La Cattedra lignea di San Pietro esposta in Basilica vaticana

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Cattedra

Il trono potrà essere venerato e ammirato presso l’Altare della confessione fino all’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione

La Cathedra Sancti Petri Apostoli è da secoli considerata il seggio in legno decorato dal quale l’apostolo Pietro predicava esercitando la sua funzione episcopale ad Antiochia e a Roma. La prima attestazione del culto si trova negli scritti di S. Antonio da Padova che, in una predica del 1231, racconta di come la Cattedra fosse esposta all’adorazione del popolo.

La storia

Il Seggio ligneo è da molti ritenuto anche il trono dell’imperatore Carlo il Calvo (Francoforte sul Meno 823 – Brides les Bain 6 ottobre 877) che fu re dei Franchi occidentali, d’Aquitania, di Lotaringia, d’Italia e di Provenza dal 875 al 877 e, inoltre, sovrano dell’Impero Carolingio. A partire dal XIII secolo la Cattedra è stata oggetto di un culto sempre più vivo e diffuso in quanto, ogni 22 febbraio, festa liturgica di San Pietro, veniva portata in processione in Basilica, collocata sopra un altare ed esposta per tutto il giorno alla venerazione dei fedeli. I quali erano soliti recare nastri o fasce di stoffa che, dopo aver toccato la sacra reliquia, acquistavano particolari virtù terapeutiche. I più fortunati riuscivano anche, con sotterfugi, ad asportare qualche scheggia in legno.

Fino alla metà del XIV secolo la Cattedra aveva un suo ripostiglio nei pressi dell’Altare della confessione, poi traslata in una cappella vicino l’ingresso della Basilica dove rimase per quasi un secolo. In occasione del Giubileo del 1450 venne trasferita sopra l’altare della cappella di Sant’Adriano, ma nel 1576 fu rimossa nuovamente per lavori di rifacimento della Basilica. Continuò a vagare fino a quando Alessandro VII incaricò il Bernini di progettarne una degna sistemazione. Nel gennaio del 1666 il Seggio fu trasferito nella nuova sede ma, da quel momento, divenne sempre meno visibile date le difficoltà che l’estrazione della custodia berniniana comportava.

L’esposizione voluta da Papa Francesco

Lo scorso 2 ottobre, in occasione della prima messa di apertura della XVI assemblea generale del Sinodo dei vescovi, Papa Francesco ha potuto osservare da vicino l’antica e venerata Cattedra di San Pietro e ha disposto di esporla alla venerazione dei fedeli a conclusione dei lavori del Sinodo.

Le parti che la compongono sono tre: una gabbia esterna di legno risalente al XIII secolo che racchiude e protegge la Cattedra vera e propria; un seggio o trono di epoca carolingia realizzato in legno di rovere e decorato con fregi di avorio intagliato; un pannello d’avorio con diciotto riquadri che riproducono le dodici fatiche di Ercole e sei creature mostruose.

Varie teorie

Secondo alcuni storici il prezioso trono sarebbe stato fatto costruire per sé da Carlo il Calvo e da questi donato al Papa Giovanni VIII (Roma 820 – Roma 882) in occasione della sua incoronazione imperiale, avvenuta in San Pietro nel 875. Il sovrano l’avrebbe donata al Papa insieme ad altri preziosi tra cui la Bibbia Miniata conservata presso la Basilica di San Paolo Fuori le Mura.

Secondo altri studiosi, invece, il pannello d’avorio sarebbe molto più antico e realizzato in Egitto tra il III e l’inizio del IV secolo (d.C.). A confermarlo sono i motivi decorativi, come i fiori di loto tipicamente orientali e le particolari iconografie che presentano analogie Cattedracon monete imperiali coniate ad Alessandria come il tema delle fatiche di Ercole caratteristiche dell’iconografia imperiale al tempo di Massimiano e di Costantino. Il pannello d’avorio sarebbe quindi la spalliera dell’antico trono dell’imperatore romano. Costantino lo avrebbe ceduto a Papa Milziade nel 313 insieme al diritto di usare le insegne del potere imperiale. Il trono sarebbe stato quindi ereditato dal Pontefice che da allora lo avrebbe regolarmente utilizzato. Più tardi nel XIII secolo il pannello sarebbe stato staccato dal trono ormai troppo rovinato e applicato a quello donato da Carlo il Calvo.

Un’altra tesi

Di diverso parere è Marco D’Onofrio, che rifiuta l’idea che la Cattedra sia da ricondurre a Carlo il Calvo. Il manufatto non sarebbe altro che il trono di Carlo Magno, portato a Roma dal sovrano stesso per donarlo al Papa e per attestare il suo potere e il dominio acquisito sull’Urbe. Erano anni complicati dalle guerre quelle vissute da Papa Giovanni e dall’Imperatore. Papa Giovanni aveva richiesto l’intervento in Italia delle truppe imperiali, per arginare le scorrerie sulle coste dei saraceni che si erano spinti sino alle porte di Roma, mentre Carlo in quel periodo dovette guerreggiare a lungo con i vichinghi che erano giunti sino a Parigi. Insomma tempi turbolenti peraltro come lo sono oggi con una guerra ai confini dell’Europa che sembra non finire mai e un’altra in Medio Oriente, nonostante gli sforzi di tanti governanti non sembra placarsi e sta causando migliaia di morti innocenti.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Vatican News, Franco Cosimo

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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