizzare il parcheggio della cattedrale.

I cattolici nel Timor-Est

Timor ha 1,4 milioni di abitanti, il 98% dei quali sono cattolici. Il cattolicesimo è arrivato con i missionari portoghesi nel XVI secolo. Nel 1975 l’Indonesia invase Timor Est ne seguì una dura lotta per ottenere l’indipendenza raggiunta solo nel 2002. Il popolo si è identificato con la Chiesa cattolica, che lo ha sempre incoraggiato e aiutato.

Papa Francesco farà l’ultima tappa a Singapore. Questo Paese ha il più alto Pil pro capite di tutta l’Asia ed è al secondo posto per densità di popolazione al Mondo. Un tempo veniva chiamata la porta della Cina.

Con Pechino Bergoglio ha iniziato da qualche anno un dialogo costruttivo, la sua speranza di allargare e migliorare i rapporti col Governo cinese per salvaguardare la minoranza cattolica, troppo spesso in questi anni soffocata dal regime.

A Singapore poi diverse culture oggi si influenzano reciprocamente, passando dalla cultura cinese alla occidentalizzazione dei suoi cittadini. Ciò sta contribuendo a creare una società ricca di pluralità. Questo processo potrà determinare nuove variazioni che vanno dal cibo, all’arte, alla lingua, alle tradizioni fino a giungere alle credenze religiose. Le persone che appartengono a culture diverse potranno condividere elementi presi dalle altre culture, creando così una nuova dottrina che è auspicabile, valorizzi il rispetto delle appartenenze religiose ed è per questo che Papa Francesco ha intrapreso questo faticoso viaggio, per portare ai governanti che incontrerà e ai religiosi un messaggio di fratellanza universale.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Vatican Media, Avvenire, Blaze Trip

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